Industria cuneese con il fiato corto, pesa il clima sull’export
13 ottobre 2025
Cuneo
“La situazione inizia a essere preoccupante: per il secondo trimestre consecutivo Cuneo peggiora sui dati fondamentali dell’industria manifatturiera. Inoltre, diversamente dal solito, andiamo peggio delle altre province piemontesi, con sensazioni peggiori rispetto al resto del Piemonte. Siamo abituati all’idea di Cuneo isola felice, territorio dove dati trovano sempre soluzione positiva: è vero, l’occupazione tiene come pure l’utilizzo degli impianti e la propensione all’investimento, però in questa fase preoccupa il mercato, soprattutto estero, più che altrove”. Le parole di Giuliana Cirio, direttore generale di Confindustria Cuneo, lasciano poco spazio all’ottimismo, nella presentazione nella mattinata di oggi (lunedì 13 ottobre) dei dati dell’indagine congiunturale tra gli associati. Se si guarda al “sentiment”, al polso degli imprenditori per il prossimo periodo: complici le tensioni internazionali, i dazi, i fronti di guerra, la scarsa disponibilità dei consumatori e quindi la prudenza di chi produce. Un momento di stasi con segno meno su tutti gli indicatori, a conferma di una congiuntura difficile per chi fa impresa. Eppure è anche il momento giusto “per investire, per diventare più competitivi, per incrementare la qualità dei nostri prodotti e per migliorare i processi produttivi”, ricorda il presidente dell’organizzazione datoriale, Mariano Costamagna. Un aiuto può venire anche dalla mano pubblica: in videocollegamento l’assessore regionale alle attività produttive Andrea Tronzano ha ricordato il ruolo di strumenti come il fondo garanzia Piemonte per l’accesso al credito, il bando certificazioni, i fondi europei, il lavoro su attrazione investimenti (anche per ampliamenti delle sedi di lavoro). Risorse fondamentali, confermano da Confindustria Cuneo, insieme con una nuova considerazione del ruolo del comparto nella società di oggi, per “la forza dell’industria nel concorrere al benessere delle persone”.