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8 luglio 2026

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Comuni montani, Revello non ci sta e non esclude ricorsi al Tar

09 gennaio 2026

Cuneo

Può una legge sulla nuova classificazione dei Comuni montani essere fondata prevalentemente su criteri altimetrici e di pendenza? Per la giunta di Revello - preoccupata del fatto che l’eventuale perdita dello status di “Comune montano” potrebbe comportare una significativa riduzione dell’accesso a risorse e finanziamenti destinati a mobilità, istruzione, sanità, turismo e sviluppo locale - la risposta non può essere che una: “No!”. Per lottare a dovere contro una decisione che parrebbe essere ancora in itinere, la giunta guidata dal sindaco Paolo Motta ha deciso di “sollecitare la Regione Piemonte affinché rappresenti, nelle sedi istituzionali competenti, le criticità derivanti dall’applicazione dei soli criteri altimetrici e di pendenza previsti dalla legge e si faccia promotrice dell’inserimento, nei decreti attuativi, di indicatori socio-economici quali spopolamento, accesso ai servizi, reddito, dinamiche demografiche, conformazione del territorio e viabilità”. Ma anche di “richiedere la massima trasparenza in merito alle simulazioni relative alla nuova classificazione dei Comuni montani e a tutelare la quota del Fondo Fosmit destinata al Piemonte, contrastando eventuali riduzioni delle risorse regionali” e di “promuovere l’adozione di strumenti di monitoraggio sugli effetti della riclassificazione in termini di servizi, occupazione, mobilità e andamento demografico, favorendo il coordinamento con altri Comuni, Unioni montane, Provincia di Cuneo e associazioni degli enti locali, al fine di definire una piattaforma condivisa di richieste”. E di “sollecitare il Governo affinché proceda a un incremento della dotazione del Fondo Fosmit, evitando penalizzazioni a carico delle Regioni e dei territori montani e pedemontani”. Trasmessa a delibera al presidente della Regione, all’assessore regionale competente, al presidente del consiglio regionale, alla Provincia, alle Unioni montane, alle associazioni rappresentative degli enti locali e al ministero Affari regionali e autonomie, la giunta si è riservata, “in caso di mancato accoglimento dell’istanza e/o delle proposte di integrazione dei criteri di classificazione dei Comuni montani, ogni opportuna forma di tutela nelle sedi competenti, compresa la proposizione di ricorso innanzi al Tribunale amministrativo regionale territorialmente competente, a tutela degli interessi dell’ente e della comunità amministrata”.

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