L’autunno appena concluso è stato piuttosto secco rispetto alla media, mentre le previsioni a lungo termine per l’inverno indicano il prossimo mese e mezzo come il più propizio per le precipitazioni.
All’inizio di dicembre l’Arpa Piemonte ha pubblicato due documenti (visionabili sul sito internet): il bollettino idrologico mensile e le previsioni trimestrali a lungo termine. Nel primo si evidenzia come l’autunno 2025 (da un punto di vista meteorologico si considera autunno il trimestre settembre-novembre) sia stato a livello regionale di circa il 40% sotto la media per quanto riguarda le precipitazioni. Si colloca quindi tra i 20 autunni più secchi degli ultimi 70 anni. Focalizzandoci sul solo mese di novembre, si osserva che a livello regionale ha fatto registrare un deficit di circa il 68%, con precipitazioni medie di 45 mm. Ci sono però delle variazioni anche significative tra le aree: il bacino dello Stura di Demonte ha fatto segnare -57%, mentre i bacini occidentali della nostra provincia hanno registrato deficit tra il 68% e l’83% e il bacino del Tanaro -72%. Dal punto di vista delle temperature invece il mese appena concluso è stato “normale” un po’ ovunque in Piemonte, con scostamenti minimi rispetto alla media del trentennio 1991-2020. Interessante il dato dello SWE (Snow water equivalent), cioè l’acqua stoccata sotto forma di ghiaccio o neve e negli invasi: anche qui il deficit è consistente, proprio in virtù della mancanza di precipitazioni dell’ultimo trimestre, con scarti di oltre -60% su tutte le montagne cuneesi. La carenza di precipitazioni si fa sentire anche sulle portate (deficit dal -36% dello Stura a Gaiola al -86% del Tanaro a Farigliano e del Varaita a Polonghera).
Proprio in questi giorni l’Arpa ha pubblicato anche le nuove previsioni stagionali, che coprono l’intero periodo invernale. Utilizzando dei macroindicatori e unendo i dati di diversi modelli previsionali è possibile stimare l’andamento di temperature e precipitazioni con più o meno affidabilità: si tratta di previsioni di massima, senza dettagli su singoli giorni o settimane. Le valutazioni effettuate evidenziano che l’inverno 2025-2026 sarà probabilmente di nuovo con temperature sopra la media: ovviamente potranno esserci momenti freddi, ma l’andamento verosimilmente sarà più caldo rispetto alla media climatologica. Per quanto riguarda le precipitazioni, l’andamento prevalente indica un trimestre con il primo mese e mezzo con buone probabilità di precipitazioni, anche se non sopra la media, mentre l’ultima parte sarà probabilmente più secca.
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L’autunno appena concluso è stato piuttosto secco rispetto alla media, mentre le previsioni a lungo termine per l’inverno indicano il prossimo mese e mezzo come il più propizio per le precipitazioni.
All’inizio di dicembre l’Arpa Piemonte ha pubblicato due documenti (visionabili sul sito internet): il bollettino idrologico mensile e le previsioni trimestrali a lungo termine. Nel primo si evidenzia come l’autunno 2025 (da un punto di vista meteorologico si considera autunno il trimestre settembre-novembre) sia stato a livello regionale di circa il 40% sotto la media per quanto riguarda le precipitazioni. Si colloca quindi tra i 20 autunni più secchi degli ultimi 70 anni. Focalizzandoci sul solo mese di novembre, si osserva che a livello regionale ha fatto registrare un deficit di circa il 68%, con precipitazioni medie di 45 mm. Ci sono però delle variazioni anche significative tra le aree: il bacino dello Stura di Demonte ha fatto segnare -57%, mentre i bacini occidentali della nostra provincia hanno registrato deficit tra il 68% e l’83% e il bacino del Tanaro -72%. Dal punto di vista delle temperature invece il mese appena concluso è stato “normale” un po’ ovunque in Piemonte, con scostamenti minimi rispetto alla media del trentennio 1991-2020. Interessante il dato dello SWE (Snow water equivalent), cioè l’acqua stoccata sotto forma di ghiaccio o neve e negli invasi: anche qui il deficit è consistente, proprio in virtù della mancanza di precipitazioni dell’ultimo trimestre, con scarti di oltre -60% su tutte le montagne cuneesi. La carenza di precipitazioni si fa sentire anche sulle portate (deficit dal -36% dello Stura a Gaiola al -86% del Tanaro a Farigliano e del Varaita a Polonghera).
Proprio in questi giorni l’Arpa ha pubblicato anche le nuove previsioni stagionali, che coprono l’intero periodo invernale. Utilizzando dei macroindicatori e unendo i dati di diversi modelli previsionali è possibile stimare l’andamento di temperature e precipitazioni con più o meno affidabilità: si tratta di previsioni di massima, senza dettagli su singoli giorni o settimane. Le valutazioni effettuate evidenziano che l’inverno 2025-2026 sarà probabilmente di nuovo con temperature sopra la media: ovviamente potranno esserci momenti freddi, ma l’andamento verosimilmente sarà più caldo rispetto alla media climatologica. Per quanto riguarda le precipitazioni, l’andamento prevalente indica un trimestre con il primo mese e mezzo con buone probabilità di precipitazioni, anche se non sopra la media, mentre l’ultima parte sarà probabilmente più secca.
Un autunno molto secco, ma l’inverno promette neve
15 dicembre 2025
Cuneo
L’autunno appena concluso è stato piuttosto secco rispetto alla media, mentre le previsioni a lungo termine per l’inverno indicano il prossimo mese e mezzo come il più propizio per le precipitazioni.
All’inizio di dicembre l’Arpa Piemonte ha pubblicato due documenti (visionabili sul sito internet): il bollettino idrologico mensile e le previsioni trimestrali a lungo termine. Nel primo si evidenzia come l’autunno 2025 (da un punto di vista meteorologico si considera autunno il trimestre settembre-novembre) sia stato a livello regionale di circa il 40% sotto la media per quanto riguarda le precipitazioni. Si colloca quindi tra i 20 autunni più secchi degli ultimi 70 anni. Focalizzandoci sul solo mese di novembre, si osserva che a livello regionale ha fatto registrare un deficit di circa il 68%, con precipitazioni medie di 45 mm. Ci sono però delle variazioni anche significative tra le aree: il bacino dello Stura di Demonte ha fatto segnare -57%, mentre i bacini occidentali della nostra provincia hanno registrato deficit tra il 68% e l’83% e il bacino del Tanaro -72%. Dal punto di vista delle temperature invece il mese appena concluso è stato “normale” un po’ ovunque in Piemonte, con scostamenti minimi rispetto alla media del trentennio 1991-2020. Interessante il dato dello SWE (Snow water equivalent), cioè l’acqua stoccata sotto forma di ghiaccio o neve e negli invasi: anche qui il deficit è consistente, proprio in virtù della mancanza di precipitazioni dell’ultimo trimestre, con scarti di oltre -60% su tutte le montagne cuneesi. La carenza di precipitazioni si fa sentire anche sulle portate (deficit dal -36% dello Stura a Gaiola al -86% del Tanaro a Farigliano e del Varaita a Polonghera).
Proprio in questi giorni l’Arpa ha pubblicato anche le nuove previsioni stagionali, che coprono l’intero periodo invernale. Utilizzando dei macroindicatori e unendo i dati di diversi modelli previsionali è possibile stimare l’andamento di temperature e precipitazioni con più o meno affidabilità: si tratta di previsioni di massima, senza dettagli su singoli giorni o settimane. Le valutazioni effettuate evidenziano che l’inverno 2025-2026 sarà probabilmente di nuovo con temperature sopra la media: ovviamente potranno esserci momenti freddi, ma l’andamento verosimilmente sarà più caldo rispetto alla media climatologica. Per quanto riguarda le precipitazioni, l’andamento prevalente indica un trimestre con il primo mese e mezzo con buone probabilità di precipitazioni, anche se non sopra la media, mentre l’ultima parte sarà probabilmente più secca.