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Filippo, giovane medico di famiglia con la passione per il ciclismo
12 agosto 2025
Cuneo
“Scegliere di iscriversi a una gara ti consente di fissare un obiettivo ed arrivare fino al punto di raggiungerlo”. Questa frase di Filippo Ballario è utile a comprendere impegno lavorativo e passione per lo sport del giovane. Classe 1995, Ballario è il medico di famiglia sostituto che, da alcuni mesi, assiste i pazienti nell’ospedale di comunità di Boves. La passione per la bicicletta lo ha portato a maggio a vivere una bella avventura sportiva a New York, impegnato con Officine Mattio, nella Gran Fondo della Grande Mela. Una passione recente nella pratica ma che affonda radici nel passato e in famiglia.
“Ho iniziato ad andare in bicicletta da cinque anni. – spiega Ballario -. Sin da bambino però seguivo le tappe del Giro e del Tour insieme con mio nonno. Ho visto le tappe del Giro che sono passate da Boves e poi, con gli amici, ne abbiamo seguite anche in trasferta. A maggio, con Officine Mattio, ho avuto modo di vivere questa bella esperienza di gruppo. Un’opportunità che ha consentito di girare in bici nella città più iconica del mondo”.
Cinque giorni intensi culminati con la gara di 137 km e 2000 metri di dislivello fra 1500 partecipanti provenienti da tutto il mondo.
“Quest’anno la preparazione è stata un po’ più disordinata – prosegue Ballario – a differenza del 2024 quando ho fatto la “Fausto Coppi”. Le novità lavorative che mi hanno portato a Boves non hanno impedito comunque di fare un training camp di tre giorni in Liguria e uno di otto in Sicilia. In gara mi è mancata un po’ la gamba nella seconda metà del percorso. Ciò che però ho apprezzato in particolare è stato il contorno: la possibilità di pedalare in NY, visitando i punti più belli in bicicletta”.
Il ciclismo, sport di fatica, ha accompagnato negli ultimi anni le altre fatiche del giovane medico offrendo un valido aiuto a livello di svago e relax.
“Frequentando l’Università – prosegue Filippo – ho dovuto abbandonare l’impegno del calcio. Non potevo sostenere tre allenamenti settimanali. Lo sport però mi mancava. Per questo ho ricominciato a giocare in Csi per poi virare su uno sport singolo, capace di concedermi più libertà e meno impegni fissi. Aiutando papà e mamma in pizzeria, ho potuto comprare la prima bicicletta e ho iniziato ad allenarmi in solitudine. Dopo una fase di intenso studio, dove avevo nuovamente limitato l’impegno sportivo, ho trovato lo stimolo per ripartire con più convinzione cambiando la bici. Un passaggio fondamentale anche per la mia formazione. Lo sport di fatica, infatti, impegna il corpo in una prestazione massima ma allo stesso tempo consente di vivere a contatto con la natura lasciando da parte i pensieri. Le endorfine che si sviluppano nell’attività fisica, danno tranquillità mentale e aiutano a tenere sotto controllo lo stress. Come medico mi sento di consigliare a tutti di fare sport per affrontare con più energia la giornata”.
Le energie, accompagnate dalla giovane età, permettono a Ballario di proseguire il percorso di crescita professionale. Un cammino iniziato al liceo scientifico, proseguito con una prima idea di divenire chirurgo pediatrico per poi coronare il sogno di diventare medico per aiutare le persone.
“Il percorso è stato impegnativo – prosegue Ballario – Essendo pignolo, avevo piacere di presentarmi all’esame sempre con la giusta preparazione. Dal IV anno di medicina ho capito che la medicina di famiglia era ciò che vedevo più adatta per me. Stare sul territorio, essere a contatto con la comunità e diventare un supporto alla salute della persona”.
Un percorso che prosegue con intensità. Dopo le esperienze maturate a Robilante (presso l’Istituto Climatico), Racconigi (come medico di famiglia), a novembre 2023 entra tramite concorso alla scuola di formazione (durata 3 anni). Parallelamente alle lezioni in programma a Torino con frequenza settimanale, inizia il servizio di Guardia Medica. “Da maggio 2024 – conclude Filippo Ballario – ho iniziato le sostituzioni di colleghi. A ottobre dello stesso anno il primo lungo incarico a Madonna dell’Olmo. Ora Boves fino a ottobre. Il programma è intenso ma, come insegna lo sport, la determinazione è fondamentale. Sfrutto la mia giovane età, la voglia di lavorare e la bellezza dell’essere a contatto con la gente. Nel frattempo, cerco di imparare ogni giorno dai colleghi ma anche dai pazienti con l’obiettivo di aprire prossimamente il mio studio a Boves”.