Si nasconde letteralmente un mondo dietro la raccolta di oggetti dispiegata tra le pagine di questo libro. Mirabili, come recita il titolo, cioè cose capaci di stupire di rivelare inattese sorprese dietro il volto dimesso dell’uso quotidiano. Insieme alla meraviglia, questi stessi oggetti possono diventare incontri con culture diverse lontane e vicine, con insospettabili elementi di curiosità.
Non a caso è un’antropologa l’autrice, la quale non elabora però un saggio accademico, bensì, fedele al principio ispiratore, intraprende un viaggio in strade e musei di tutto il mondo. Cerca oggetti “strani”, inspiegabili, meravigliosi, appunto. A ognuno di essi dedica qualche appunto a carattere antropologico, non solo per chiarirne l’uso, ma anche per coglierlo nella sua dimensione culturale.
“Gli oggetti etnografici mi raccontano l’immaginazione di altri individui, in altre culture”, spiega l’autrice. Si costruisce così un incontro con persone, con il loro vissuto, spesso colte nell’intimità delle relazioni o più semplicemente nel normale sviluppo della giornata.
Così accanto al pettine samoano trova spazio anche il comune specchio, il boomerang degli aborigeni affianca il kilt scozzese, la ruota della preghiera tibetana dialoga a distanza con la clessidra del pulpito nella Chiesa protestante. Dalle nostre zone arrivano il “prete” e la “monaca” per scaldare i letti e poco più in là la caffettiera napoletana.
Un giro del mondo che ridona centralità a quelle che vengono di solito liquidate genericamente come “cose”, bistrattate nell’uso e travolte dai rifiuti. In questo libro non solo sono riabilitate nella loro complessità, ma assurgono a testimoni di modi di vivere, di relazionarsi con gli altri, persino di scandagliare i misteri dell’esistenza.
Mirabilia. Il giro del mondo in 80 oggetti
di Cristina Balma Tivola, illustrazioni Alice Piscitelli
Editrice Le journal des voyages
euro 24