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6 luglio 2026 | Aggiornato alle 20:54

cronaca

“Un gigante della politica e delle relazioni umane”

03 gennaio 2026

Cuneo

Carlotto (primo a destra) in un incontro con Giulio Andreotti, a sinistra Gianfranco Falco (Cia) Unanime il cordoglio del mondo della politica e dell'associazionismo per la scomparsa del senatore Natale Carlotto, figura storica di Coldiretti e dell'agricoltura. "Il suo impegno non si è mai limitato agli incarichi ricoperti, ha dedicato l’intera vita al mondo rurale con passione, rigore e spirito di servizio - hanno dichiarato Enrico Nada, presidente di Coldiretti Cuneo e Francesco Goffredo, direttore di Coldiretti Cuneo -. Il Senatore Carlotto ha promosso associazioni, consorzi e strumenti di cooperazione che hanno segnato la crescita dell’agricoltura cuneese, dalla frutticoltura alla zootecnia, dalla tutela delle produzioni alla previdenza e all’assistenza sociale. È stato tra i protagonisti di iniziative innovative che hanno unito sviluppo economico, ricerca e attenzione alle persone, con uno sguardo costante al futuro delle aree rurali e montane. Ma prima ancora dei ruoli, resta l’uomo, profondamente legato alla terra, orgoglioso di definirsi contadino, animato da un forte senso di comunità, solidarietà e rispetto per l’ambiente. Valori che ha incarnato fino all’ultimo, continuando a essere presenza attiva e punto di ascolto. Natale Carlotto è stato un uomo che ha vissuto la Coldiretti come una missione, mettendo sempre al centro le persone, il lavoro agricolo e il bene del territorio, con competenza, visione e profonda umanità”. "È stato una persona che ha fatto e ha avuto un ruolo fondamentale per la comunità dei coltivatori e non solo - ha ricordato Elio Lingua, presidente provinciale delle Acli di Cuneo -. Era un tesserato delle nostre Acli e personalmente abbiamo avuto un rapporto di fiducia sia sul lavoro che come persona". “Se n’è andato un gigante della politica e delle relazioni umane - scrive in una nota Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico e deputata cuneese -. Anche se ho avuto l’onore di conoscere Natale Carlotto tardi, gli devo molto: i suoi racconti sono stati davvero preziosi per il mio lavoro parlamentare. Non solo: aveva il coraggio delle idee e di chi si batte senza mai risparmiarsi. In questa giornata voglio mandare le mie condoglianze alla moglie Isa e a tutta la famiglia”. "Con la scomparsa del senatore Natale Carlotto perdiamo una figura centrale della storia istituzionale della montagna italiana, un legislatore lungimirante che ha saputo dare voce e dignità politica ai territori alpini e appenninici - così l’assessore regionale allo Sviluppo e Promozione della Montagna, Marco Gallo, ricorda l’impegno e l’eredità politica del parlamentare di Carlotto -. Seppe interpretare la montagna non come spazio marginale o da musealizzare, ma come territorio abitato, produttivo, vivo. La sua legge metteva al centro le comunità, il lavoro, l’agricoltura e le foreste, anticipando temi che oggi sono al cuore del dibattito pubblico: dall’autoproduzione di energia alle dinamiche comunitarie, dalla gestione attiva del territorio alla tutela ambientale intesa come equilibrio tra uomo e natura».La legge 97/1994 conteneva strumenti innovativi: il Fondo per la montagna, norme per contrastare frammentazione e abbandono, sostegno alle imprese e al commercio, incentivi al reinsediamento, attenzione a scuola e trasporti, fino alle pluriattività agricole che hanno consentito a molte aziende di restare sui versanti e nei paesi. Una visione che ha anticipato modelli oggi riconosciuti come fondamentali per lo sviluppo sostenibile delle aree interne.Carlotto è stato un testimone autorevole di una politica capace di guardare lontano. Il modo migliore per onorarne la memoria è tornare a dare piena attuazione a quella visione, rimettendo la montagna al centro delle politiche pubbliche, non per nostalgia, ma per il futuro del Paese". "Figura di riferimento del mondo dell'agricoltura, della Coldiretti e della Democrazia Cristiana - ha sottolineato la sindaca di Cuneo Patrizia Manassero -. L'ho scoperto uomo disponibile al confronto, appassionato ai temi della montagna e della terra alla difesa del territorio cuneese. Un signore, capace di ascoltare e di dire, con quella bella parlata intervallata dal dialetto". “Ceva perde uno dei suoi cittadini d’eccellenza, un uomo delle istituzioni, un rappresentante dell’apparato amministrativo dello Stato, da sempre vicino al suo territorio - ha ricordato il sindaco di Ceva Fabio Mottinelli -. Natale Carlotto è partito da qui, da una frazione di campagna di un piccolo Comune, ed è arrivato lontano senza mai dimenticare le sue origini. L’impegno per i produttori agricoli, per la campagna, per la montagna, hanno rappresentato un suo modo di intendere non solo la politica, ma la vita: i rami non arrivano in alto se le radici non sono saldamanete ancorate a terra. Ci stringiamo intorno alla famiglia in questo momento di dolore. Il nostro impegno come amministratori è raccogliere la sua eredità e applicare il suo esempio di impegno e dedizione nella nostra quotidianità, tenendo sempre a mente e a cuore il bene delle nostre comunità". "Salutiamo, all'inizio di questo 2026, una figura di spicco della nostra realtà provinciale - ha commentato Luca Robaldo, presidente della Provincia di Cuneo -. Innumerevoli le sue iniziative ed enorme il suo impegno per l'agricoltura e non solo. Ancora oggi, che è tornata d'attualità la questione, in molti fanno riferimento alla 'legge Carlotto' sulla montagna a testimonianza di quanto lavoro il sen. Carlotto abbia svolto. Io personalmente, l'Amministrazione Provinciale insieme a me e l'intera Comunità cuneese siamo vicini alla famiglia ed esprimiamo la più profonda partecipazione". "Riconosciamo al senatore Carlotto il grande merito di aver saputo interpretare nel suo ruolo politico e istituzionale i reali bisogni dell’agricoltura, in particolare della montagna, per la quale si rese principale artefice di una legge che ancora oggi costituisce un imprescindibile punto di riferimento per il territorio - così Igor Varrone, direttore provinciale di Cia Agricoltori italiani di Cuneo -. La provincia di Cuneo perde un protagonista di assoluto primo piano della vita pubblica, rispettoso degli avversari e aperto al dialogo costruttivo per il bene della comunità. I risultati da lui ottenuti a favore del mondo agricolo, rimangono tuttora insuperati". "I miei rapporti con lui risalgono al 1970 quando la Cia (allora Alleanza dei Contadini) era diretta da tre persone (Borgna, Panero ed io), incaricate dal Pci di cercare di contrastare lo strapotere nelle campagne della "balena bianca" della Coldiretti -ricorda  Gianfranco Falco, presidente di Cia Cuneo negli anni in cui Carlotto era alla guida della Coldiretti cuneese -. Opera ardua, temeraria, che, per tutelare gli interessi dei "contadini", fondava la sua attività su iniziative di protesta, di proposta, di lotta, di elaborazione politica. I rapporti fra organizzazioni erano condizionati da proposte ideologiche che difficilmente consentivano il dialogo. Con Carlotto, gradualmente, questa contrapposizione si ridusse e si avviarono iniziative in collaborazione: differenziazione fra sigle ma reciproca stima dei dirigenti. Un merito che gli va riconosciuto e che caratterizza la sua figura. Nel 2010 (era concluso da tempo il mio mandato nella Cia), Carlotto mi cercò chiedendomi di dar vita con lui, a titolo del tutto personale, senza coinvolgimento delle organizzazioni agricole, alla creazione di un comitato sostenitore del progetto per il lago della Valle Stura, che permettesse di trasformare l'acqua in risorsa, non solo per l'economia locale, ma per l'intera provincia. Di lì, la nascita di un rapporto strettamente personale, manifestato in decine e decine di incontri pubblici, in visite in Europa ad impianti similari a quello proposto per la Valle Stura, in incontri a Villa Fiorita a parlare di progetti e di ricordi, con sincera amicizia". “Una figura storica e di grande importanza per la nostra Organizzazione, non solo Presidente ma forte animatore dei Pensionati di Coldiretti – ricorda Sergio Barone, presidente dei Pensionati Coldiretti Piemonte -. Al suo nome sono legate riforme rilevanti per il mondo agricolo e montano, tra cui la riforma dei patti agrari e l'ultima legge dedicata alla montagna, maturate anche grazie al lavoro svolto negli uffici della Coldiretti. Lo ricordiamo per il suo grande impegno e lucidità fino all’ultimo e per averci trasmesso la sua grande passione e tutta la sua grinta nell’affrontare le varie attività sindacali”.

“Natale Carlotto, un grande sindacalista, è stato un uomo che ha vissuto la Coldiretti come una missione, mettendo sempre al centro le persone, il lavoro agricolo e il bene del territorio, con competenza, visione e profonda umanità – affermanoCristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa, delegato confederale -. Il suo impegno non si è mai limitato agli incarichi ricoperti: ha promosso associazioni, consorzi e strumenti di cooperazione che hanno segnato la crescita dell’agricoltura. È stato tra i protagonisti di iniziative innovative che hanno unito sviluppo economico, ricerca e attenzione alle persone, con uno sguardo costante al futuro delle aree rurali e montane”.

"Dire addio a Natale Carlotto è come perdere un pezzo di storia importante della nostra provincia e non solo - scrive l'onorevole Monica Ciaburro -. Il suo essere un politico non era altro che una manifestazione competente e pragmatica, del suo attaccamento al nostro territorio e alla sua gente. Attento alle persone, al loro modo di vivere la quotidianità ha rappresentato un esempio per tutti noi politici della Granda, che siamo arrivati dopo, in altri tempi e in situazioni ben diverse ma che Natale Carlotto sapeva leggere ed interpretare, capire e sostenere con la lucidità di una persona che per indole si è sempre interessata agli altri, dedicandosi con passione ed intelligenza a creare una politica fatta di concretezza e comprensione. Custodisco tra i miei ricordi più preziosi ogni incontro, ogni telefonata e soprattutto ogni lettera scritta di suo pugno. Ogni sua parola era un concentrato di saggezza, data non tanto - o non solo - dall’esperienza, quanto dalla sua capacità di vedere oltre, capire fino in fondo, impegnarsi al massimo per trovare il modo più giusto e condiviso di agire per il bene della comunità. Preziosi i suoi consigli per formulare la Legge sulla Montagna, la sua montagna tanto amata e per la quale per primo realizzò una legge ancora moderna, attuale, adeguata. Ha dedicato tutta la sua vita all’agricoltura e al territorio cuneese, diventando un esempio di intelligenza coerente e vivace. Sempre pronto, disponibile. Sempre, come si dice adesso, “sul pezzo”. Grazie Natale per tutto ciò che hai fatto per la tua provincia, rendendola ancora più “Granda”.

           

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