Accusato di frode informatica, su conto a sua insaputa: assolto
04 novembre 2025
Cuneo
Si è chiuso con l’assoluzione piena per non aver commesso il fatto il processo per frode informatica a carico di L.S., un cuneese accusato di essersi introdotto nell’home banking di due ditte, una nel Lazio e una in provincia di Varese, deviando alcuni bonifici che erano andati a finire su un conto on line intestato a lui. Le somme finite sul conto, circa 60.000 euro, venivano poi investite in criptovaluta e quindi scomparivano. Dopo le denunce delle due aziende, le indagini vennero trasferite a Cuneo dove venne scoperto il conto corrente che era stato aperto nel 2021, periodo di restrizioni Covid, solo on line. Il titolare del conto L. S. avrebbe dovuto recarsi fisicamente in banca per firmare i documenti ma non lo fece mai e il motivo è che neanche lui sapeva di quel conto, aperto a sua insaputa quando rispondendo a un annuncio di lavoro su Internet gli venne chiesto di inviare per mail i suoi dati anagrafici e il suo documento d’identità: “Mi mandavano telefoni da controllare e poi spedire. A loro ho fornito i miei dati bancari, non ricordo se per mail o whatsapp”, ha riferito alla giudice l’uomo. Un giorno vide che sul conto erano arrivati 200 euro e dall’azienda gli dissero di fare un bonifico e gli inviarono i dati bancari. Erano i dati del conto on line aperto a suo nome e dove finirono poi i soldi delle due aziende derubate. Quando venne chiamato in Questura l’uomo riferì dell’unico conto che aveva e venne a sapere dell’altro, aperto a suo nome con le ingenti somme che vi erano state depositate. A quel punto L. S. commise l’errore che lo portò a processo. Sapendo che esisteva un conto a suo nome con denaro depositato, si recò in banca per prelevare e lì venne arrestato. “Era un periodo difficile, io e la mia compagna non lavoravamo, abbiamo quattro figli, per questo ho provato a prelevare da quel conto”. Un’ingenuità troppo evidente per una persona così astuta ed esperta da essersi introdotta nel sistema informatico di una banca e aver violato i conti di due clienti deviando da questi ingenti somme di denaro, ed è su questa discrepanza che ha giocato la sua difesa l’avvocato Leonardo Roberi: “Fino al 28 aprile del 2021 non aveva mai operato su quel conto - ha sottolineato il difensore - e va a prelevare proprio il giorno dopo essere stato convocato in Questura, con gli inquirenti che sapevano già tutto di quel deposito? Un uomo che ha la terza media, con alle spalle lavori precari, e a cui gli inquirenti non hanno neanche sequestrato il computer per cercare tracce di quelle operazioni”. Un’ingenuità che non aveva invece scalfito la convinzione della Procura in merito alla colpevolezza dell’uomo per il quale era stata chiesta la condanna a due anni e otto mesi di reclusione, con mille euro di multa. Non così per la giudice, che ha assolto con formula piena L. S. per non aver commesso il fatto.