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Sabato 3 maggio al Toselli TedxCuneo indaga il tema “R-Esistenza”

12 aprile 2025

Cuneo

gianni giordano tedxcuneo   È “R-Esistenza” il tema della quinta edizione di TedxCuneo che si svolgerà al Teatro Toselli sabato 3 maggio: nove gli speaker che in diciotto minuti porteranno sul palco il loro spaccato del tema attraverso il proprio vissuto. Ad affiancarli nella preparazione dei talk alcuni coach che fanno parte della grande famiglia cuneese di Tedx che da alcuni anni organizza sul territorio un’esperienza di incontro che nasce dal Ted (Technology, Entertainment, Design) organizzazione privata non-profit fondata nel 1984 negli Stati Uniti. Tra i volontari c’è anche Gianni Giordano, a cui abbiamo fatto alcune domande. Qual è il compito di un coach di Tedx? “I compiti di coach Tedx sono due principalmente: aiutare lo speaker a strutturare il suo talk e fare da tramite tra lo speaker e l’organizzazione dell’evento. Sul primo punto ho detto ‘aiutare a strutturare’ perché in quanto coach è importante lasciare libertà espressiva allo speaker, in fondo è stato scelto proprio perché dica quello che pensa. Intendo fare in modo che il talk rispetti le regole e gli standard Tedx. Una delle regole ad esempio è non fare pubblicità. Per quanto riguarda la struttura invece con gli speaker che seguo cerco sempre di fare in modo che inseriscano collegamenti personali e aneddoti in modo da rendere il talk più umano e vicino all’ascoltatore. Il secondo grande compito del coach, come menzionato prima, è fare da intermediario e facilitare la comunicazione tra lo speaker e l’organizzazione. Questo include tutta l’organizzazione logistica dello speaker e la parte burocratica”. Come si prepara un talk? “La quantità di lavoro dietro alla preparazione di un talk dipende molto dallo speaker. Alcuni di loro sono già abituati a parlare in pubblico e fare interventi, il che facilita molto. Un altro fattore importante è l’argomento del talk. Molti speaker sono scrittori e capita che abbiano già un argomento ben preciso che vogliono e trattare e sappiano già come farlo. In linea di massima la preparazione di un talk si può suddividere in 3 fasi: brainstorming, costruzione del talk e rifinitura. La fase di brainstorming è quella dove insieme si decide di cosa lo speaker parlerà nel talk. A seconda dei casi possono essere una o due sessioni. La fase di costruzione è quella dove si inizia a mettere giù il talk definendo l’ordine i vari passaggi e del ragionamento. Questa fase è la più lunga e solitamente richiedere almeno tre o quattro sessioni. Per concludere c’è la rifinitura. Una volta che il talk è semi pronto viene fatta una prova interna (solitamente tre settimane prima dell’evento). Li si raccolgono i feedback e si vanno a limare alcuni dettagli. Tutto questo processo richiede mesi a seconda della frequenza delle sessioni”. R-Esistenza è il tema della quinta edizione, ci da qualche anticipazione sulle declinazioni che avrà durante il festival? “Abbiamo cercato di vedere il termine ‘Resistenza’ nel più ampio spettro possibile e abbiamo voluto includere anche il significato di ‘ri-esistere’, da lì il trattino a separare la parola ‘R-Esistenza’. Si può vivere e fare resistenza in ogni ambito e ogni modo. Ci siamo concentrati sulle sfaccettature dove è più evidente e chiara. Partendo dallo speaker seguito da me, una delle declinazioni è quella in ambito tecnologico. In questi ultimi anni con una crescita esponenziale dell’intelligenza artificiale, ci siamo domandati ‘come dobbiamo comportarci davanti a questo cambiamento? dobbiamo resisterlo? la nostra paura è giustificata?’. Un altro cambiamento tecnologico che sta impattando molto le nostre vite negli ultimi anni è la lotta alle fake news che abbiamo voluto includere come forma di resistenza. Un’altra declinazione è il concetto di resistenza individuale, inteso come essere se stessi, in una società che ci vuole sempre più tutti uguali. Ci sono poi declinazioni molto più pratiche come la resistenza artistica attraverso opere contro la società, o la resistenza del nostro corpo ai trattamenti medici o ancora la semplice resistenza fisica e mentale nello sport. Questi sono alcuni degli argomenti che verranno trattati durante l’evento”. Dietro TedxCuneo c’è una squadra di 50 volontari di cui lei fa parte, ci racconta qualcosa di questa grande famiglia? “Siamo un grande team accomunato dalla voglia di mettersi a disposizione ed aiutare. Siamo molto diversi come background ed età ma è proprio questo che fa la differenza. Riusciamo ad avere molti punti di vista diversi sullo stesso argomento. Nel team si sente forte la curiosità verso le nuove idee e la voglia di condividerle con gli altri. Spesso infatti nella nostra chat condividiamo articoli, argomenti e opinioni sugli argomenti più diversi. Lavoriamo spesso da remoto per quello organizziamo eventi di team building o semplicemente cene per ritrovarci e stare insieme. La famiglia TedxCuneo è prima di tutto un gruppo di persone che vuole conoscersi, stare insieme e fare qualcosa di utile”.
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