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8 luglio 2026

cronaca

Si spacciano per un vescovo e un religioso: a processo

13 ottobre 2025

Cuneo

Aula di tribunale vuota
“Uno era vestito con i paramenti da vescovo, l’altro indossava il saio dei religiosi e si rivolgeva all’altro chiamandolo ‘sua beatitudine’. Quello che si presentava come vescovo aveva un incedere stentoreo, sembrava recitassero”, è questo il resoconto che monsignor Flavio Begliatti, vicario generale della diocesi di Mondovì, ha fatto al giudice del tribunale di Cuneo su quello strano incontro avuto nel gennaio del 2021 con i due uomini che si presentarono nel suo ufficio senza appuntamento, come rappresentanti della “Iglesia anglicana del Caribe y la Nuova Granada”, per offrire la loro disponibilità a celebrare funzioni religiose, ma che vennero prontamente denunciati alle Forze dell’ordine per sostituzione di persona. “Gli abiti erano un po’ stracciati, quell’appellativo, quel modo di camminare, e dalle risposte che mi davano mi resi conto che non sembravano tanto a conoscenza delle cose di Chiesa e pensai fossero impostori” aveva proseguito nel suo racconto Mons. Begliatti, sottolineando che la segnalazione l’aveva fatta perchè preoccupato che quei due potessero approfittare di persone ingenue. Il sedicente vescovo è Claudio Goglio, 59enne milanese, già condannato in Sardegna più di venti anni fa per lo stesso reato, dopo aver celebrato per mesi funzioni religiose e praticato esorcismi senza alcun titolo. Alle domande di Mons. Beglatti su dove avesse studiato e preso gli ordini, l’uomo rispose di aver studiato in Colombia, dove in realtà non era mai stato perchè la formazione era online, così come la comunità di 300 persone di cui si professava pastore, era in realtà composta non da fedeli ma da ‘followers’, perchè esisteva solo online. Il suo compagno vestito con il saio dei religiosi, dopo essere stato condannato in primo grado in abbreviato alla pena di 4 mesi, è nel frattempo deceduto, ma all’epoca dei fatti lavorava come operatore socio sanitario alla casa di riposo Sacra Famiglia: gli inquirenti trovarono nel suo armadietto dei bigliettini scritti a mano con i nomi degli ospiti della casa di riposo, un indizio che destò preoccupazione negli inquirenti riguardo alla effettiva possibilità che i due potessero approfittare della buona fede della gente. I sospetti degli inquirenti trovarono ulteriore conferma quando i due vennero fermati in auto a Mondovì Breo; con loro c’erano altre due persone gravate dallo stesso tipo di precedenti penali, anch’essi vestiti uno da frate e uno da vescovo. Il processo è stato rinviato al 16 gennaio per la discussione e la sentenza.

Cuneo Mondovì Processo falso vescovo monsignor Flavio Begliatti