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Venerdì 4 aprile 2025

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Disturbi alimentari, all’ospedale di Saluzzo parte il progetto del pasto assistito

L’attività, che prevede il supporto del paziente durante i pasti, prende il via dal prossimo 9 aprile

Saluzzo

La Guida - Disturbi alimentari, all’ospedale di Saluzzo parte il progetto del pasto assistito

Da mercoledi 9 aprile prende avvio a Saluzzo il progetto di pasto assistito, rivolto a persone con disturbo del comportamento alimentare, un servizio attivo già presso il Centro per i Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) a Cuneo in corso Francia 10.

Il progetto prevede la collaborazione sinergica tra la Struttura complessa Psichiatria area Nord, Centro di Salute Mentale di Saluzzo e la Struttura complessa Endocrinologia e Diabetologia Territoriale dell’Asl. In una prima fase l’attività si svolgerà tutti i martedì e mercoledì, ma l’obiettivo cardine è di estenderlo in futuro dal lunedì al venerdì (sul modello di Cuneo). Il personale sanitario (nel dettaglio l’infermiere e la dietista) supporterà le persone attraverso il sostegno emotivo, l’incoraggiamento, le rassicurazioni e le coinvolgerà nell’ora successiva al consumo del pasto in attività distraenti e nel contempo terapeutiche quali la lettura, il disegno, l’ascolto musicale, al fine di evitare condotte eliminatorie e comportamenti di compenso.

I disturbi dell’alimentazione implicano un’alterazione persistente del comportamento alimentare tale da modificare il consumo e l’assorbimento del cibo, con conseguenze significative sulla salute fisica e sul funzionamento psicosociale.

Nel Centro dei Disturbi del Comportamento Alimentare dell’ASL CN1 vengono trattati principalmente l’Anoressia, la Bulimia, il Disturbo da alimentazione incontrollata (o Binge Eating Disorder) e alcune situazioni definite come Disturbo dell’Alimentazione non altrimenti specificato (NAS), ovvero disturbi che non soddisfano i criteri diagnostici di nessuno dei precedenti.

Il pasto assistito rientra in un programma di riabilitazione e terapia psico-nutrizionale e prevede che la persona affetta da disturbo della nutrizione e alimentazione venga supportata durante i pasti da figure sanitarie formate quali il dietista, l’infermiere, lo psicologo e/o l’educatore. Il momento della condivisione del pasto riveste un ruolo centrale all’interno dei percorsi terapeutici ospedalieri, residenziali e semiresidenziali, con riscontro applicativo a livello ambulatoriale e di Day-hospital.  Tale progetto, basato sulle linee Guida Nazionali e sul modello del Centro regionale dedicato alla cura dei Disturbi del Comportamento Alimentare dell’Università di Torino, consiste nel favorire un adeguato apporto nutrizionale, coadiuvando la persona nel progressivo superamento del timore verso il cibo e nell’abbandono dei rituali inappropriati che ne ostacolano l’assunzione.

L’Asl ha ottenuto il prezioso contributo dell’associazione A-Fidati, la quale ha acquistato tutti gli arredi necessari per rendere la stanza adibita alla somministrazione del pasto accogliente e confortevole.

A-Fidati è un’associazione senza scopo di lucro nata da un gruppo di genitori, parenti e amici di persone affette da Disturbi del Comportamento Alimentare e propone numerose attività che spaziano dal punto di ascolto telefonico, alle iniziative di sensibilizzazione, attività editoriali e pubblicitarie, supporto a organizzazioni e istituzioni e partecipazione a progetti.

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