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9 luglio 2026

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L’intitolazione della piazza Galimberti

16 giugno 2025

Cuneo

Il manifesto, “Tributo di onoranze alla memoria di Duccio Galimberti”, riportava la deliberazione adottata il 21 maggio 1945 dalla Giunta Popolare del Comune di Cuneo, conformemente al decreto del Comitato di Liberazione Nazionale Provinciale in data 3 maggio 1945: “Considerato che i cuneesi, i quali diedero largo contributo di eroismo e di adesioni alla dura lotta partigiana ed alle giornate insurrezionali, intendono ora – a libertà riconquistata – sciogliere un debito di affettuosa riconoscenza ai prodi che si immolarono per il supremo ideale, e, primo fra tutti, al cuneese Avv. Tancredi (Duccio) Galimberti, fondatore dei reparti “Giustizia e Libertà”, Comandante regionale di queste formazioni armate, caduto sotto il piombo fascista ed onorato dal Comando Italiano di Liberazione Nazionale che lo definì “Eroe Nazionale” e dal Governo di Roma che gli conferì alla memoria la Medaglia d’oro al valor militare, la Giunta Popolare delibera: Piazza Vittorio Emanuele verrà intitolata Piazza Tancredi Galimberti (Duccio). Con questo atto amministrativo che realizza l’unanime voto dei Volontari della Libertà e della popolazione di Cuneo, palesemente dimostrato nel fausto evento della Liberazione con le scritte immediatamente apparse sui cartelli stradali, viene in perpetuo dedicata all’Eroe Nazionale la grande piazza che è considerata come il cuore della città. In una delle case che la prospettano nacque nel 1906 Duccio Galimberti ed in essa crebbe ai severi studi del diritto, al culto della Patria e delle immortali idealità mazziniane alle quali avrebbe informato la mente e l’azione. Dalla casa natia, il 26 luglio 1943 partì per merito suo la prima trascinante invocazione alla libertà, risorta sulle rovine del fascismo. Fra i monti della sua terra, con fede di apostolo e ardimento di soldato accolse, animò ed inquadrò nel simbolo “Giustizia e Libertà” le schiere partigiane del Piemonte, guidandole per oltre 15 mesi in una durissima, impari battaglia che lo vide combattente instancabile ed organizzatore sagace. Cadde il 3 dicembre 1944 nei pressi di Cuneo per agguato tesogli dai traditori che invano tentarono pure di infamarne con vergognosa calunnia l’incontaminata purezza spirituale. Ricorrendo il sesto mese della gloriosa morte di “Duccio”, domenica 3 giugno alle ore 9, per iniziativa del fratello Ing. Carlo, verrà celebrata in Duomo una Messa funebre. Subito dopo, nella piazza intitolata al Martire, un compagno della Resistenza ricorderà l’indimenticabile Comandante partigiano. La popolazione è invitata a partecipare alla celebrazione”.

Come ha fatto a suonare nella stessa sera in due locali diversi?

Con la fine della guerra, anche a Cuneo era esplosa la frenesia del ballo! Il “Centro Partigiani” organizzò per sabato 9 giugno alle ore 21, nei locali della ex GIL (Gioventù Italiana del Littorio), in Corso IV Novembre 16, una “Gran Veglia Danzante” con “un’indiavolata Orchestra del Maestro (Oscar) Chiocchio e scelto servizio buffet”. Anche il “Campo di Riposo per Patrioti” organizzò sabato 9 giugno alle ore 21, al Teatro Toselli, il “Veglionissimo Azzurro”, con l’orchestra diretta dal Maestro Chiocchio e scelto servizio di Buffet, precisando che “L’incasso verrà devoluto a favore delle famiglie dei Patrioti bisognosi: Si prenotano palchi presso la Confetteria ICEA in Via Roma”. Prima della Liberazione, il violinista maestro Oscar Chiocchio aveva suonato negli spettacoli organizzati dall’Opera Nazionale Dopolavoro ed ora si esibiva per i Partigiani (… ma come avrà fatto la sua orchestra a suonare in due veglioni danzanti la stessa sera del 9 giugno alle ore 21?).