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politica

Bando Neve, Avs: “50 milioni per lo sci ignorando la crisi climatica, mentre su tutto il resto mancano risorse”

03 dicembre 2025

Cuneo

"Nulla come il Bando Neve chiarisce da che parte sta la Giunta Cirio: continuano a dire che mancano le risorse per tutte le prestazioni sociali, aumentano l’IRPEF ai ceti medi e poi impegnano la somma monstre di 50 milioni di Euro del FSC per investire su impianti che, a fronte del cambiamento climatico, avranno necessariamente vita breve". Così si apre la nota del gruppo consiliare regionale di Alleanza Verdi Sinistra, composto dalle consigliere Ravinale, Cera e Marro. "Ricordiamo - prosegue il comunicato - che il Fondo per lo sviluppo e la coesione è, da definizione ufficiale, lo strumento finanziario nazionale principale attraverso cui vengono attuate le politiche per lo sviluppo della coesione economica, sociale e territoriale e la rimozione degli squilibri economici e sociali. Come è possibile che la Giunta abbia deciso di utilizzarlo per lo sci mentre, per prendere solo il caso più recente, mancano i soldi per ristrutturare le case popolari al punto di arrivare alla Legge Marrone che riduce il patrimonio di alloggi a disposizione delle graduatorie? O mancano i soldi per pagare le rette alle persone anziane non autosufficienti in lista d’attesa da mesi e su cui gravano gli interi costi delle RSA? "Attendiamo di ottenere i documenti relativi all’esito del bando per verificare i progetti aggiudicatari, con particolare attenzione agli impianti a bassa quota. Come abbiamo già rilevato in relazione all’impianto di innevamento artificiale dell’Alpe di Mera, a 700 metri di altezza costato 2,5 milioni alla Regione Piemonte, continuare a sostenere in questo modo gli sport invernali ai tempi della crisi climatica senza un progetto di conversione delle economie turistiche delle nostre montagne è un investimento a perdere e con enormi costi ambientali". "E che questo modello sia ormai fuori tempo massimo lo dice la stessa ARPA Piemonte: l’inverno 2024-25 sull’arco alpino piemontese ha registrato un deficit di neve fresca tra il -20% e il -40% rispetto alla media trentennale 1991-2020. Una stagione che si colloca al quarto posto per carenza di neve fresca dal 1961. Dati che confermano un trend strutturale e che rendono ancora più incomprensibile la scelta di destinare risorse del Fondo di Sviluppo e Coesione a impianti che, in molte località a bassa quota, stanno già diventando economicamente e climaticamente insostenibili".

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