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Maria Allemandi: “Quando da Prazzo telefonavano che c’erano le SS…”

01 marzo 2025

Cuneo

Maria Allemandi by alma delfino Maria Allemandi (foto Alma Delfino) Maria Allemandi (‘Maria Marel’) è nata il 17 maggio 1938 a borgata Chiesa di San Michele di Prazzo: “Allora qui le case erano tutte piene di gente e vivevano 1.200 persone nelle 24 borgate. C’erano due panetterie, quattro botteghe, tre osterie, due mulini. I montanari arrivavano tutti qui per fare la spesa, anche a piedi da Elva, con i muli e gli asini. Poi tutto è cambiato, le case si sono svuotate. Oggi a passare qui l’inverno siamo rimasti in tutto il paese una cinquantina di persone. A me spiace tanto, perché ci sono dei giorni interi in cui non vedo anima viva! Le case invece si riempiono quasi tutte d’estate”. I suoi genitori? “Mia madre si chiamava Lucia Gerardo, mio padre era Giacomo e avevano l’osteria e una bottega. Quando loro non c’erano più, io ho ancora tenuto il bar fino al 2000. Ho tanti ricordi dell’osteria, i montanari cantavano e facevano festa insieme: il vino era buono e lo facevamo noi. Mia mamma era una donna dolce, mio padre era severo. Eravamo quattro figli, siamo rimasti solo in due e mio fratello è ospite della Casa di riposo di Stroppo. Mia mamma ha fatto grandi sacrifici per tirare su la famiglia”. Con cosa giocava da bambina? “Non c’era nulla e giocavo con le pietre. O con i frammenti dei piatti rotti dell’osteria, a giocare tutti insieme noi bambini sotto l’albero. Gesù Bambino a Natale arrivava sempre, ma portava poco”. Le scuole? “A scuola eravamo oltre 100 bambini, c’erano cinque classi. A me non piaceva studiare, facevo il poco necessario e basta. Il mangiare non mancava, per fortuna. La carne la mangiavamo ogni tanto”. Che lavori ha fatto? “Ho sempre aiutato mia mamma. Poi per tre anni, dal 1958 al 1960, sono andata a fare la serva a Torino, dove mi trattavano bene, per guadagnare 12.000 lire al mese. Sono ancora stata sei mesi a lavorare a Cuneo, perché poi mi dovevo sposare con Albino Martino il 15 maggio 1960. Era qui del paese, non abbiamo avuto figli. Abbiamo fatto le nozze insieme con sua sorella, si sono sposati anche loro nello stesso giorno e abbiamo poi fatto festa insieme. Il viaggio di nozze, in treno, fino a Venezia: lo ricordo bene!”. E poi? Maria si commuove e fra le lacrime fatica molto a parlare: “Lui faceva il muratore, poi è morto in un incidente stradale. E la vita per me è diventata difficile”. Come si vive a San Michele di Prazzo? “Bene, ma per intere settimane non vedo nessuno. E a me spiace molto. Per fortuna c’è mio cognato Gianni e io preparo da mangiare per lui, così incontro qualcuno”. La guerra? “Ricordo che telefonavano da Prazzo per avvisare che c’erano i Tedeschi in paese e noi avevamo paura: e andavamo tutti in chiesa a pregare. Le SS passavano casa per casa e portavano via burro, latte, formaggi e uova, che i montanari facevano trovare a loro sugli usci delle case, per non farli entrare. Per fortuna qui non hanno bruciato case. La guerra è una cosa bruttissima e io quando vedo ancora oggi in televisione che muoiono tanti bambini e tante persone innocenti, ci sto davvero male”. È vero che lei ha le chiavi della chiesa? “Sì, è vero. Ho conosciuto diversi preti, il primo che ricordo era don Lerda, un prete bravo. Oggi c’è don Graziano che viene due volte al mese a celebrare la Messa, e le suore Giuseppine che arrivano per la Liturgia della Parola. Manca la gente, manca tutto e mancano anche i preti. Io per tanti anni ho preparato un grande presepio, ma quest’anno non l’ho più fatto: per tanti anni lo preparavo da sola poi per le ultime due rappresentazioni ho avuto l’aiuto di mio cognato Gianni, utilizzando il muschio, i rami degli alberi, le vecchie statuine”. Come vede il futuro della Valle Maira? “Non lo so, ormai sono vecchia e non sono molto informata su quello che succede”. Se fa un bilancio della sua vita, lei è soddisfatta? “Per molte cose sono soddisfatta, per altre no. Ho sofferto moltissimo per la morte improvvisa di mio marito. Se il Padreterno mi proponesse di rivivere un’altra volta, non so che gli risponderei”. Il mondo di oggi le piace? “Non so cosa pensare, oggi tutto il mondo è cambiato. Quando ero giovane ricordo che la gente si aiutava, oggi non c’è quasi più nessuno. Qui vicino a me c’è una famiglia con due bimbi, simpatici ed educati, e i genitori devono correre a Prazzo per portarli a scuola. Non è una vita comoda, per loro”. Come passa le sue giornate? “Mi alzo, faccio qualcosa in casa. Se è bello, esco all’aperto. E nella bella stagione coltivo l’orto, spero di poterlo anche fare quest’anno... ma la terra è sempre più bassa!”. Cosa è importante per lei nella vita? “Io ho sempre aiutato gli altri, penso che è giusto farlo. Molto importante è la salute. Credo in Dio e sono cattolica. So che la morte c’è, non mi fa paura ma non ci penso troppo. Spero di poter riabbracciare i miei cari”.  
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