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Lorenzo Civalleri e la passione per le api

30 agosto 2025

Cuneo

Lorenzo Civalleri Lorenzo Civalleri È un giovane sorridente ed educato, innamorato delle api e della vita. Lorenzo Civalleri è nato il 22 luglio 2000 a Savigliano e vive a Costigliole Saluzzo da sempre: “Mia mamma si chiama Manuela Il Grande, mio papà Giovanni: lavorano in un’azienda che produce piattaforme. Mio padre mi ha trasmesso la sua grande passione per le api. Nel periodo del Covid, ci sono state difficoltà e abbiamo ridotto l’attività di apicultori fino a quando l’anno scorso ho deciso di mettermi in gioco io, in prima persona... Era il febbraio 2024, quando mi sono licenziato dove lavoravo e ho preso la partita Iva”. Da bambino che faceva? “Ho sempre frequentato il vallone di San Maurizio di Frassino, mio padre è originario di borgata Grande. A San Maurizio sono molto legato. Sono cresciuto fra i boschi, da bambino giocavo con i trattori e i modellini dei Lego: ho tanti bei ricordi di quegli anni!”. Le scuole? “Le elementari e le medie le ho frequentate a Costigliole, ma non mi ricordo i nomi dei miei insegnanti. Me la cavavo sui libri ed ero bravo nelle materie scientifiche. Poi sono andato alla Scuola Agraria di Verzuolo: una scuola interessante e molto pratica, dove mi sono trovato bene. Le cose che ho imparato a scuola mi hanno aiutato poi a mettermi in gioco”. Da bambino cosa le sarebbe piaciuto fare da grande? “È una domanda interessante! Avrei voluto fare il benzinaio. Poi negli anni delle elementari e delle medie, avrei voluto entrare nelle guardie forestali ed ero andato a visitare la loro scuola di Ormea: ma alla fine non ero convinto. E quando andavo a scuola a Verzuolo, di pomeriggio andavo sempre a trafficare con le api a San Maurizio: una tradizione di famiglia, perché il mio bisnonno e il mio nonno già avevano le api”. Come è il mondo delle api? “È affascinante e molto interessante! Tutti i giorni imparo sempre qualcosa di nuovo, perché le api sono insetti molto intelligenti e di grandi capacità a livello organizzativo. Nel periodo estivo, vivono solo una quarantina di giorni, purtroppo. Nella brutta stagione, le api svernanti vivono più a lungo”. Le api sono indicatori dello stato di salute dell’ambiente? “Sì, senz’altro. Oggi ho 300 alveari e posso dire che gli ultimi due anni sono stati molto pieni, difficili ed impegnativi. Perchè quando ti metti in proprio devi pensare a mille cose, ma per fortuna i miei e la mia fidanzata Giulia mi sostengono... e questa è una grandissima fortuna!”. Quali tipi di miele producono le api? “Dipende dal periodo e dalle fioriture dove le lasci: la mia è un’azienda di apicoltura nomade e mi sposto dall’Astigiano all’alta valle Varaita. I mieli che faccio sono di tarassaco, acacia, millefiori, millefiori di alta montagna, tiglio, castagno, castagno e tiglio, e oggi sono molto felice perché sono riuscito a fare il miele di rododendro (un miele molto particolare) per la prima volta!”. Il cambiamento climatico incide? “Sì, e si passa da periodi totalmente siccitosi a settimane dove piove di continuo. Le mezze stagioni sono un po’ sparite. Il clima incide molto sulle varie fioriture”. La fatica più grande del suo lavoro? “Questo è un lavoro che mi piace molto e non è una fatica! Il lavoro si concentra molto in primavera e nel periodo estivo. Mi spiace che non ho sempre il tempo libero che vorrei da dedicare alle persone alle quali voglio bene”. Le sue giornate nella bella stagione? “Non ci sono orari. Se devo spostare le api, mi alzo di notte alle tre e mezza per cambiare la collocazione degli alveari, se sono lontani. Poi faccio le altre cose e generalmente non guardo l’orologio. Le ore di lavoro sono tante!”. Ci sono problemi per fare quadrare i conti? “Sul mercato arrivano mieli da Paesi dall’est europeo, dalla Cina e anche da oltre oceano: sono mieli di qualità differenti, prodotti con normative diverse rispetto a quelle italiane (che garantiscono di più i consumatori). Nel mio lavoro, vedere le api che stanno bene è la più grande soddisfazione, insieme a quella di arrivare alla fine della giornata, sapendo di aver dato il massimo. E poi sono contento dei tanti che ritornano a comprare”. In valle Varaita quanti sono gli apicultori? “Siamo parecchi, tra di noi una decina sono i professionisti. Purtroppo nelle scorse settimane qualcuno è andato a rubare degli alveari di notte a un apicultore di Melle: è sicuramente gente del mestiere, che si comporta malissimo... e furti come questi provocano una grande rabbia! Oltretutto questi ladri alcune famiglie di api le hanno chiuse, poi non sono riusciti a portarle via e gli insetti sono poi morti al sole: il comportamento peggiore, per un apicultore!”. La sua famiglia oggi? “Oggi vivo ancora con i miei e sogno un futuro felice con Giulia, che ha 23 anni e studia all’Università. Con lei vado d’accordo perché ci capiamo”. Il mondo di oggi? “Non mi piacciono tutte queste guerre in corso: sono un centinaio nel mondo, uno schifo… ci sono troppi interessi in ballo (economici, politici, sociali e anche religiosi). C’è troppa gente innocente che muore e provo tanta rabbia per questo! È un mondo molto frenetico, sono sempre tutti di corsa ed è difficile ‘staccare’ e trovare il tempo per fare le cose che ti piacciono”. Cosa è importante per lei nella vita? “Metto al primo posto la famiglia, la serenità, lo stare bene con le persone che amo. L’essere corretto e il non fare dei torti a nessuno!”. Di mattina il suo primo pensiero quando apre gli occhi? “Sono sempre felice di poter iniziare una nuova giornata e penso a tutte le cose che devo fare. Io credo nelle persone corrette che fanno il bene: è questa la base di una società che potrà continuare”.
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