
Oggi sembra impossibile, ma
nel 1945 le frazioni del Comune di Cuneo non erano ancora collegate all’acquedotto comunale, per cui il rifornimento di acqua potabile avveniva attingendo ai pozzi, con qualche rischio per la salute pubblica. Per questo motivo,
il Sindaco Ettore Rosa, con un manifesto del 2 luglio, “Sentito l’Ufficiale Sanitario (il medico responsabile dell’igiene pubblica nel Comune); ritenuta necessaria,
agli effetti d’impedire il propagarsi di malattie infettive, la più rigorosa osservanza delle norme vigenti circa la provvista d’
acqua potabile ad uso domestico nelle Frazioni del Comune; dispone:
1° - L’
attingimento dell’acqua dai pozzi deve essere fatto unicamente mediante secchio fisso.
2° - I pozzi d’acqua per uso di bevanda e domestico attualmente esistenti devono:
a) - essere muniti di chiusura con lastre di ferro o di legno;
b) - essere protetti da possibili inquinamenti: dovrà pertanto il terreno che li circonda essere conservato sempre pulito e privo di materiale ingombrante;
c) - essere mantenuti costantemente coperti;
d) - essere muniti alla base di un pavimento impermeabile per dar modo all’acqua versata dai secchi di essere convogliata lontano dal pozzo.
I pozzi esistenti che saranno constatati non rispondenti sufficientemente alle
prescrizioni igienico – sanitarie, dovranno a cura dei proprietari essere sistemati colle modalità che saranno indicate dalla Autorità Comunale”.
Negli anni ‘50, l’ottimo
Ingegnere Capo del Comune, Cesare Vinaj, progettò e realizzò il nuovo acquedotto comunale che captava le acque delle sorgenti delle Strette di Andonno, nel Comune di Valdieri, con una portata media di circa 200 litri al secondo. Con questi lavori,
nel 1953 le acque sorgive delle Strette di Andonno furono immesse nell’acquedotto civico, che fu
esteso alle frazioni di Madonna dell’Olmo e di Madonna delle Grazie.
Celebrazione del Ventennio della morte di Pier Giorgio Frassati
La Direzione dell’Associazione giovanile di Azione Cattolica “Pier Giorgio Frassati”, che aveva sede nella Parrocchia del Sacro Cuore di Gesù, a luglio del 1945 celebrò il ventennio della morte di Pier Giorgio Frassati (Torino, 6 aprile 1901 – 4 luglio 1925), con una “
rievocazione della figura del grande Apostolo.
Oratore Don Cojazzi.
-
6 – 7 luglio – ore 21, nel salone della Piccola Casa del Sacro Cuore – Via Carlo Boggio angolo Via Silvio Pellico (oggi Via Mons. Peano)
- 8 luglio – ore 21, grande serata al Cinema Lanteri, con proiezioni (Il “Lanteri” era il Cinema – Teatro dell’Azione Cattolica diocesana; si trovava in Via Statuto, angolo Via Senatore Toselli).
Il sacerdote salesiano, professor don Antonio Cojazzi (1880 – Torino 1953) aveva conosciuto personalmente Pier Giorgio Frassati, come ricordò lui stesso: “Nel novembre
1910 fui chiamato a recarmi quotidianamente a tenere lezioni nella casa del senatore Frassati.
Feci scuola così a Pier Giorgio e alla sorella Luciana, che frequentavano la 1° ginnasiale al Liceo “D’Azeglio”. Vi andai
per tre anni consecutivi. In seguito ebbi rapporti frequenti con il giovane Pier Giorgio e con la sua famiglia negli anni in cui frequentava il liceo e il Politecnico”.
Nel
1933 don Cojazzi pubblicò la prima biografia di Pier Giorgio Frassati, che Papa Giovanni Paolo II ha proclamato “Beato” il 20 maggio 1990 e che
sarà canonizzato da Papa Leone XIV il prossimo 7 settembre.
Foto di Teresa Maineri