Borgo, il 45° Convivium Magnum dell’Helicensis Fabula
07 dicembre 2025
Cuneo
Sono arrivati anche dal Belgio, dalla Borgogna, dal Roussillon e dall’Hérault per partecipare al 45° Convivium Magnum dell’Helicensis Fabula, la consociazione enogastronomica di Borgo San Dalmazzo fondata nel 1980 per “mantenere, difendere e valorizzare” la tradizione culinaria del territorio, in particolare quella legata all’Helix pomatia, la chiocciola tipica delle valli del cuneese.
I lavori si sono svolti questa mattina (domenica 7 dicembre) nei locali dell’oratorio di San Dalmazzo dove ospiti e delegazioni, provenienti oltre che dal Belgio e dalla Francia, anche da Piemonte, Liguria, Lombardia ed Emilia-Romagna, sono stati accolti dal Gran Siniscalcato, l’organo direttivo dell’Helicensis attualmente retto da Sergio Cavallo, Enrico Cavallera (i Gran Siniscalchi) e Ivano Musso (il Balivo).
“L’Helix pomatia è un prodotto sempre più raro, che deve essere tutelato e protetto – ha sottolineato Sergio Cavallo – magari imparando dagli amici della Borgogna. Ma la nostra azione riguarda tutto il territorio e le sue tipicità, tanto è vero che tra i simboli rappresentati nel nostro medaglione compare anche la castagna”.
“L’Helicensis Fabula – ha aggiunto la sindaca Roberta Robbione, che era affiancata dall’assessore Fabio Armando – rappresenta uno straordinario pezzo della nostra cultura e della nostra tradizione. Una consociazione cui sono particolarmente affezionata, nel ricordo di mio nonno (Giovanni Battista Lessan, ndr) che indossava con orgoglio il vostro mantello”.
Tra gli ospiti, il vice sindaco di Cherasco Umberto Ferrondi, il vice presidente dell’Atl del Cuneese Mariano Occelli, il presidente della Fice (Federazione dei Circoli Enogastronomici) Marco Porzio. Il momento-clou della mattinata è stato rappresentato dalla celebrazione del gemellaggio “di ritorno” con le confraternite de “L’Escargot du Roussillon” di Perpignan e della “Credenza Vinicola di Caluso e del Canavese”.
Poi, l’investitura dei nuovi soci, accolti con la tradizionale formula “Apprehende, comede et esto vir”. “Che si potrebbe tradurre così - spiega Sergio Cavallo -: impariamo da quello che stiamo mangiando e facciamone tesoro, viviamo virilmente, cioè in maniera sana e felice, perché una persona felice trasmette felicità alle altre persone”.
Accolti con il grado di “Comedente”, i nuovi soci (che si impegnano a difendere l’autenticità dell’enogastronomia, a vivere nel rispetto della natura, a coltivare i legami di amicizia) sono il borgarino Corrado Romano; Maria Aroundula e Andrè Cantareil, rispettivamente segretaria e vice presidente della Confrérie de l’Escargot; Sophie Lagrasse e Brigitte Thiran della Confrérie “Les Molassons de Warnant” di Anhée (Belgio), presenti per la prima volta al raduno borgarino. Per tutti, prima della proclamazione ufficiale, il rito di iniziazione consistente nell’assaggio di una chiocciola borgarina accompagnata da un generoso bicchiere di vino.
Una quindicina le delegazioni presenti, in un trionfo di colori sgargianti, copricapi di ogni fattura, costumi elaborati: La Confraternita d’la Tripa ‘d Moncalè, del Gorgonzola di Cameri (Novara), del “Ris in cagnun cul persic” di Varese, del “Vino e Panissa” di Vercelli, della “Nocciola Tonda Gentile di Langa” di Cortemilia, il Consiglio Grande della Credenza Vinicola di Caluso e del Canavese, il Circolo Enogastronomico “Della Rovere” di Savona, la “Confrérie de l’Escargot de Bourgogne”, la “Confrérie de l’Escargot du Roussillon”, la Confrérie “Croustade e Rosé” di Bessan e, dal Belgio, la Confrérie “Les Molassons de Warnant” di Anhée e la “Royale Confrérie du Stofé de Wavre”.
Dopo la visita agli stand della Bertello, la giornata si è conclusa con “i lavori conviviali” al ristorante Ruota Due di Andonno, accolti dallo chef Andrea Audisio.
