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Don Federico Riba è rettore del santuario della Madonna della Misericordia di Valmala dal 2019. Da alcuni mesi a questa parte, il complesso è stato oggetto di alcuni interventi di restauro conservativo.
Il cuore spirituale del santuario di Valmala è rappresentato delle apparizioni mariane del 1834. Lunedì 13 ottobre, la Santa Messa delle 16 concluderà la stagione estiva con la celebrazione dell’anniversario dell’ultima apparizione di Fatima.
In che modo questi episodi, in apparenza molto lontani dall’attualità, parlano al mondo contemporaneo e in particolare ai giovani di oggi?
In realtà le apparizioni mariane di Valmala, così come quelle di Fatima, sono episodi soltanto apparentemente lontani dal nostro vissuto contemporaneo. A ben vedere, queste vicende toccano una necessità profonda e urgente dell’essere umano di ogni tempo, ovvero il bisogno di vicinanza. Per crescere, l’uomo deve sentire l’altro vicino, senza giudizi o pregiudizi: soltanto rimanendo autenticamente vicini ci si scopre fratelli in cammino. Ebbene, le apparizioni di Maria ci svelano la vicinanza di Dio nei confronti di questa umanità bisognosa di conversione, di cambiamento e di condivisione. In un’epoca in cui numerosi individui si riscoprono sempre più soli, e in cui la tecnologia sembra prendere il posto della relazione umana, le lacrime di Maria, “la Signora piangente”, continuano a far risuonare forte questo messaggio per tutti.
Quest’estate alla spiritualità si è accostata anche l’inaugurazione dei lavori di restauro conservativo, con il recupero della volta e delle pareti del presbiterio. Ora proseguono i lavori sull’affresco dell’abside e sull’originario pilone ottocentesco, destinati a concludersi nelle prossime settimane. Che riflesso avranno questi interventi sull’esperienza spirituale dei fedeli del santuario?
Quella che si concluderà con la Messa di lunedì 13 ottobre è stata una stagione intensa sotto vari punti di vista, anche sul piano degli interventi strutturali. I lavori esterni, inaugurati lo scorso 5 luglio, hanno profondamente valorizzato gli spazi che circondano il santuario, anche grazie al grande contributo del Comune di Busca e della municipalità di Valmala: tra le altre opere, è stato asfaltato il piazzale di parcheggio e si è provveduto alla sistemazione dei percorsi di accesso al santuario, eliminando tutte le barriere architettoniche. Inoltre si è recuperato il fabbricato dei bagni, che ora verrà destinato ad accogliere il patrimonio di ex voto. Con ogni probabilità, invece, i lavori interni, che hanno interessato tutta l’area del presbiterio - abside e pilone originario inclusi - saranno ridonati ai pellegrini proprio il 13 ottobre, giorno della chiusura della stagione. Quel che ne verrà fuori sarà un santuario più bello, armonioso e ordinato, e credo che il cambiamento andrà a incidere profondamente sull’esperienza spirituale dei pellegrini. Personalmente, sono convinto che l’ordine e la bellezza di questi luoghi possano svelare a coloro che li visitano alcuni tratti del volto di Dio: in questo abbraccio di bellezza si può ritrovare se stessi, pregare meglio e contemplare con il cuore ciò che - prima di tutto - si ammira con gli occhi.
Lei è rettore del santuario ormai da sette anni. Come si è evoluto il suo rapporto con questo luogo, rispetto all’inizio della sua esperienza?
Sicuramente, rispetto all’inizio, posso dire di essere cresciuto molto. Il santuario della Madonna della Misericordia di Valmala è un luogo speciale, che mi ha aiutato a comprendere sempre meglio i valori dell’accoglienza, della fraternità, dell’ascolto dell’altro e del tempo condiviso, anche nella preghiera. Ho imparato ad apprezzare sempre più il valore del silenzio, e a cercare di scendere in profondità dentro me stesso. In questi sette anni ho compreso una cosa fondamentale: se sono diventato rettore di questo luogo, non è tanto perché questo luogo aveva bisogno di me, bensì perché ero io ad aver bisogno di questo luogo.
Chi e quanto lavoro c’è dietro l’accoglienza dei pellegrini al santuario?
Dietro l’accoglienza dei pellegrini c’è l’impegno di tantissimi collaboratori, che nel silenzio e con gioia si dedicano a far sì che tutto sia pronto e accogliente per ogni pellegrino: da chi si occupa delle aree esterne a coloro che si prendono cura della casa di ospitalità, e da chi conduce il negozio dei ricordi a quanti dedicano le loro energie agli interni del santuario, senza dimenticare chi gestisce i parcheggi, la pulizia dei bagni, e così via. È un lavoro continuo, un enorme mosaico fatto di piccole e grandi attenzioni. Credo e spero che i pellegrini più attenti si rendano conto di tutto questo. Personalmente, mi ritengo davvero fortunato ad avere accanto una “famiglia di collaboratori” come questa: si tratta di un autentico dono di Dio!
Valmala, il santuario più bello è un abbraccio di bellezza per ritrovare se stessi
12 ottobre 2025
Cuneo
Don Federico Riba è rettore del santuario della Madonna della Misericordia di Valmala dal 2019. Da alcuni mesi a questa parte, il complesso è stato oggetto di alcuni interventi di restauro conservativo.
Il cuore spirituale del santuario di Valmala è rappresentato delle apparizioni mariane del 1834. Lunedì 13 ottobre, la Santa Messa delle 16 concluderà la stagione estiva con la celebrazione dell’anniversario dell’ultima apparizione di Fatima.
In che modo questi episodi, in apparenza molto lontani dall’attualità, parlano al mondo contemporaneo e in particolare ai giovani di oggi?
In realtà le apparizioni mariane di Valmala, così come quelle di Fatima, sono episodi soltanto apparentemente lontani dal nostro vissuto contemporaneo. A ben vedere, queste vicende toccano una necessità profonda e urgente dell’essere umano di ogni tempo, ovvero il bisogno di vicinanza. Per crescere, l’uomo deve sentire l’altro vicino, senza giudizi o pregiudizi: soltanto rimanendo autenticamente vicini ci si scopre fratelli in cammino. Ebbene, le apparizioni di Maria ci svelano la vicinanza di Dio nei confronti di questa umanità bisognosa di conversione, di cambiamento e di condivisione. In un’epoca in cui numerosi individui si riscoprono sempre più soli, e in cui la tecnologia sembra prendere il posto della relazione umana, le lacrime di Maria, “la Signora piangente”, continuano a far risuonare forte questo messaggio per tutti.
Quest’estate alla spiritualità si è accostata anche l’inaugurazione dei lavori di restauro conservativo, con il recupero della volta e delle pareti del presbiterio. Ora proseguono i lavori sull’affresco dell’abside e sull’originario pilone ottocentesco, destinati a concludersi nelle prossime settimane. Che riflesso avranno questi interventi sull’esperienza spirituale dei fedeli del santuario?
Quella che si concluderà con la Messa di lunedì 13 ottobre è stata una stagione intensa sotto vari punti di vista, anche sul piano degli interventi strutturali. I lavori esterni, inaugurati lo scorso 5 luglio, hanno profondamente valorizzato gli spazi che circondano il santuario, anche grazie al grande contributo del Comune di Busca e della municipalità di Valmala: tra le altre opere, è stato asfaltato il piazzale di parcheggio e si è provveduto alla sistemazione dei percorsi di accesso al santuario, eliminando tutte le barriere architettoniche. Inoltre si è recuperato il fabbricato dei bagni, che ora verrà destinato ad accogliere il patrimonio di ex voto. Con ogni probabilità, invece, i lavori interni, che hanno interessato tutta l’area del presbiterio - abside e pilone originario inclusi - saranno ridonati ai pellegrini proprio il 13 ottobre, giorno della chiusura della stagione. Quel che ne verrà fuori sarà un santuario più bello, armonioso e ordinato, e credo che il cambiamento andrà a incidere profondamente sull’esperienza spirituale dei pellegrini. Personalmente, sono convinto che l’ordine e la bellezza di questi luoghi possano svelare a coloro che li visitano alcuni tratti del volto di Dio: in questo abbraccio di bellezza si può ritrovare se stessi, pregare meglio e contemplare con il cuore ciò che - prima di tutto - si ammira con gli occhi.
Lei è rettore del santuario ormai da sette anni. Come si è evoluto il suo rapporto con questo luogo, rispetto all’inizio della sua esperienza?
Sicuramente, rispetto all’inizio, posso dire di essere cresciuto molto. Il santuario della Madonna della Misericordia di Valmala è un luogo speciale, che mi ha aiutato a comprendere sempre meglio i valori dell’accoglienza, della fraternità, dell’ascolto dell’altro e del tempo condiviso, anche nella preghiera. Ho imparato ad apprezzare sempre più il valore del silenzio, e a cercare di scendere in profondità dentro me stesso. In questi sette anni ho compreso una cosa fondamentale: se sono diventato rettore di questo luogo, non è tanto perché questo luogo aveva bisogno di me, bensì perché ero io ad aver bisogno di questo luogo.
Chi e quanto lavoro c’è dietro l’accoglienza dei pellegrini al santuario?
Dietro l’accoglienza dei pellegrini c’è l’impegno di tantissimi collaboratori, che nel silenzio e con gioia si dedicano a far sì che tutto sia pronto e accogliente per ogni pellegrino: da chi si occupa delle aree esterne a coloro che si prendono cura della casa di ospitalità, e da chi conduce il negozio dei ricordi a quanti dedicano le loro energie agli interni del santuario, senza dimenticare chi gestisce i parcheggi, la pulizia dei bagni, e così via. È un lavoro continuo, un enorme mosaico fatto di piccole e grandi attenzioni. Credo e spero che i pellegrini più attenti si rendano conto di tutto questo. Personalmente, mi ritengo davvero fortunato ad avere accanto una “famiglia di collaboratori” come questa: si tratta di un autentico dono di Dio!