Seguiva e minacciava la ex, a processo per stalking
11 novembre 2025
Cuneo
Paura per la reazione dell’ex, per i suoi scatti di rabbia minacciosi, e soprattutto per il timore che lui potesse divulgare foto intime scattate all’inizio della loro relazione: sono questi i motivi che hanno indotto una donna monregalese a denunciare l’ex compagno a distanza di sette mesi dalla rottura della loro relazione avvenuta a giugno 2023, nel corso dei quali, secondo l’accusa, l’uomo avrebbe messo in atto veri e propri atti persecutori nei suoi confronti. “Dopo la fine della relazione per due mesi l’ho frequentato ancora per cercare di allentare la tensione di quel rapporto ossessivo - aveva riferito la donna nel processo che vede ora l’uomo imputato di stalking -, ma avevamo sempre e solo discussioni, ero in forte difficoltà psicologica nel cercare di allontanarlo senza tragedie”. Molte le telefonate e i messaggi che le aveva inviato prima che la donna si rivolgesse a un legale per tutelarsi. “Ero molto stressata e ormai la mia vita si limitava al lavoro e a fare la spesa. L’unica cosa facevo era passeggiare ma una volta mi fermò per tre volte nell’arco della stessa passeggiata. Mi disse che aveva appuntamento con degli amici per un concerto a Mondovicino che però era da tutt’altra parte rispetto a dove eravamo. Lo incontravo spessissimo anche nel tragitto da casa al lavoro e poi vicino casa mia”. Una volta sotto casa della donna, l’attuale imputato, sottoposto nel corso delle indagini alla misura del braccialetto elettronico, le avrebbe chiesto se dopo la loro rottura lei frequentasse altre persone: “Mi disse che avrei fatto bene a dirglielo e io questa cosa l’ho vissuta come una minaccia. Anche un mio vicino lo aveva notato sotto casa mia fermo in auto nei week end”. Non potendo contattarla tramite cellulare o sui social, aveva iniziato a mandarle mail confessando di aver parlato della loro relazione ad amici e conoscenti. A settembre l’avrebbe seguita fino alla scuola di ballo che lei aveva iniziato a frequentare: “Lo so perché me lo disse mio zio che mi seguì a sua volta preoccupato per quella situazione”. Un pedinamento che si sarebbe ripetuto anche a novembre: “Me lo trovai alle spalle in un corridoio del supermercato, voleva sapere della mia nuova relazione mi chiese se il mio compagno sapeva che ero una traditrice, mi disse ‘glielo dici tu o glielo dico io?’ Io ero sconvolta sono uscita e dall’auto ho chiamato il mio avvocato”. Nel frattempo l’uomo aveva anche mandato un messaggio vocale a un collega della donna raccontandogli delle foto intime e di quello che lei faceva in casa, descrivendo scene di vita quotidiana spiate attraverso la finestra della cucina della casa di lei. Varie le integrazioni alla prima denuncia, che poi portarono all’emissione della misura cautelare del braccialetto elettronico. Prima del provvedimento restrittivo ci fu però ancora l’episodio dell’evento in occasione della giornata contro la violenza sulle donne: “Avevo partecipato con un mio lavoro ma avevo saputo che all’evento era venuto anche lui e avevo deciso di rinunciare a partecipare. Le amiche mi convinsero ad andare lo stesso e partecipai scortata da un’amica e da un Carabiniere”. In aula nel corso dell’ultima udienza ha deposto anche un vicino di casa dell’uomo: “Aveva patito moltissimo la fine della relazione, ne parlava in continuazione, in modo ossessivo, si stressava tantissimo a livello di salute mentale e io gli consigliai di non parlarne più per il suo bene”. L’udienza riprenderà il 14 aprile.