L’augurio del vescovo Piero è “Per un Natale diverso”
26 dicembre 2025
Cuneo
Quando nasce un bimbo o una bimba nelle nostre case è festa, è natale! Spesso la vita è stravolta e si aprono sogni, aspirazioni, progetti. Tutto passa in second’ordine, perché c’è una nuova persona. Anche quest’anno, il 25 dicembre celebriamo il Natale del Signore. È Dio che ha scelto di entrare nella storia quasi in punta di piedi. A Gerusalemme, Betlemme e dintorni c’era tanto movimento e distrazione per quel celeberrimo censi mento. A distanza di più di 2000 anni il copione si ripete. Già dal mese di novembre c’è movimento. È fondamentale ritornare a quella grotta dove si è celebrato il Natale del Signore. Due nuovi genitori che avevano fatto tanta strada, qualche animale, ma c’è qualcuno che si è accorto e a sua volta si è mosso ed ha contemplato il Signore Gesù. Proviamo ad ‘accorgerci’ anche noi: Dio viene a visitarci. Ancora una volta risuona il canto degli angeli: “Gloria a Dio e pace in terra agli uomi ni che Dio ama!”. Rendere gloria a Dio vuol dire amare la vita, elevare il nostro sguardo verso l’alto, accorgerci che da Lui sono cercato, per Lui sono importante, Lui attende una mia risposta. E allora ‘Fare Natale’ è mettere in atto gesti di vicinanza. Fare Pace coinvolge tutti in prima persona, senza scaricare o delegare. Preghiamo perché nel mondo cessino guerre e tacciano le armi. C’è bisogno di regali immateriali da diffondere. Facciamo un po’ di silenzio per lasciar parlare Dio; Lui non tace. Guardiamo in faccia chi incontriamo, regalando loro un sorriso. Muoviamoci per andare ad incontrare coloro della nostra cerchia con i quali c’è un po’ di freddezza. Un augurio scalda il cuore. Diamo tempo e attenzioni maggiori ai nostri familiari. Revisioniamo le parole che usiamo perché, a volte, sono violente. Inseriamo nel nostro vocabolario ‘scusa’, ‘per favore’, ‘grazie’, ‘ti sono vicino’; è un insegnamento che ci ha dato papa Francesco. Sarà poco, ma sarà certamente un Natale diverso!
✠ Piero Delbosco