Mense di Guerra
Con il 1° febbraio, a Cuneo finì la possibilità per i cittadini di pranzare nei ristoranti scegliendo i piatti dal menù “alla carta”! Infatti, in attuazione di un decreto del Prefetto Capo della Provincia, con manifesto n. 10 del
29 gennaio, il Podestà di Cuneo dispose la chiusura dei servizi di libera ristorazione e la loro
trasformazione in Mense di Guerra, che potevano offrire solamente un menù fisso al prezzo politico di lire 20 il pasto, escluso il vino; il pasto comprendeva pane, minestra e un piatto con contorno.
Da febbraio, il servizio di ristorazione poteva essere svolto solamente dalle Mense di Guerra, Mense Aziendali o Interaziendali e Mense Popolari Assistenziali.
“ A decorrere dal 1° febbraio
tutti i ristoranti e le trattorie di qualsiasi tipo e categoria, compresi quelli degli alberghi, delle pensioni, dei circoli privati e del dopolavoro, cesseranno la somministrazione dei cibi e delle bevande e resteranno chiusi. Gli alberghi e le trattorie potranno continuare la loro attività alberghiera.
- Le attrezzature complete e le loro scorte di cibarie e bevande, devono essere tenute a disposizione della Prefettura Repubblicana.
- A decorrere dal 1° febbraio
i ristoranti e le trattorie sono trasformati in "Mense di Guerra", sia quelli nel concentrico urbano che nelle frazioni di Cuneo.
Uccisione di Alessandro Chicchirichì e la strage fascista di San Benigno
Venerdì 2 febbraio, un minaccioso manifesto del Prefetto Capo della Provincia, Antonio Galardo, informò la popolazione di Cuneo che “Con vile aggressione e con un nuovo misfatto contro gli organi tutori dell’ordine pubblico e della legge, il canagliume dei “venduti al nemico” la sera del 1° corrente, dopo aver tagliato i fili della luce elettrica e bloccato il telefono, assalivano la caserma della Guardia Civica in Tarantasca, uccidendo con una bomba a mano l’agente ausiliario Chicchirichì Alessandro. In tale aggressione rimanevano feriti anche 4 elementi della Guardia Civica.
L’Agente Chicchirichì sarà vendicato, come vendicati saranno sempre i nostri caduti”.
Alessandro Chicchirichì era nato nel 1916 a Sant’Omero (provincia di Teramo); residente a Cuneo, faceva parte della 5° Brigata Nera “Lidonnici”.
Nella sera del 1° febbraio, a Tarantasca,
un gruppo di partigiani era venuto a contatto con un reparto misto di agenti di pubblica sicurezza e di guardie civiche e nello scontro a fuoco che seguì fu ucciso l’agente Chicchirichì.
Nel libro “Perché l’eccidio di San Benigno? 2 febbraio 1945” Michele Calandri ha ricostruito la
rappresaglia compiuta dai fascisti nella mattina del
2 febbraio, festa religiosa della Candelora, per ordine del Questore di Cuneo Rodolfo Bonati, con gli Arditi di Pubblica Sicurezza agli ordini del tenente Andrea Frezza, nel
piazzale della chiesa di San Benigno.
Per un caduto fascista,
furono uccisi tredici giovani! Questi i loro nomi:
- Bima Bartolomeo (di Giuseppe), nato a Fossano nel 1918, mezzadro;
- Bima Bartolomeo (di Luigi), nato a Cuneo nel 1922, coltivatore diretto;
- Costamagna Antonio, nato a Cuneo nel 1924, mezzadro;
- De Martino Giuseppe, nato a Maletto (Catania) nel 1921, bracciante agricolo;
- Isoardi Carlo (di Giovanni), nato a Vaulxen Velin (Francia) nel 1926, contadino;
- Isoardi Costanzo (di Pietro), nato a Cuneo nel 1920, mezzadro;
- Lacagnina Pasquale, nato a Caltanissetta nel 1920, bracciante agricolo;
- Lingua Camillo, nato a Cuneo nel 1922, bracciante agricolo, partigiano della 20° Brigata Giustizia e Libertà;
- Mondino Matteo, nato a Fossano nel 1918, mezzadro;
- Piacquadio Francesco, nato a Colle Sannita (Benevento) nel 1918, bracciante agricolo;
- Revello Giacomo, nato a Cuneo nel 1922, mezzadro;
- Sereno Angelo, nato a Cuneo nel 1923, coltivatore diretto;
- Varengo Domenico, nato a Caraglio nel 1924, coltivatore diretto.
Latte in polvere per l’infanzia
Con manifesto n. 15 del
13 febbraio, il Podestà di Cuneo informò la popolazione che “È stata disposta una distribuzione di latte in polvere zuccherato “Biraghi”
a favore di bambini in età da 0 a 3 anni in possesso di carta annonaria (la “tessera”) per generi vari color blu rilasciata dal Comune di Cuneo.
Il prelevamento potrà essere effettuato presso una delle sottonotate Farmacie, dietro versamento dei buoni n. 269, 270, 271, 272 di detta carta annonaria, tenendo presente che ognuno di detti buoni dà diritto a prelevare un barattolo di grammi 200 di latte in polvere al prezzo di lire 45. La distribuzione termina il 28 febbraio del corrente anno.
Dal giorno 1 al giorno 10 marzo prossimo venturo seguirà una distribuzione riservata ai bambini allattati artificialmente su presentazione di appositi buoni rilasciati dall’Opera Nazionale Maternità ed Infanzia”.
Le farmacie incaricate della distribuzione erano: Salus, via Roma; Ospedale, via Santa Croce; Pelluttieri, via Caraglio; Moretti, piazza Vittorio; Sacro Cuore, corso Nizza; Beltritti, via Roma 19.
(Foto di Teresa Maineri)