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Buon compleanno alla città di Cuneo!

22 giugno 2025

Cuneo

Storici e cronisti che si sono occupati dell’origine di Cuneo, hanno riferito che essa avvenne nell’ambito delle lotte che nel XII secolo interessarono l’Italia centro - settentrionale, tra il declinante sistema feudale e l’affermarsi del desiderio di libertà e di autonomia di una parte sempre più consistente di popolazione, che solamente l’istituzione comunale poteva garantire. La leggenda  dello “ius primae noctis” Per molto tempo si ritenne che la causa della nascita di Cuneo fosse stata la rivolta di un gruppo di uomini di Caraglio contro la pretesa del signorotto locale di avvalersi dello “ius primae noctis” (diritto alla prima notte di matrimonio). Questo presunto diritto, che gli storici moderni hanno dimostrato essere del tutto infondato e inesistente, diceva che quando si celebrava un matrimonio nel territorio del feudo, il signore del posto poteva passare con la sposa la prima notte di nozze! La “leggenda” dell’origine di Cuneo narrava, infatti, che un gruppo di caragliesi, stanchi di questo sopruso, si ribellarono al signorotto, lasciarono il paese e trovarono un rifugio sicuro nel bosco del “pizzo di cuneo” tra Gesso e Stura, attorno alla cappella di Santa Maria del Bosco, la chiesetta che poi sarebbe diventata il duomo della città. A questi uomini se ne unirono altri provenienti dai paesi vicini che, come loro, non sopportavano più il regime feudale, e tutto ciò sarebbe avvenuto il 29 settembre 1120, festa di San Michele Arcangelo. La leggendaria rivolta dei caragliesi contro il signorotto e la conseguente fondazione di Cuneo ebbero largo credito fino alla fine dell’Ottocento e ispirarono l’affresco di Angelo Persico del 1791 in Sala Giunta e il dipinto del 1849 di Gaetano Borgocaratti sul sipario del Teatro civico, che oggi è conservato nel museo civico. Il 23 giugno 1198 Verso la fine del XIX secolo due storici, il cebano Agostino Dutto e il cuneese Lorenzo Bertano, giunsero a questa medesima conclusione: il primo documento che prova l’esistenza di Cuneo è del 23 giugno 1198. Ciò che rese possibile questo importante risultato per la storia della nostra città fu la pubblicazione nel 1887 del Codex Astensis, detto anche Codice Malabayla, un manoscritto del XIV secolo contenente la copia di 991 documenti riguardanti la città di Asti, dal 1065 al 1353. Dal documento 996 del Codex Astensis si desume che sul finire dell’anno 1197 l’esercito di Asti e dei suoi alleati era accampato presso la confluenza della Stura e del Gesso, e da qui partì per saccheggiare gli abitati di Caraglio, Vignolo, Bernezzo, Brusaporcello (oggi Fontanelle), Boves e Quaranta, località che facevano parte dei marchesati di Saluzzo e di Busca. In questa occasione i marchesi non furono in grado di difendere i loro sudditi dall’attacco degli astigiani, e questo fatto, secondo l’opinione di Agostino Dutto, può aver accelerato la decisione di un certo numero di quegli uomini di lasciare le loro case e fondare un nuovo comune, sotto la protezione di Asti e con il beneplacito dell’abate di Borgo San Dalmazzo. Con il 1198 comincia la storia di Cuneo Il piccolo borgo di Cuneo (denominato Pizzo di Cuneo) non è ancora un comune giuridicamente riconosciuto, ma ha già una sua organizzazione con a capo tre consoli rettori. Gli uomini di Cuneo si misero sotto la protezione di Asti, prendendone la cittadinanza. Il patto di alleanza fu firmato nel giardino della chiesa di San Pietro a Romanisio, una località che faceva parte del distretto di Asti, con l’intervento del podestà astigiano, dei consoli di Cuneo e dell’abate di Borgo San Dalmazzo. Cuneo, un luogo dove “possent liberi remanere” Nel 1198 si costituì anche il comune di Monteregale (oggi Mondovì), e il motivo della nascita di questi due comuni fu bene espresso in un documento del 29 maggio 1270 dal vescovo di Asti, il quale disse che gli uomini di Cuneo e di Monteregale si erano costituiti in comune per essere liberi dai loro signori feudali e non obbedire ad altri se non di loro libera iniziativa: “affinché possano, secondo la loro volontà, rimanere liberi nei confronti dei loro signori, e non essere sottomessi e né obbedire se non quanto vogliono. 11 novembre 1200: Cuneo è un comune Il marchese di Saluzzo non poteva assistere passivamente all’esodo di intere famiglie che abbandonavano le sue terre per andare ad abitare a Cuneo, ed il comune di Alba non poteva restare indifferente all’espansione dell’area d’influenza di Asti verso le valli alpine. Questi motivi possono essere la causa di un’alleanza che il 18 maggio 1200 il marchese di Saluzzo stipulò con i marchesi del Monferrato e di Busca e con il comune di Alba, allo scopo di bloccare lo sviluppo di Cuneo. Forse l’esercito alleato marciò su Cuneo, ma non risulta che Asti sia accorsa in suo aiuto, come avrebbe dovuto fare. L’11 novembre dello stesso anno, nei prati di San Benigno di Caranta, in territorio saluzzese, appena al di là della sinistra orografica del fiume Stura, fu firmata la pace tra le parti in conflitto, e questo atto è importante perché rappresenta la prima attestazione ufficiale del diritto all’esistenza del comune di Cuneo. Nel 1210 Cuneo è messa a tacere Dal 1202 Cuneo non fu più governata da propri consoli, ma da un podestà esterno. I consoli erano uomini del comune, e quindi vi era il rischio che potessero farsi condizionare da interessi di parte; il podestà, invece, era un magistrato di provenienza esterna al comune, che svolgeva il servizio per un tempo limitato, di norma un solo anno, e portava con sé una “famiglia” di funzionari, comprendente almeno un giudice, un armigero ed un notaio. Da un documento del 1° maggio 1210 risulta che l’esercito di una coalizione di marchesi si trovava attorno a Cuneo, che forse subì il suo primo assedio. La città fu saccheggiata ed i suoi abitanti trovarono rifugio principalmente a Borgo San Dalmazzo e a Savigliano: tutto ciò avveniva dopo appena dodici anni dalla fondazione, e per i vent’anni successivi nessun documento accenna all’esistenza di Cuneo. Nel 1211 anche Monteregale subì la medesima sorte; pareva proprio che il feudalesimo avesse preso la rivincita, mettendo a tacere due liberi comuni. Il “presbiter” della chiesa di San Giacomo del 1211 Ed eccoci al 1211; da un anno l’abitato di Cuneo è stato saccheggiato ed i suoi abitanti hanno abbandonato le case. Anche le autorità comunali sono fuggite, ma almeno un prete è rimasto tra le macerie, con le poche persone che non hanno voluto andarsene: è il prete della chiesetta di San Giacomo. Questo prete muore nel 1211, ma in città non si trova più un artigiano che sappia fare un’iscrizione sulla pietra tombale; allora uno dei pochi uomini rimasti incide, come può, poche parole su una grossa pietra di fiume, per segnalare il luogo di sepoltura del sacerdote. Oggi questa pietra si trova nel Museo civico e Giovanni Coccoluto ha trascritto e tradotto l’epigrafe latina che recita: “Qui sta nel nome del Signore nostro Gesù Cristo, il prete della chiesa di San Giacomo”. Questa pietra è oggi la più antica testimonianza materiale di Cuneo. 1230: il milanese Oberto di Ozino e la rinascita di Cuneo Nell’estate del 1230 un esercito della 2° Lega Lombarda venne in Piemonte e un gruppo di questi soldati, guidati dal milanese Oberto (Uberto) di Ozino, giunse nei pressi della confluenza tra Gesso e Stura e convinse i cuneesi che dal 1210 si erano rifugiati a Borgo San Dalmazzo e a Savigliano a tornare sul pizzo per ricostruire l’abitato di Cuneo. Oberto di Ozino divenne il nuovo podestà di Cuneo, ma l’anno successivo, mentre assediava il castello di Roccavione, fu catturato dall’esercito del conte di Savoia e dei marchesi di Saluzzo e Monferrato e giustiziato. Scambio di devozioni tra Cuneo e Milano Le truppe milanesi si fermarono qualche tempo a difesa di Cuneo e il loro accampamento (che si trovava nell’area tra l’attuale vecchia stazione ferroviaria e le Basse di San Sebastiano) prese il nome di “Campus Mediolanensium” (Campo di Milano). Cuneo e Milano si scambiarono anche le loro devozioni; così a Milano, presso porta Comacina, sorse una chiesa dedicata a San Dalmazzo di Pedona e a Cuneo, sull’estrema punta dell’attuale piazza Torino, fu costruita una chiesa dedicata a Sant’Ambrogio, il patrono di Milano. Cuneo comincia a crescere Dopo il 1230, il comune di Cuneo cominciò a crescere sia all’interno e sia all’esterno, diventando un centro importante allo sbocco delle valli. La strada seguita era la formazione di un proprio distretto, vale a dire un territorio direttamente sottoposto all’autorità di Cuneo. In pochi anni, il distretto si estese alla Valle Maira e il 19 febbraio 1240 fu concluso un trattato con Dronero che obbligava i suoi abitanti a prestare servizio d’armi per i cuneesi e ad avere un podestà di Cuneo. Le case di allora erano semplici costruzioni, molte delle quali avevano all’interno l’orto e il recinto per gli animali. Cominciavano, però, ad essere costruiti edifici di maggior pregio, come il palazzo dell’abate di Borgo San Dalmazzo e la “Domus comunis” (Casa del comune), la cui esistenza è documentata dal 1242, che si trovava probabilmente dove oggi vi è la torre civica.