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Sabato 5 aprile 2025

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Uomo a processo, maltrattamenti e abuso di mezzi di correzione

Nel processo emerge un quadro familiare molto pesante, con depressione della donna e gravi difficoltà per i figli

Saluzzo

La Guida - Uomo a processo, maltrattamenti e abuso di mezzi di correzione

È stata pienamente accolta la richiesta di condanna a due anni e un mese avanzata dal pubblico ministero Francesco Lucadello per M. P., l’uomo accusato di maltrattamenti nei confronti della moglie e di abuso di mezzi di correzione per due dei tre figli costituiti parti civili al processo che si è concluso al tribunale di Cuneo con la disposizione a loro favore di una provvisionale risarcitoria di 12.000 euro, in attesa del giudizio civile. Volavano gli schiaffi in quella cascina isolata nel saluzzese dove madre e figli erano chiamati a occuparsi della pulizia della casa e dell’accudimento degli animali (cavalli, galline e allevamento di cani), mentre il padre era fuori anche per lunghe trasferte di lavoro. E se non svolgevano i loro lavori o se non studiavano, volavano gli schiaffi oltre a insulti, parole di scherno e punizioni corporali, che servivano secondo lui a portare la disciplina in una casa dove la madre era assolutamente incapace di imporre anche le minime regole di pulizia e ordine. Regole e punizioni che però avevano fatto cadere in depressione la donna (di origine russa, priva di qualsiasi relazione e supporto sociale) e che, secondo quanto riferito dai due figli più grandi, avevano reso pesante quel clima familiare tanto da indurre la maggiore a lasciare la casa non appena divenuta maggiorenne, dopo averle fatto perdere la passione per gli animali e l’allevamento dei cani. “Non ci occupavamo della casa perché non ce ne importava nulla, dato che non potevamo uscire né fare niente”. Al secondogenito, di cui il padre aveva sempre negato gli importanti disturbi dell’apprendimento, erano riservate le punizioni corporali e le frasi di scherno ogni qualvolta non riusciva a completare correttamente i propri compiti; ripetute corse intorno alla casa e l’obbligo di estirpare l’ortica da un muretto senza usare i guanti (“Lo vidi rientrare con la mani piene di bolle”, aveva riferito in aula la sorella maggiore). Nei confronti della madre c’erano poi stati episodi di violenza, spinte e schiaffi ogni volta che l’uomo tornava da una trasferta di lavoro e trovava la casa in un pessimo stato igienico, situazione di degrado confermata anche dagli assistenti sociali che si erano occupati della famiglia. Uno di questi schiaffi le ruppe il timpano dell’orecchio e l’ultima caduta a terra in seguito a una spinta portò alla denuncia e all’allontanamento da casa di moglie e figli. Per la difesa era solo un uomo “squadrato” che cercava di portare un po’ d’ordine in una casa che stava andando allo sbando, preoccupato del fatto che i figli fossero abbandonati a se stessi e che utilizzava l’esercizio fisico non come punizione ma come strumento per staccarli anche dai videogiochi o da Internet; un padre che non ha mai mancato di provvedere alla propria famiglia e che ora i figli stanno rivedendo con piacere nei fine settimana in cui stanno con lui nella casa di campagna.

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