Dazi internazionali imposti da Trump, e Green Deal rischiano di destabilizzare ulteriormente gli scenari della filiera automotive che occupa decine di aziende del Cuneese con migliaia di lavoratori. Ma per le imprese di Cuneo e del Piemonte esistono ancora spazi da occupare. Consapevolezza e velocità: sono le parole chiave emerse dal workshop “Filiera automotive: sorvegliata speciale”, organizzato oggi lunedì 31 marzo da Confindustria Cuneo e Confartigianato Cuneo, con il patrocinio di Camera di Commercio Cuneo, alla sede di Confindrustria. Una sala gremita, a testimonianza di quanto il tema sia sentito e centrale per il futuro della manifattura. Due concetti – consapevolezza e velocità – che sintetizzano l’approccio richiesto oggi alle imprese del settore: capacità di leggere il contesto e rapidità nell’adattarsi a un mercato in profonda trasformazione.
I lavori sono stati aperti dai saluti della sindaca di Cuneo, Patrizia Manassero, e introdotti dai presidenti Giorgio Rolfo (Sezione Meccanica di Confindustria Cuneo) e Luca Crosetto (Confartigianato e Camera di Commercio Cuneo), che hanno evidenziato come il contesto attuale imponga ritmi e cambiamenti continui.
«Il convegno – ha commentato il Presidente di Confindustria Cuneo, Mariano Costamagna – ci lascia un altro messaggio: ciascuno è chiamato a fare la propria parte. All’Europa si chiede di definire regole sulla transizione verde più attente alle necessità delle imprese e di gestire con buon senso il delicato equilibrio commerciale con gli Stati Uniti. Le aziende, come stanno già facendo, devono investire sui processi interni, puntando con fiducia sul “Made in Italy”, il vero valore aggiunto, ovvero cultura industriale, qualità e competenze».
I dati economici e gli scenari piemontesi sono stati illustrati da Giorgia Garola (Presidente di Amma), Gianmarco Giorda (Direttore generale di Anfia), Guido Bolatto (Segretario generale della Camera di commercio di Torino) e Marco Rosatello (Consigliere di Arproma) a cui è seguita una tavola rotonda finale Il quadro tracciato descrive un settore come un grande puzzle, in cui ogni attore – istituzioni, costruttori, fornitori – è chiamato a inserire il proprio tassello. I “car maker” dovranno puntare su piattaforme multi-energia per lasciare all’acquirente la libertà di scegliere. Le imprese, grazie anche al supporto di Regione e Governo, avranno l’opportunità di diversificare o entrare in nuovi mercati, a partire da quelli europei emergenti. All’Europa e all’Esecutivo nazionale si chiede uno sforzo concreto su temi come il costo dell’energia, la gestione dei dazi e la rapidità decisionale.