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Giada e il sogno realizzato di volare

17 gennaio 2026

Cuneo

Maccario Giada Boves 2026 L’avevamo intervistata sei anni fa quando era una ragazza di 16 anni, appena iscritta all’Accademia militare di Firenze con l’obbiettivo di diventare pilota di aerei. Oggi Giada Maccario, figlia unica di Stefano di Borgo San Dalmazzo e Ida Cavallera di Boves (nipote di Alba e Oscar del Bar Centrale) è una giovane donna di 22 anni, ha concluso la sua formazione e ha raggiunto la graduation a fine dicembre a Dubai, negli Emirati Arabi, dove vive da qualche tempo. È stata assunta come pilota di linea dalla compagnia aerea Emirates Airlines e dal 19 gennaio prenderà servizio.  Cos’è successo in questi sei anni?  Ho concluso il Liceo Scientifico alla Scuola dell’Aeronautica di Firenze orientandomi già verso il mondo dell’aviazione civile e non più militare perché nel primo ho individuato più possibilità di crescita professionale. Inoltre, io voglio volare il più possibile perché per me è prima di tutto una passione, anche più di una passione. Così ho cercato tra le scuole di volo in Italia e all’estero ed ho trovato tre anni fa un’Accademia di volo di una compagnia araba (a Dubai, negli Emirati Arabi dove vivo ormai da qualche anno). Dopo le selezioni e il primo anno e mezzo di formazione, ho cominciato a volare anche da sola, prima con aerei con monomotore e il bimotore a elica e poi con il jet a reazione (per ora a nove posti), ma che è molto simile ai grandi jet che spero piloterò presto. La soddisfazione è anche quella di essere stata ed essere tuttora la prima di nazionalità italiana e donna ad entrare in questa accademia.  Che cosa ti motiva in questa scelta così particolare? Poter volare. Ho cominciato giovanissima con il parapendio, ma da sempre so quello che desidero, che è volare. E quello che stupisce anche me è che dopo sei anni di vita nell’aviazione ventiquattr’ore al giorno sono sempre più entusiasta di questa scelta. Ma per te cos’è volare? Che sensazioni provi quando sei in volo? La prima volta che ho pilotato da sola, un anno fa, è stata un’emozione grandissima. Mi hanno dato in mano l’aereo e mi hanno detto di fare il circuito di sette minuti. Quando sono a terra io penso a tante cose, presenti e future, ma in volo è incredibile come la mia capacità mentale si ampli. Quando sono sull’aereo riesco a capire tutto quello che mi circonda, mentre tante volte quando si vive normalmente guardi solo davanti a te. È incredibile questa capacità di vivere l’istante e di passare da una funzione all’altra in un attimo. La concentrazione sulle manovre tecniche da compiere è giocata al secondo e devi capire subito la priorità di quell’attimo. Ad ogni volo imparo qualcosa di più di quello che già sapevo ed è proprio questo che mi affascina.   Guardi anche fuori dal finestrino? Sì, tu gestisci il velivolo ma quello che è fuori è bellissimo. Vedi dall’alto le città dove vivi, tutte le luci nel volo notturno, capisci proprio quanto è bello il mondo. Tu credi in Dio? Tanto. Io ringrazio il Signore tutte le mattine e tutte le sere quando vado a dormire perché sono sicura che tutto questo è tutto Lui. Certo grazie ai miei genitori, al mio impegno, ma viene tutto da Lui che ha voluto mettermi su questa strada, che mi ha dato l’idea ed è Lui che mi sta facendo continuare. Qui dove vivo, pur essendo un Paese musulmano, posso coltivare questa fede ed è proprio bello. Ora ho anche trovato una chiesa dove poter andare a pregare e ringraziare.  Quando sei in cielo Lo senti più vicino a te? Sì. Quando sono in cielo penso che il Signore mi ha fatta per questo. Mi fa essere lì, in quel momento, perché io possa vedere e accorgermi di tutto questo.  Il fatto di esser donna ti ha ostacolato nella carriera? Assolutamente no. Anche i miei istruttori mi hanno sempre trattata al pari dei colleghi uomini. Certo, siamo ancora molto poche, circa il 5% del totale nell’aviazione globale.  I valori stanno aumentando, ma con calma.  Tu non hai mai paura? All’inizio, quando senti che sta per arrivare il momento in cui sarai da sola, la percepisci, ma non è paura. È una forte emozione perché capisci che devi gestire un velivolo che costa milioni di dollari. Ma un buon pilota non può avere paura. Sappiamo che possiamo sbagliare, ma l’importante è imparare dai propri errori e rialzarsi. Dobbiamo precedere sempre l’aereo, tecnicamente diciamo “stare davanti all’aereo” e prevenire le sue mosse.    Che lingua parlate e come è l’impatto con una cultura così diversa? Parlo in italiano solo quando di sera chiamo i miei genitori. Per il resto vivo in un mondo multiculturale e multilinguistico. Oltre all’inglese che usiamo nella vita e sul lavoro, sto imparando varie lingue e studio arabo. Gli Emirati Arabi sono un Paese sicuro, molto controllato e videosorvegliato. Sono libera di muovermi e non ho problemi, anche perché mi sono adeguata ai loro costumi e tradizioni.  Progetti per il futuro? In questo momento mi sto dedicando molto alla mia carriera professionale. Tanto studio, determinazione e impegno per guadagnare ore di volo e crescere nell’esperienza. Per il resto sono ancora molto giovane, non so quali scelte di vita farò, ma il mio futuro è veramente laggiù. Dubai è la città del mio sogno e si sta realizzando.
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