Oltre ai lavori in corso finanziati con il Pnrr (https://laguida.it/2025/03/04/sostituzione-di-10-000-contatori-dellacqua-e-riduzione-delle-perdite-del-30/), due temi relativi all’attività di Acda affrontati lunedì sera nel corso della commissione comunale dedicata sono stati quelli relativi ai controlli sulla qualità dell’acqua in merito all’inquinamento da Pfas e soprattutto ai problemi di torbidità registrati alle sorgenti delle grotte del Bandito che nei mesi scorsi hanno causato problemi e disagi (nella foto un’immagine del sopralluogo effettuato a novembre da Acda con la Commissione comunale).
“Dopo l’8 agosto 2024, quando si è registrato per la prima volta il problema di torbidità delle sorgenti, stiamo lavorando e cercando di analizzare sempre più a fondo quello che è successo per trovare una soluzione, ma non è facile – ha spiegato il direttore appalti e lavori dell’Acda, Fabio Monaco – Abbiamo messo in campo tutte le professionalità in Acda e ci siamo fatti affiancare dai massimi esperti del dipartimento di idraulica del Politecnico di Torino. Stiamo continuando a fare dei monitoraggi sul ramo principale e sul secondario del torrente Gesso, interessando il vallone di Roaschia. Stiamo revisionando il progetto che avevamo redatto e ci siamo indirizzati a cambiare tecnologia e andiamo verso la microfiltrazione e su questo sono iniziate interlocuzioni con il Ministero per revisionare un progetto già presentato prima di quell’8 agosto. Continueremo con le nostre indagini idrauliche e geologiche per arrivare a un risultato: non abbiamo ancora risolto i problemi e attualmente il sistema è un sistema fragile”.
Sull’inquinamento da Pfas e da inquinanti eterni, invece, il direttore di Acda, Andrea Ponta ha sottolineato che “c’è molta attenzione su questo tema. Abbiamo un gruppo di lavoro con Arpa, Asl, Regione e tutti gli operatori a livello regionale. Abbiamo intensificato le misure concordate con Arpa su tutte le nostre fonti. Il progetto è di avere una misura entro il 2025 su tutte le sorgenti nell’arco alpino (da Ormea a Ostana ci sono 1.250 sorgenti). Al momento quelle dell’area Cuneo hanno dato esito negativo, cioè sono al di sotto del livello di rilevabilità”.