Un gioco non così tanto innocente
29 novembre 2025
Cuneo
Un patto di sangue tra compagni di classe che inizia con una cena della IIIA, il 22 luglio 1975, un anno e un giorno dopo l’esame di maturità. Il patto è di ritrovarsi ogni anno, tutti e trenta, lo stesso giorno e nello stesso ristorante, una cena come rito, con un po’ di nostalgia e di goliardia. A cui si aggiunge però un versamento annuale da parte di ogni ex compagno, a creare un piccolo patrimonio che cresce ogni anno, opportunamente investito. Un fondo comune dunque, un capitale di cui potranno godere solo gli ultimi tre a rimanere in vita, i superstiti della IIIA.
Sembra un gioco innocente ma non lo è così tanto. Anno dopo anno, le cene del 22 luglio misurano non solo il tempo che passa, ma anche le dinamiche collettive e la vita che ci mette prove di ogni genere. Finito il tempo dei brindisi, esauriti i momenti dei ricordi e i giochi da compagni di scuola, alla goliardia subentra la riflessione, poi l’ossessione, e infine la competizione. Il miraggio del premio, destinato a crescere con gli anni fino a cifre astronomiche, in grado di cambiare la vita dei tre rimasti, trasforma i compagni in concorrenti, dove la sfida è vivere, perché vincere significa non morire. Ogni cena diventa più complicata segnata dalle assenze, di chi è venuto a mancare, e morendo ha aumentato le possibilità di vittoria degli altri. È uno sguardo atroce ma anche divertito: ci si osserva scrutando possibili indizi di infermità. Un romanzo che è difficile da abbandonare, un racconto grottesco in cui il piccolo mondo della classe il microcosmo scolastico, diventa specchio dell’umanità intera dove i migliori sentimenti vengono affossati dalla competizione e dall’ambizione.
I convitati di pietra
di Michele Mari
Einaudi
euro 17,50