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8 luglio 2026

cronaca

Chiede denaro per quattromila euro e minaccia la denuncia: a processo per estorsione

12 dicembre 2025

Cuneo

Avrebbero dovuto sborsare la ragguardevole somma di 4mila euro per evitare di finire denunciate alla Procura di Roma per il mancato versamento di una rata da 150 euro della rivista ‘Cinque corpi dello Stato’. La minaccia estorsiva era stata rivolta a febbraio del 2023 a due donne, madre e figlia che gestivano un rifugio per animali, e proveniva da un uomo che si presentò come addetto al recupero crediti per conto della rivista. “Era stata mia figlia a ricevere la telefonata con la richiesta di denaro - aveva riferito in aula la vittima dell’estorsione - parlava di denunce, che saremmo finite in tribunale a Roma”. Una volta a casa però la figlia aveva raccontato tutto al compagno che l’aveva messa in guardia sulla possibilità di una truffa, “chiamai quindi un nostro cliente che è in Guardia di Finanza e lui ci consigliò di farci mandare la richiesta di denaro via mail in modo da smascherare questo signore. Intanto c’era stato anche un tentativo di accordo per una cifra di 800 euro da consegnare di persona in modo da farlo uscire allo scoperto, ma si risolse in un nulla di fatto. Eravamo state contattate in passato per l’abbonamento a riviste delle Forze dell’ordine e quindi la richiesta non mi aveva stupito, era l’entità della somma a preoccuparmi”. La mail con la richiesta di denaro era arrivata proprio mentre le due donne si erano recate a fare denuncia: l’intestatario del conto di cui veniva fornito l’Iban era l’attuale imputato del processo, B.A. pregiudicato della provincia di Agrigento. “Eravamo appena uscite della caserma per la denuncia che ricevetti un’altra chiamata da un numero sconosciuto - ha spiegato ancora la proprietaria del rifugio - era il terzo numero che quell’uomo usava per chiamarmi. Gli dissi che non avremmo pagato e che se voleva poteva andare avanti con la denuncia e che anche noi ci saremmo rivolte al nostro avvocato. Reagì alzando il tono della voce e dicendo che avrebbe proceduto. Da quel giorno non l’ho più sentito”. Il processo è stato rinviato al 9 marzo per la conclusione dell’istruttoria e la discussione.

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