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editoriale

Cuneo, Alba e l’arte

26 ottobre 2025

Cuneo

Alba capitale italiana dell'arte contemporanea La notizia di Alba nominata Capitale italiana dell’arte contemporanea per il 2027 è una bella notizia. La capitale del tartufo, del vino, della Nutella e del Palio degli asini si conquista un altro titolo nazionale importante. Per ora solo un titolo che è un programma per il futuro. Sì perché Alba è giustamente la patria del tartufo bianco (quella di quest’anno è la 95esima fiera), del Palio degli asini (la 66esima edizione), della Nutella, che l’anno scorso ha celebrato il suo 60esimo compleanno, un’invenzione di quel genio visionario di Pietro Ferrero, e del vino che è stato uno dei motori della trasformazione della Langa dai luoghi della malora fenogliana a quelli del turismo enogastronomico mondiale di oggi. Ora si prepara a diventare anche capitale, almeno per un anno, dell’arte contemporanea, forte di tanta esperienza, di un progetto che sa guardare in alto e di grande capacità imprenditoriale e della sua classe dirigente. Un’esperienza che viene dalla presenza, ieri e oggi, di artisti di fama e da importanti realtà, dalla Fondazione Ferrero che da decenni promuove l’arte di qualità nella sua sede espositiva e dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo nella vicina e confinante Guarene. Ed è proprio la presidente del comitato della candidatura Patrizia Sandretto Re Rebaudengo a essere stata una delle garanzie del successo. Considerata una delle “signore” dell’arte contemporanea europea e mondiale, ha avuto il merito di alzare l’appeal della candidatura albese ma soprattutto di dare spessore alla proposta culturale del dossier “Le fabbriche del vento” ispirato a Pinot Gallizio. Un dossier che la giuria ha premiato per la sua “visione diffusa e duratura, capace di rigenerare territorio, comunità e linguaggi attraverso l’arte del presente e che ha saputo unire pubblico e privato”. Ma viene da chiedersi ora: la vittoria di Alba può essere una vittoria della provincia? Può tradursi in un volano, attraverso l’arte, di tutto il territorio, compresa quella Cuneo, che da un po’ di tempo, nel perfetto stile sabaudo del basso profilo che l’ha sempre caratterizzata, sembra aver rinunciato al suo ruolo di capoluogo o quantomeno non riesce ad esercitarlo in modo adeguato? Cuneo da anni è città vivace dal punto di vista artistico, della promozione dell’arte non solo come prodotto culturale ma anche turistico e di crescita collettiva. È una città che ha cambiato il volto del suo centro storico in particolare con via Roma pedonale. San Francesco è teatro di importanti mostre di livello nazionale e internazionale. Si appresta a valorizzare finalmente una delle biblioteche civiche più importanti del Piemonte in una sede nuova, pensata e curata nei dettagli. E da anni, da troppi anni, accarezza l’idea di un Museo d’arte contemporanea di livello internazionale, del quale si mormora sottovoce o troppo sottovoce anzichè scalare ad un registro più operativo. Sulla scorta di Bilbao o di altre città che hanno saputo rigenerarsi sul motore dell’arte. Ma è pur sempre un mormorio, una suggestione, forse una fascinazione; sogno di un Museo che è tornato alla ribalta nelle ultime settimane con l’idea della valorizzazione del Pizzo di Cuneo, mentre in precedenza si era idealmente localizzato nell’immensa area Montezemolo che è in trasformazione, ma che rischia di essere un non luogo senza una vera identità. La provincia, dove c’è Alba e c’è Cuneo, potrebbe davvero essere insieme capitale dell’arte contemporanea in un progetto di rete territoriale, di enti, di Fondazioni, di imprenditori, e di associazioni e realtà culturali, che per portare avanti una passione e cercare spazi per proposte culturale condivise che arrivino a tanti, possibilmente a tutti, si basano sul volontariato. Una rete di territorio che in Granda è una rete forte di tanta esperienza, da Saluzzo con la Castiglia e la Fondazione Garuzzo a Bra con Il Fondaco e Palazzo Mathis, dagli spazi civici di Savigliano ai musei ed ex chiese di Mondovì e Fossano, dai palazzi di Cherasco alla Collezione La Gaia di Busca fino alla Villa Tornaforte Aragno di Madonna dell’Olmo. Una vera rete di una provincia capitale dell’arte contemporanea.  

Cuneo Alba Arte Capitale italiana dell’arte contemporanea

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