Arriva sui banchi della Commissione consiliare dedicata il tema verde pubblico e nello specifico le alberate cittadine con le loro modalità di gestione, questione spesso al centro delle critiche. Sono 14.000 gli alberi che costituiscono il patrimonio arboreo sul territorio del comune, che l’Ufficio Verde Pubblico gestisce, insieme a consulenti esperti esterni. Negli ultimi due anni e mezzo sono stati piantumati 550 nuovi alberi.
“Scelte a volte difficili”
“Purtroppo ricevo e leggo continuamente osservazioni e critiche sulla gestione del verde pubblico: mi si accusa di accanimento nell’abbattimento di piante, come se lo facessimo in modo indiscriminato – ha detto l’assessore al Verde Pubblico Gianfranco Demichelis –. Per questo motivo stasera vogliamo spiegare le modalità di gestione e controllo delle alberate, in modo da chiarire i dubbi. Tutta l’attività è portata avanti per la salvaguardia dei cittadini: a volte facciamo scelte difficili, ma la sicurezza e la tutela dei cittadini prevale. Tutti gli alberi che abbattiamo sono certificati da un professionista in categoria D: il che significa pianta da abbattere”.
Le alberate sono solo una parte del verde cittadino, ma probabilmente il più complesso da gestire e manutenere. “Il nostro lavoro consiste nel custodire, tutelare e monitorare questo prezioso patrimonio, a volte anche con attività a maggior impatto, come gli abbattimenti – ha spiegato la responsabile dell’Ufficio Verde Pubblico, Giulia Sineo -. Si tratta di un tema complesso perché gli alberi sono esseri viventi e molto dipende dal contesto in cui crescono, che in città è ricco di interferenze. Si tratta di tutelare da una parte il patrimonio arboreo e dall’altra la sicurezza dei cittadini”.
Più controlli
Negli ultimi anni il Comune ha cercato di ampliare il numero di alberi controllati: naturalmente più alberi controllati significa più problemi riscontrati e quindi più abbattimenti, che sono comunque sempre l’extrema ratio. Prima, per salvare un albero compromesso, si mettono in campo interventi di messa in sicurezza, con anche drastiche riduzioni della chioma. Per avere il polso della situazione il Comune ha un censimento degli alberi, in continua fase di aggiornamento, e anche in caso di abbattimento ogni esemplare viene registrato con un certificato di morte che ne documenta le cause. Grande incognita e variabile che sta rendendo sempre più complessa la gestione del verde, i cambiamenti climatici e fenomeni come il tarlo asiatico.
“Il tarlo è stato deleterio per il nostro patrimonio: ci ha costretto a molti abbattimenti che hanno cambiato il volto delle frazioni dell’Oltrestura e dell’altipiano sul lato di corso Kennedy. Abbiamo però proceduto con nuove piantumazioni e altre ne faremo. Ogni abbattimento che facciamo è solo per motivi riscontrati, accertati con metodi scientifici e riconosciuti” ha aggiunto Giulia Sineo.
Ci sono poi tante situazioni frequenti in città che nuocciono agli alberi, come ad esempio gli scavi, che deteriorano l’apparato radicale e quindi la loro salute.
Sicurezza e abbattimenti
“Sarebbe più semplice non abbattere, per non attirarsi critiche, ma la sicurezza dei cittadini va salvaguardata e deve avere la priorità – ha spiegato Daniele Pecollo, il tecnico ed esperto forestale che affianca il Comune nel controllo delle piante -. Spesso crediamo che un albero con la chioma verde sia sano, ma non è sempre così: possono esserci funghi all’interno del tronco che causano le cosiddette ‘carie’, che li fanno marcire e li svuotano fino a portarli a cadere, senza che la chioma ne risenta. Questi funghi possono attaccare anche le radici e questo caso è ancora più pericoloso. Naturalmente può capitare anche che cadano alberi controllati, perché le cause possono essere moltissime. Quel che è certo è che voler bene agli alberi vuol dire anche accettare che a volte qualcuno può dover essere abbattuto”.
Sono diverse le analisi strumentali che i tecnici utilizzano per valutare salute e stabilità di un albero: la dendometria, che misura la densità del legno con un ago che entra nel tronco e restituisce su un grafico la densità, la tomografia, fatta con sensori dall’esterno che propagano un’onda sonora all’interno del tronco per capire se il legno è sano, o ancora le prove di trazione.
“I cedri di piazza Europa non sono diversi dagli altri alberi”
Apprezzati da tutti i consiglieri gli interventi dei tecnici, che hanno fatto chiarezza su alcuni aspetti non così intuitivi. Non poteva mancare però il tema cedri di piazza Europa, su cui alcuni hanno lamentato la mancanza della medesima cura rispetto al resto del patrimonio arboreo cittadino. “Tutti i controlli fatti finora hanno evidenziato che i cedri sono sani, ma non sono state fatte le analisi che citava il dottor Pecollo, come mai?” ha chiesto Claudio Bongiovanni (Cuneo Mia). Gli ha fatto eco Ugo Sturlese (Beni Comuni): “Autogol dell’Amministrazione. Ci avete spiegato che ci sono tutti i modi di controllare e tenere sotto controllo gli alberi: allora facciamolo per piazza Europa, i cedri non sono diversi dagli altri alberi della città”. Ha ribattuto loro l’assessore Demichelis: “Fate bene a fare la vostra battaglia, ma mi spiace che si parli così: non si può sempre ridurre tutto a un’unica questione. Non ci sono solo i cedri in città, quello è un percorso a parte che ha una sua strada, abbiamo altri 14.000 alberi da tutelare, curare e monitorare”.

Piazza Europa
Regolamento del verde
Altra questione sollevata dai consiglieri il regolamento del verde, atteso da anni, ma che l’assessore ha assicurato essere finalmente in via di redazione.
Alle accuse, della minoranza, di eccessivo terrorismo da parte del tecnico consulente del Comune ha risposto la capogruppo PD Claudia Carli: “Non ho trovato terroristica questa presentazione, anzi a volte trovo più terroristiche certe posizioni della minoranza che, non sapendo di cosa sta parlando, grida all’abbattimento dell’albero senza avere idea del motivo”.