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Giorgio: “Il mondo di oggi sta andando a rotoli”

12 luglio 2025

Cuneo

Giorgio Frua con la moglie Daria Ha ricordi incancellabili dell’Oratorio di vicolo del Follone di Saluzzo e dei campeggi a Chianale. Giorgio Frua è nato il 12 maggio 1959 a Saluzzo: “Dal 1997 vivo a Manta, dove mi trovo molto bene. Mia madre, casalinga, si chiamava Maria Maddalena Buffa e mio padre Giuseppe era il capo ufficio alla Banca Commerciale Italiana di Saluzzo. Ho perso mio padre all’età di 17 anni nel 1976 e lo ricordo come un genitore severo, ma giusto, gran lavoratore, molto simpatico e sempre pronto alla battuta! Mia madre era molto buona e dolce. Nonostante avesse perso il marito troppo presto, è sempre stata forte ed è riuscita a crescere me e i miei due fratelli, Paolo e Marco, con il sorriso sulle labbra. Purtroppo è mancata nel 2001. Mi hanno lasciato in eredità grandi valori, come l’onestà, l’impegno sul lavoro, l’importanza della famiglia ed il rispetto per gli altri”. L’Oratorio di vicolo del Follone cosa rappresentava per lei? “Sono cresciuto accanto all’Oratorio di vicolo del Follone, nel quale ogni giorno trascorrevo ore e ore con gli amici. Si giocava soprattutto a calcio, a biglie, a figurine, al calcio balilla e a tanti giochi inventati lì per lì. Momenti indimenticabili! Oggi che è diventato un parcheggio mi dispiace tanto! Ogni tanto passo di lì, mi fermo in mezzo al parcheggio e faccio un 360°, ricordando le partite con gli amici... ritrovandomi così di nuovo bambino in un attimo! Ricorda i campeggi di Chianale? “Eccome che mi ricordo dei campeggi di Chianale! Ho cominciato con i campeggi organizzati dalla Parrocchia del Duomo di don Mario Peirano al Santuario di San Chiaffredo di Crissolo a 7 anni, per poi seguirlo a Chianale fino ai 18. Era la cosa che desideravo di più durante l’estate! Mi ritrovavo con amici che già vedevo tutti i giorni e con altri che incontravo solo in quell’occasione. Ricordo con piacere le camminate al Rifugio Soustra e a Saint Veran, le ‘dighe’ che costruivamo nel Varaita ed i giochi in comune nelle giornate piovose”. Le scuole? “Ho frequentato tutte le scuole a Saluzzo. Dopo l’asilo di vicolo del Follone, ho frequentato le elementari alla Mario Pivano di piazza Dante dove, allora, le classi erano numerose, composte da 25/30 bambini. Successivamente è arrivato il momento delle scuole medie Einaudi ed infine l’Istituto tecnico commerciale Denina, per conseguire il diploma di ragioniere. Non sono mai stato un secchione: studiavo, facevo il mio dovere, ma non mi piaceva particolarmente”. Cosa sognava di fare da bambino? “Da bambino sognavo soprattutto di visitare i luoghi di cui leggevo nei libri che mi appassionavano tanto… il Messico dei Maya, l’Egitto, la giungla del Sud Est asiatico… Devo dire che sono stato fortunato e tutti i miei sogni si sono realizzati, riuscendo, in particolare nell’ultimo decennio, a visitare, con mia moglie, questi luoghi davvero meravigliosi! Dopo il servizio militare, nel 1980, ho iniziato a lavorare presso la Banca Commerciale Italiana fino al 2004, l’anno in cui mi sono licenziato per intraprendere un’attività in proprio: ero il titolare del ‘Black Baron Pub’ della Villa di Verzuolo”. E poi? “Questa attività è durata 18 anni. Sono stati intensi, ma ricchi di soddisfazioni. A fine 2022 sono andato in pensione, dopo i miei 44 anni di lavoro”. La fatica più grande? “Gli ultimi anni di banca, sballottato, durante la fusione in Banca Intesa, da Saluzzo a Cuneo e poi a Villafranca Piemonte, con sistemi che andavano contro il mio senso morale!”. La soddisfazione più grande? “Vedere crescere i figli, Nicolò e Francesco, con i miei stessi valori: entrambi ben sistemati, con un lavoro che piace loro e li soddisfa pienamente”. I giovani di oggi come sono? “Avendo gestito una birreria, ho avuto l’occasione di frequentare molti giovani. Con alcuni ho avuto ottimi rapporti e in loro ho trovato persone intelligenti e con una buona cultura. In altri, invece, ho visto tanta superficialità, poca voglia di fare e scarsa istruzione”.  La sua famiglia? “Sono felicemente sposato con Daria da 40 anni e abbiamo due figli. Mia moglie è un’insegnante quasi in pensione. Nicolò, del 1988, lavora in proprio come serramentista e Francesco, del 1991, è titolare di alcuni negozi Amplifon della zona, in quanto audioprotesista”. Il mondo di oggi? “Sta andando a rotoli. Troppa gente con idee totalitarie al potere e troppo poco rispetto per la vita umana”. Cosa mette al primo posto nella sua vita? “Sembra scontato, ma alla mia età la cosa più importante è la salute, mia e di tutta la famiglia. Dopo, tutto il resto viene da sè…”. Oggi che è in pensione, come sono le sue giornate? “Da pensionato le giornate sono molto più tranquille, anche se ho sempre qualcosa da fare. Mi piace molto camminare, sentendo podcast (programmi audio) di tutti i generi, soprattutto di Storia. Mi diletto con il bricolage, adoro il modellismo (soprattutto diorami storici) e, cosa che mi appassiona di più… è il viaggiare in giro per il mondo con mia moglie!”. Nella foto: Giorgio Frua con la moglie Daria.
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