Finge di essere un’altra cliente e preleva in banca, a processo
20 ottobre 2025
Cuneo
Aveva assunto l’identità di un’altra persona e per ben tre volte si presentò in banca per prelevare soldi da un conto non suo. Con l’accusa di truffa e sostituzione di persona, è stata rinviata a giudizio M. S. G., giovane donna monregalese che in due occasioni diverse, a settembre e novembre 2022, si recò presso due diverse filiali della stessa banca per prelevare denaro. Il primo episodio si verificò il 28 settembre; di mattina presto la donna chiamò in banca per chiedere se era possibile effettuare un prelievo da una filiale diversa da quella dove aveva aperto il conto e l’impiegata le rispose affermativamente. Quella mattina l’imputata si recò per due volte all’interno della filiale per prelevare 800 euro dal conto di una ignara signora che solo nel primo pomeriggio, controllando il proprio saldo si accorse dell’ammanco. Immediatamente chiamò in banca per avere spiegazioni e a quel punto gli impiegati si resero conto dell’errore commesso: alla falsa intestataria del conto non era stato chiesto di esibire un documento, ma solo di firmare la ricevuta. Dal controllo incrociato fra le immagini delle telecamere della banca e il documento della vera intestataria del conto, emerse lo scambio di persona e l’identità della falsa correntista che i militari riconobbero in quanto nota agli uffici per precedenti denunce. Alla titolare del conto vennero restituiti i soldi e il direttore della filiale sporse denuncia. Qualche settimana più tardi l’attuale imputata si ripresentò alla stessa filiale dicendo di voler chiudere un conto cointestato e fornendo le proprie generalità, vere. Quando una delle impiegate la vide, la riconobbe e le chiese di accomodarsi per prendere tempo (mentre avrebbe chiamato i Carabinieri) ma quella si insospettì e andò via. Ai primi di novembre la donna pensò di mettere a segno un nuovo colpo, sempre ai danni della stessa povera ignara correntista, presentandosi alla banca di Vicoforte. Allo sportello un giovane impiegato commise lo stesso errore della collega di Fossano, non chiedendo il documento d’identità ma facendo firmare solo la ricevuta del prelievo: “Voleva prelevare 500 euro ma sul conto ce n’erano solo 200 - ha riferito in aula l’impiegato -; mi aveva fornito le generalità, l’indirizzo e altre informazioni e non le chiesi il documento ma le feci firmare la ricevuta e la firma sembrava buona”. Poche ora dopo, la malcapitata titolare del conto chiamò in banca per dire che non riusciva a prelevare col bancomat e, come per il precedente caso, i controlli sulle immagini delle telecamere e dei documenti fecero emergere la truffa, a cui seguì la seconda denuncia. Ascoltati in aula tutti i testimoni del fatto, il processo è stato rinviato al 13 febbraio per la discussione.