Tempesta perfetta sul latte: export in crisi e aziende in stallo
08 gennaio 2026
Cuneo
Dopo un periodo di calma sui mercati (prolungato, per chi ha memoria di quanto avveniva sul territorio anche solo tre-quattro lustri fa) il comparto del latte torna in agitazione: l'allarme viene rilanciato da Confagricoltura Piemonte con una nota diffusa oggi (giovedì 8 gennaio), al punto che l'organizzazione professionale agricola chiede la convocazione di un tavolo in Regione, per discutere la situazione e i prezzi. A rischio, secondo il sindacato del primario, la redditività della filiera, che all'ombra delle Alpi occidentali conta 1.300 aziende di allevamento con quasi 230.000 capi e una produzione di latte pari al 9% dei volumi nazionali, quasi un litro ogni dieci prodotti nel nostro Paese. "Sotto la spinta di diversi fattori - lamenta Confagricoltura, il cui presidente regionale e provinciale è Enrico Allasia - il comparto lattiero caseario, in particolare quello piemontese, negli ultimi mesi è entrato in una fase di mercato particolarmente critica, con la caduta del prezzo del latte 'spot', sceso a livello nazionale a 28-30 centesimi, e il rischio che il ribasso tocchi anche il rinnovo dei contratti scaduti, con la conseguenza di una crisi generalizzata dell’intero settore per lo squilibrio tra domanda e offerta. Confagricoltura Piemonte chiede all’assessore regionale all’agricoltura Paolo Bongioanni la convocazione di un Tavolo della filiera latte, allargato alla componente industriale, per cercare un percorso che consenta di governare questa fase difficile. Il comparto si trova ora alle prese con un’inversione della fase congiunturale che, tutto sommato, ha colto di sorpresa l’intero segmento produttivo: solo fino a qualche mese fa si registrava infatti una tendenza in crescita". Quali i motivi? I produttori indicano una "tempesta perfetta": tra le concause, il calo dei consumi dei prodotti trasformati, l’eccesso di offerta dovuto all’aumento della produzione di latte a livello mondiale, l’incertezza legata all’applicazione dei dazi statunitensi, il ritiro di mercati strategici come quello cinese. Il crollo dell'export minaccia quindi di destabilizzare tutta la produzione. A livello locale si chiede di affrontare i problemi attraverso la concertazione: da qui la richiesta di un tavolo regionale per " individuare tutti insieme un percorso per governare e regolare al meglio questo fase di mercato difficile, per evitare che il surplus di latte invenduto metta in crisi l’intero sistema produttivo e che si arrivi a prezzi anche inferiori ai costi di produzione". Come primo intervento - come già avveniva in anni passati -, si punta sulla moratoria sui mutui: Confagricoltura chiede infatti la sospensione temporanea del pagamento delle rate, "per agevolare i tanti allevatori che, in questi ultimi anni, hanno investito nell’efficientamento della propria azienda".