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“Gestire il Quintino Sella è il lavoro più bello del mondo”
14 giugno 2025
Cuneo
Alessandro Tranchero (nato nel 1971 a Saluzzo) e la moglie Silvia Balocco (nata nel 1969 a Torino) vivono a Pinerolo e sono i gestori felici del Rifugio Quintino Sella, ai piedi del Monviso.
Alessandro racconta: “I miei genitori, Germana ed Hervè, hanno avviato questa gestione del Rifugio, in anni in cui la frequentazione della montagna è cambiata molto. Per decenni Germana è stata il cuore del Rifugio, Hervè il riferimento di chiunque pensasse al Monviso: tutti e due sono stati un punto fermo per le attività del Soccorso Alpino, in tempi in cui non esisteva l’elisoccorso e tutto era più faticoso e complesso. Il nostro lavoro oggi è molto diverso da come loro lo hanno affrontato 50 anni fa, ma le basi, lo spirito e le fondamenta, le hanno impostate e realizzate loro!”.
I vostri giochi da bambini?
Silvia: “Sono figlia di contadini, giocavo sempre all’aria aperta. I miei compagni di gioco i cani ed altri animali. Se si vive tutto come un gioco, allora si gioca tanto!”.
Alessandro: “Avevo un intero parco giochi a disposizione: il Rifugio ed il suo ambiente. Gli amici li vedevo solo nel periodo scolastico”.
Le scuole?
Silvia: “Ho fatto le scuole dell’obbligo in provincia di Torino, le superiori e l’università a Torino. I libri sono sempre stati per me un grande grande amore”.
Alessandro: “Avevo poca voglia di studiare, ma tanti libri”.
Cosa sognavate di fare da bambini?
Silvia: “Sognavo di fare l’infermiera, ma poi ho cambiato idea. Lavoravo già alle superiori durante l’estate e mi sono pagata l’università facendo i turni. Ho fatto troppi lavori... e sono troppo diversi per elencarli tutti!”.
Alessandro: “Volevo fare il pilota di elicottero. Ho cominciato da adolescente ad aiutare i miei nel lavoro del Rifugio e, più avanti, nella gestione di impianti sciistici. Da lì in poi, più o meno sempre nel solco delle attività di famiglia”.
Silvia e Alessandro, vi piace gestire il Rifugio Quintino Sella?
Silvia: “Sì, è il lavoro più bello del mondo. Vario, fai di tutto, non ti annoi mai, per di più in un posto incantevole e magnetico. E incontri tante persone con le loro storie…”.
Alessandro: “Da giovane l’ho considerato a lungo un obbligo, anche un peso, e ho cercato altrove le soddisfazioni professionali. Solo più tardi mi sono reso conto che questa vita e questo lavoro sono esattamente il meglio per me!”.
E’ un lavoro impegnativo?
Silvia: “Come tutti i lavori, quando li si fa con convinzione”.
Alessandro: “Sia quando il Rifugio è aperto sia quando è chiuso, ormai è un lavoro che ci impegna tutto l’anno”.
Il Monviso visto da lassù, come è ?
Silvia: “È bello da morire. Incombe sul nostro tran tran quotidiano ed è una presenza rassicurante e benevola”.
Alessandro: “Me ne innamoro tutte le volte che lo vedo! È una sensazione particolare vivergli così vicino, sapendo che rappresenta così tanto per molte persone. Il Monviso è di tutti ma anche di ciascuno, in modo molto personale”.
Chi arriva per il ‘Re di pietra’?
“Sono persone che coltivano la loro passione, la montagna e che la vivono ciascuna a modo suo, con le proprie velocità, con le proprie ambizioni, con il proprio piacere”.
La fatica più grande del gestore?
Silvia: “Quando si intasano gli scarichi!”.
Alessandro: “I trasporti con l’elicottero, e non è una battuta: la logistica è uno degli aspetti più impegnativi del nostro lavoro”.
La soddisfazione più grande?
Silvia: “Vedere i nostri ospiti contenti e sorridenti”.
Alessandro: “Quando un ospite dice, tornando a casa: ‘Grazie per esserti occupato di me’. E quando lascio un ricordo nel cuore di chi incontro”.
La vostra famiglia?
“Questo tipo di lavoro e di vita comporta delle scelte e dei sacrifici, così in famiglia è necessario fare dei compromessi, qualche volta delle rinunce. La famiglia convive sempre con un membro piuttosto anziano ma arzillo e tutto d’un pezzo, fatto di pietre, ‘lose’ e cemento. Qualche volta questa presenza genera fatiche!”.
Il mondo di oggi?
Silvia: “Mi fanno molto paura i poteri arroganti e l’escalation di violenza folle a cui stiamo assistendo. Il senso di impotenza di fronte a quello che accade è tanto”.
Alessandro: “Noi viviamo dalla parte fortunata del mondo, siamo dei privilegiati. Mi chiedo come possiamo fare la nostra parte per provare a migliorarlo”.
Il futuro delle nostre montagne come lo vedete?
“Come tutto il resto: è necessario recuperare rispetto, cura, attenzione. Comportarci come ospiti su questa terra, non come predatori egoisti”.
Quando vi svegliate di mattina, il primo pensiero?
Silvia: “Che fortuna... la vita oggi continua!”.
Alessandro: “Che mal di schiena!”.
Cosa è importante per voi?
“Cerchiamo di rendere almeno un po’ migliore il mondo che ci circonda”.