Tutti partivano tranne me. I bambini della strada, intruppati come soldati, partivano alla volta del mare, e io scoprivo in me un sordo risentimento infantile. Dio, come invidiavo quelle magliette a righe e i cappellini da marinaio, le borse con gli asciugamani e i costumi da bagno, quel loro incedere come un esercito glorioso verso avventure che avrebbero raccontato, poi, al ritorno, la pelle colore miele, gli occhi scintillanti di gioia accumulata. I giochi sulla spiaggia, le canzoni, i bagni infiniti, le giornate che non finivano mai. Fantasticavo su quella fortuna di trovarsi svincolati dai genitori,
Per leggere questo contenuto devi essere abbonato all’edizione digitale de La Guida.
Abbonati qui