cuneo
Il manifesto, “Tributo di onoranze alla memoria di Duccio Galimberti”, riportava la deliberazione adottata il 21 maggio 1945 dalla Giunta Popolare del Comune di Cuneo, conformemente al decreto del Comitato di Liberazione Nazionale Provinciale in data 3 maggio 1945:
“Considerato che i cuneesi, i quali diedero largo contributo di eroismo e di adesioni alla dura lotta partigiana ed alle giornate insurrezionali, intendono ora – a libertà riconquistata – sciogliere un debito di affettuosa riconoscenza ai prodi che si immolarono per il supremo ideale, e, primo fra tutti, al cuneese Avv. Tancredi (Duccio) Galimberti, fondatore dei reparti “Giustizia e Libertà”, Comandante regionale di queste formazioni armate, caduto sotto il piombo fascista ed onorato dal Comando Italiano di Liberazione Nazionale che lo definì “Eroe Nazionale” e dal Governo di Roma che gli conferì alla memoria la Medaglia d’oro al valor militare, la Giunta Popolare delibera: Piazza Vittorio Emanuele verrà intitolata Piazza Tancredi Galimberti (Duccio).
Con questo atto amministrativo che realizza l’unanime voto dei Volontari della Libertà e della popolazione di Cuneo, palesemente dimostrato nel fausto evento della Liberazione con le scritte immediatamente apparse sui cartelli stradali, viene in perpetuo dedicata all’Eroe Nazionale la grande piazza che è considerata come il cuore della città. In una delle case che la prospettano nacque nel 1906 Duccio Galimberti ed in essa crebbe ai severi studi del diritto, al culto della Patria e delle immortali idealità mazziniane alle quali avrebbe informato la mente e l’azione.
Dalla casa natia, il 26 luglio 1943 partì per merito suo la prima trascinante invocazione alla libertà, risorta sulle rovine del fascismo. Fra i monti della sua terra, con fede di apostolo e ardimento di soldato accolse, animò ed inquadrò nel simbolo “Giustizia e Libertà” le schiere partigiane del Piemonte, guidandole per oltre 15 mesi in una durissima, impari battaglia che lo vide combattente instancabile ed organizzatore sagace. Cadde il 3 dicembre 1944 nei pressi di Cuneo per agguato tesogli dai traditori che invano tentarono pure di infamarne con vergognosa calunnia l’incontaminata purezza spirituale.
Ricorrendo il sesto mese della gloriosa morte di “Duccio”, domenica 3 giugno alle ore 9, per iniziativa del fratello Ing. Carlo, verrà celebrata in Duomo una Messa funebre.
Subito dopo, nella piazza intitolata al Martire, un compagno della Resistenza ricorderà l’indimenticabile Comandante partigiano.
La popolazione è invitata a partecipare alla celebrazione”.
L’intitolazione della piazza Galimberti
16 giugno 2025
Cuneo
Il manifesto, “Tributo di onoranze alla memoria di Duccio Galimberti”, riportava la deliberazione adottata il 21 maggio 1945 dalla Giunta Popolare del Comune di Cuneo, conformemente al decreto del Comitato di Liberazione Nazionale Provinciale in data 3 maggio 1945:
“Considerato che i cuneesi, i quali diedero largo contributo di eroismo e di adesioni alla dura lotta partigiana ed alle giornate insurrezionali, intendono ora – a libertà riconquistata – sciogliere un debito di affettuosa riconoscenza ai prodi che si immolarono per il supremo ideale, e, primo fra tutti, al cuneese Avv. Tancredi (Duccio) Galimberti, fondatore dei reparti “Giustizia e Libertà”, Comandante regionale di queste formazioni armate, caduto sotto il piombo fascista ed onorato dal Comando Italiano di Liberazione Nazionale che lo definì “Eroe Nazionale” e dal Governo di Roma che gli conferì alla memoria la Medaglia d’oro al valor militare, la Giunta Popolare delibera: Piazza Vittorio Emanuele verrà intitolata Piazza Tancredi Galimberti (Duccio).
Con questo atto amministrativo che realizza l’unanime voto dei Volontari della Libertà e della popolazione di Cuneo, palesemente dimostrato nel fausto evento della Liberazione con le scritte immediatamente apparse sui cartelli stradali, viene in perpetuo dedicata all’Eroe Nazionale la grande piazza che è considerata come il cuore della città. In una delle case che la prospettano nacque nel 1906 Duccio Galimberti ed in essa crebbe ai severi studi del diritto, al culto della Patria e delle immortali idealità mazziniane alle quali avrebbe informato la mente e l’azione.
Dalla casa natia, il 26 luglio 1943 partì per merito suo la prima trascinante invocazione alla libertà, risorta sulle rovine del fascismo. Fra i monti della sua terra, con fede di apostolo e ardimento di soldato accolse, animò ed inquadrò nel simbolo “Giustizia e Libertà” le schiere partigiane del Piemonte, guidandole per oltre 15 mesi in una durissima, impari battaglia che lo vide combattente instancabile ed organizzatore sagace. Cadde il 3 dicembre 1944 nei pressi di Cuneo per agguato tesogli dai traditori che invano tentarono pure di infamarne con vergognosa calunnia l’incontaminata purezza spirituale.
Ricorrendo il sesto mese della gloriosa morte di “Duccio”, domenica 3 giugno alle ore 9, per iniziativa del fratello Ing. Carlo, verrà celebrata in Duomo una Messa funebre.
Subito dopo, nella piazza intitolata al Martire, un compagno della Resistenza ricorderà l’indimenticabile Comandante partigiano.
La popolazione è invitata a partecipare alla celebrazione”.