Levaldigi, Merlo: “Il piano industriale c’è, investiamo da tempo”
19 dicembre 2025
Cuneo
Nell’incontro di oggi (venerdì 19 dicembre) a Levaldigi per l’inaugurazione del collegamento Cuneo-Cagliari c’è stato anche un momento di confronto diretto tra lo scalo e le istituzioni del territorio, con parole dirette - pacate ma decise - dall’amministratore delegato e presidente della società che gestisce lo scalo, Paolo Merlo. L’industriale cuneese, come già era stato con il padre Amilcare, crede da tempo nell’aeroporto cuneese e nel fatto che una provincia come la nostra non possa essere priva di collegamenti aerei con il resto del Paese e con l’estero, anche in ottica "cargo", cioè per merci. È solito ricordarlo in ogni occasione pubblica, e dimostra di crederci non solo a parole ma a partire dalle risorse economiche che assicura alla struttura per farla continuare a funzionare, per farla vivere. O meglio “sopravvivere”, come ha detto espressamente oggi, auspicando anche che il prossimo anno veda un decollo effettivo di Levaldigi.
La presa di posizione è giunta dopo le parole dell’assessore regionale al turismo Paolo Bongioanni, che all’incontro dedicato al nuovo volo non ha fatto mancare parole di incoraggiamento per il lavoro che da anni viene portato avanti, rendendo anche merito a chi “ostinatamente mette del suo”, con riferimento proprio alla famiglia Merlo.
“Nel momento in cui si cerca un percorso per far diventare sempre più il Piemonte una regione europea, le infrastrutture aeroportuali sono strategiche. Non è semplice, con Caselle stiamo lavorando, e lo stesso facciamo qui con tutti gli attori organici per un lavoro professionale e sistemico. Vogliamo lavorare sull’incoming, le risorse non sono così tante: con la Camera di commercio, le fondazioni bancarie del territorio e altre realtà c’è l’impegno a trovare risorse per sostenere Levaldigi come tassello essenziale. Cuneo e Alba possono creare un’offerta forte, in più abbiamo il mare a un’ora da qui, ci sono davvero ampie possibilità. Personalmente non credo, come talvolta ho sentito dire, che con Levaldigi si butti via denaro: è stato fatto molto, con determinazione da parte di un territorio che ci ha creduto, e penso che proprio per questo non possiamo abbandonarlo”.
“Però - è stata la conclusione dell’assessore regionale - abbiamo bisogno di un elemento ben preciso, e ci serve a breve, per poter avanzare le richieste sulle deleghe al turismo, nel bilancio regionale: ci vuole un piano industriale, e serve subito, velocemente, e dev’essere un piano completo che ci faccia capire in quale direzione l’aeroporto vuole andare, per mettere in sintesi con gli obiettivi generali del Piemonte e dare finalmente dignità a questo scalo”.
Subito, con garbo ma anche con polso, la risposta di Paolo Merlo, che ha ricordato quanto è in corso (anche sulla base del dossier presentato nel luglio 2023 in Camera di commercio): “La base del piano industriale è la sopravvivenza dell’aeroporto, e in questo ci stiamo da anni sostituendo anche alle istituzioni, perché non credo che fondamentalmente un aeroporto debba essere mantenuto in vita da un sistema privato. Veramente in modo ostinato il piano industriale di base è sempre stato, in questi ultimi dieci anni quasi, investire perché questa struttura e questo potenziale rimanga in piedi. Il piano industriale l’abbiamo rinnovato, con il fotovoltaico e con i progetti di ampliamento in un rapporto sicuramente di grande apertura con l’Enac. Abbiamo il servizio di manutenzione degli aerei che possono essere privati ma anche di linea, lo stiamo già facendo con SkyAlps, con circa 20 (50 nel prossimo anno) tecnici altamente specializzati che ci lavorano. Si punta al rafforzamento anche su quello, per manutenzione e smontaggio di aerei. Stiamo investendo anche in hangar, abbiamo dei progetti in hangar proprio per attrarre anche voli da privati piuttosto che di grandi compagnie aeree che hanno necessità di manutenzioni. La struttura ha necessità di riparazioni continue, la pista avrà bisogno di essere messa e mantenuta nelle condizioni ottimali. Questi sono tutti i valori nel piano industriale, che c’è, e con gli investimenti che stiamo facendo in modo massiccio. Abbiamo investito per mantenere vivo l’aeroporto, e anche per far crescere l’attrazione che l’aeroporto ha nei confronti della cittadinanza, del nostro territorio. L’abbiamo fatto ostinatamente, mi permetto di dire che l’abbiamo fatto da soli, e la gente che ha volato (120.000 passeggeri quest’anno) ha potuto farlo grazie alla struttura che ostinatamente manteniamo in vita. Noi non possiamo però, oltre a mantenere vive le strutture e le infrastrutture, fare anche la promozione turistica, dai voli della neve al tartufo. Il rapporto e il modo di interfacciarci con gli enti necessita di un nuovo confronto. Siamo molto sabaudi ma forse è arrivato veramente il momento che si conosca meglio quello che effettivamente facciamo nel nostro attaccamento al territorio, per non sentirci più chiedere qual è il piano industriale”.
