A processo per lesioni ai danni di un’amica
21 dicembre 2025
Cuneo
Nella colluttazione fuori dal bar Haiti tra il fidanzato T.G. e quello che un tempo era stato suo amico R.K., si era intromessa per cercare di dividere i due litiganti e finì vittima di un pugno che la raggiunse alla nuca. La ragazza quasi svenne a terra, afferrata prima di cadere dalla sorella e dal fidanzato di questa. I quattro salirono in auto e andarono alla sala giochi gestita dalla mamma di T.G. Gli eventi che seguirono quella sera del 28 novembre 2015 sono stati oggetto di un processo per tentato omicidio a carico di R.K. e del padre A.K., i quali insieme ad altre persone si recarono all’officina di T.G. per un regolamento di conti che si concluse con una sparatoria in cui T.G. venne colpito alla mandibola e A.K. riportò una ferita alla gamba. Riconosciuti colpevoli in primo grado non di tentato omicidio ma di lesioni aggravate, padre e figlio vennero condannati alla pena di 4 anni di reclusione, pena poi ribaltata in appello per R.K. che venne riconosciuto colpevole di tentato omicidio e condannato a 5 anni e 4 mesi mentre per il padre venne confermata la condanna per lesioni aggravate, con pena ridotta ad 1 anno e 4 mesi. La vicenda del pugno alla nuca della fidanzata di T.G. finì invece davanti al giudice di pace di Cuneo e si concluse con l’assoluzione di R.K. dall’accusa di lesioni aggravate. Contro la sentenza avevano fatto ricorso sia la parte civile che il pubblico ministero e il giudice dispose di rinnovare le prove per poter decidere sulla vicenda. Così, a distanza di dieci anni, giudice, pubblico ministero e avvocati si sono ritrovati ad esaminare i fatti che precedettero di pochi minuti quella sparatoria. La parte civile ha raccontato della cena a casa della madre insieme alla sorella e ai rispettivi fidanzati che si doveva concludere con un drink al bar Haiti. Qui però avvenne l’incontro con R.K.; forse una battuta di troppo e i due vennero alle mani proprio davanti all’ingresso del locale. Le due donne non avevano assistito allo scambio di battute perchè erano al bagno, ma quando uscirono videro i due che si picchiavano. La fidanzata si intromise per cercare di dividerli e venne colpita da R.K. alla nuca con un pugno, “aveva arrotolato la cinta intorno alla manno e mi colpì all’improvviso”, ha riferito la donna in aula. Una versione confermata anche dalla sorella che ha raccontato di aver visto R.K. che le tirava il pugno mentre lei si trovava proprio in mezzo a loro per dividerli, “lui ha tirato un pugno per colpire il fidanzato di mia sorella e lei era in mezzo, se l’è preso per sbaglio”. Il processo, ormai prossimo alla prescrizione, verrà discusso il 21 aprile.