In particolare, il podestà si rivolgeva ai “Giovani sportivi” perché donassero “a chi combatte le calze di lana, il maglione, il pesante passamontagna, gli scarponi od un altro capo del vostro equipaggiamento invernale.
Ognuno rechi il proprio contributo alla vittoria, donando, anche a titolo di sacrificio personale, la lana di cui dispone o l’indumento di maglia che non utilizza”.
“Saranno accolti, con ugual titolo di merito - proseguiva Andrea Caiani - anche i vecchi capi di vestiario, purché di lana pura o mista, che verranno destinati al reimpiego, nonché fiocchi di lana dei materassi e dei cuscini. Per ogni offerta sarà rilasciata regolare ricevuta, in cui si preciseranno il tipo e il peso del materiale donato.
L’esemplare slancio col quale Cuneo ha voluto affiancarsi al già glorioso Esercito dell’Italia Repubblicana, recando ai reparti in armi il fraterno dono del Natale, mi conforta nella certezza che questo nuovo appello alla solidarietà echeggerà nell’animo di tutti i cittadini, per esprimersi in una gara di generosa e nobile emulazione dedicata allo spirito immortale della Patria, alla sua salvezza e al suo divenire”.
Il giornale fascista di Cuneo scrisse che “L’appello del Podestà alla cittadinanza non sarà certamente vano per i cuneesi, che in altre occasioni hanno saputo dimostrare la loro generosità e non mancheranno anche questa volta di portare il loro contributo.
Si tratta dei nostri soldati, dei difensori della nostra Provincia, della nostra città, della nostra casa; a questi ragazzi diamo almeno il conforto di un oggetto di lana che li ripari dal freddo intenso di questo eccezionale inverno.
Il soldato che riceverà le calze, il maglione o i guanti offerti, aumenterà il suo ardore nella battaglia perché saprà che per lui vi è chi pensa, per lui vi è chi si è privato di qualche indumento.
Perciò siamo sicuri che i Cuneesi, facendo appello al loro patriottismo, saranno, come sempre, generosi”.
Buona cosa fu, certamente, questo appello alla generosità dei cuneesi, ma era anche un segno delle difficoltà della Repubblica Sociale Italiana nel garantire almeno un sufficiente equipaggiamento invernale ai propri soldati.
Approvvigionamento di legna da ardere
In quegli anni, la maggior parte delle abitazioni disponeva solamente di una stufa a legna, che serviva per cucinare e per riscaldare le stanze nella stagione invernale.
Con un altro manifesto in data 14 gennaio, il Podestà informò la popolazione che “dal 9 corrente il Comune ha assunto il servizio di approvvigionamento della legna da ardere alla popolazione civile. Mediante appositi automezzi messi a disposizione dalle superiori Autorità si sono iniziati in questi giorni – pur attraverso gravissime difficoltà di ogni genere – i primi convogliamenti in città della legna dai luoghi di produzione delle vallate.
La regolare distribuzione alla popolazione della poca legna già attualmente ammassata avrà inizio a mezzo di apposita “carta di assegnazione” recapitata direttamente dal Comune a domicilio.
Per la prima distribuzione sarà data la precedenza assoluta alle famiglie non abbienti con bambini, vecchi ed ammalati, in base agli elenchi che all’uopo sono già stati predisposti dal Comune. Non saranno ammesse deroghe al sistema indicato.
Si rivolge pertanto invito agli interessati di volersi astenere da richieste, solleciti o pressioni fatte direttamente agli uffici del Comune, avvertendo che ad esse non sarà in ogni caso dato corso.
Successivamente – in relazione alle disponibilità – sarà effettuata la distribuzione delle “Carte di assegnazione” alla rimanente popolazione che in base alle indagini risulterà sprovvista di combustibile.
Nelle “Carte” rilasciate dal Comune sarà indicato il magazzino presso il quale la legna dovrà essere ritirata e il prezzo di acquisto.
Gli assistiti dall’Ente Comunale di Assistenza potranno ottenere la consegna gratuita della legna mediante apposito visto da parte degli Uffici dell’Ente da apporsi sulle carte di assegnazione rilasciate dal Comune”.
cuneo
Cuneo 1945, lana ai combattenti e approvvigionamento di legna
26 gennaio 2025
Cuneo
Con un manifesto in data 14 gennaio, “Lana ai Combattenti”, il podestà di Cuneo Andrea Caiani si rivolse ai “Cittadini!” dicendo loro che “I rigori di questo inverno eccezionale impongono ai nostri eroici Combattenti, impegnati in una durissima lotta sul fronte alpino, disagi e rischi in condizioni atmosferiche che superano l’umana immaginazione.
Ai magnifici soldati che, appostati sulle impervie giogaie della Patria, vigilano impavidi e sicuri sulle sorti della Patria minacciata dall’invasore di ogni razza e colore (- un chiaro riferimento all’esercito degli Alleati Anglo – americani! -) giunga ancora un segno della nostra fraterna sollecitudine e della nostra fede nel loro valore, e sia questa testimonianza rappresentata da una premurosa offerta di indumenti di quella soffice e calda lana che quasi tutti, nonostante le privazioni imposte da cinque anni di guerra, ancora conserviamo nei riposti delle nostre case”.
In particolare, il podestà si rivolgeva ai “Giovani sportivi” perché donassero “a chi combatte le calze di lana, il maglione, il pesante passamontagna, gli scarponi od un altro capo del vostro equipaggiamento invernale.
Ognuno rechi il proprio contributo alla vittoria, donando, anche a titolo di sacrificio personale, la lana di cui dispone o l’indumento di maglia che non utilizza”.
“Saranno accolti, con ugual titolo di merito - proseguiva Andrea Caiani - anche i vecchi capi di vestiario, purché di lana pura o mista, che verranno destinati al reimpiego, nonché fiocchi di lana dei materassi e dei cuscini. Per ogni offerta sarà rilasciata regolare ricevuta, in cui si preciseranno il tipo e il peso del materiale donato.
L’esemplare slancio col quale Cuneo ha voluto affiancarsi al già glorioso Esercito dell’Italia Repubblicana, recando ai reparti in armi il fraterno dono del Natale, mi conforta nella certezza che questo nuovo appello alla solidarietà echeggerà nell’animo di tutti i cittadini, per esprimersi in una gara di generosa e nobile emulazione dedicata allo spirito immortale della Patria, alla sua salvezza e al suo divenire”.
Il giornale fascista di Cuneo scrisse che “L’appello del Podestà alla cittadinanza non sarà certamente vano per i cuneesi, che in altre occasioni hanno saputo dimostrare la loro generosità e non mancheranno anche questa volta di portare il loro contributo.
Si tratta dei nostri soldati, dei difensori della nostra Provincia, della nostra città, della nostra casa; a questi ragazzi diamo almeno il conforto di un oggetto di lana che li ripari dal freddo intenso di questo eccezionale inverno.
Il soldato che riceverà le calze, il maglione o i guanti offerti, aumenterà il suo ardore nella battaglia perché saprà che per lui vi è chi pensa, per lui vi è chi si è privato di qualche indumento.
Perciò siamo sicuri che i Cuneesi, facendo appello al loro patriottismo, saranno, come sempre, generosi”.
Buona cosa fu, certamente, questo appello alla generosità dei cuneesi, ma era anche un segno delle difficoltà della Repubblica Sociale Italiana nel garantire almeno un sufficiente equipaggiamento invernale ai propri soldati.
Approvvigionamento di legna da ardere
In quegli anni, la maggior parte delle abitazioni disponeva solamente di una stufa a legna, che serviva per cucinare e per riscaldare le stanze nella stagione invernale.
Con un altro manifesto in data 14 gennaio, il Podestà informò la popolazione che “dal 9 corrente il Comune ha assunto il servizio di approvvigionamento della legna da ardere alla popolazione civile. Mediante appositi automezzi messi a disposizione dalle superiori Autorità si sono iniziati in questi giorni – pur attraverso gravissime difficoltà di ogni genere – i primi convogliamenti in città della legna dai luoghi di produzione delle vallate.
La regolare distribuzione alla popolazione della poca legna già attualmente ammassata avrà inizio a mezzo di apposita “carta di assegnazione” recapitata direttamente dal Comune a domicilio.
Per la prima distribuzione sarà data la precedenza assoluta alle famiglie non abbienti con bambini, vecchi ed ammalati, in base agli elenchi che all’uopo sono già stati predisposti dal Comune. Non saranno ammesse deroghe al sistema indicato.
Si rivolge pertanto invito agli interessati di volersi astenere da richieste, solleciti o pressioni fatte direttamente agli uffici del Comune, avvertendo che ad esse non sarà in ogni caso dato corso.
Successivamente – in relazione alle disponibilità – sarà effettuata la distribuzione delle “Carte di assegnazione” alla rimanente popolazione che in base alle indagini risulterà sprovvista di combustibile.
Nelle “Carte” rilasciate dal Comune sarà indicato il magazzino presso il quale la legna dovrà essere ritirata e il prezzo di acquisto.
Gli assistiti dall’Ente Comunale di Assistenza potranno ottenere la consegna gratuita della legna mediante apposito visto da parte degli Uffici dell’Ente da apporsi sulle carte di assegnazione rilasciate dal Comune”.
In particolare, il podestà si rivolgeva ai “Giovani sportivi” perché donassero “a chi combatte le calze di lana, il maglione, il pesante passamontagna, gli scarponi od un altro capo del vostro equipaggiamento invernale.
Ognuno rechi il proprio contributo alla vittoria, donando, anche a titolo di sacrificio personale, la lana di cui dispone o l’indumento di maglia che non utilizza”.
“Saranno accolti, con ugual titolo di merito - proseguiva Andrea Caiani - anche i vecchi capi di vestiario, purché di lana pura o mista, che verranno destinati al reimpiego, nonché fiocchi di lana dei materassi e dei cuscini. Per ogni offerta sarà rilasciata regolare ricevuta, in cui si preciseranno il tipo e il peso del materiale donato.
L’esemplare slancio col quale Cuneo ha voluto affiancarsi al già glorioso Esercito dell’Italia Repubblicana, recando ai reparti in armi il fraterno dono del Natale, mi conforta nella certezza che questo nuovo appello alla solidarietà echeggerà nell’animo di tutti i cittadini, per esprimersi in una gara di generosa e nobile emulazione dedicata allo spirito immortale della Patria, alla sua salvezza e al suo divenire”.
Il giornale fascista di Cuneo scrisse che “L’appello del Podestà alla cittadinanza non sarà certamente vano per i cuneesi, che in altre occasioni hanno saputo dimostrare la loro generosità e non mancheranno anche questa volta di portare il loro contributo.
Si tratta dei nostri soldati, dei difensori della nostra Provincia, della nostra città, della nostra casa; a questi ragazzi diamo almeno il conforto di un oggetto di lana che li ripari dal freddo intenso di questo eccezionale inverno.
Il soldato che riceverà le calze, il maglione o i guanti offerti, aumenterà il suo ardore nella battaglia perché saprà che per lui vi è chi pensa, per lui vi è chi si è privato di qualche indumento.
Perciò siamo sicuri che i Cuneesi, facendo appello al loro patriottismo, saranno, come sempre, generosi”.
Buona cosa fu, certamente, questo appello alla generosità dei cuneesi, ma era anche un segno delle difficoltà della Repubblica Sociale Italiana nel garantire almeno un sufficiente equipaggiamento invernale ai propri soldati.
Approvvigionamento di legna da ardere
In quegli anni, la maggior parte delle abitazioni disponeva solamente di una stufa a legna, che serviva per cucinare e per riscaldare le stanze nella stagione invernale.
Con un altro manifesto in data 14 gennaio, il Podestà informò la popolazione che “dal 9 corrente il Comune ha assunto il servizio di approvvigionamento della legna da ardere alla popolazione civile. Mediante appositi automezzi messi a disposizione dalle superiori Autorità si sono iniziati in questi giorni – pur attraverso gravissime difficoltà di ogni genere – i primi convogliamenti in città della legna dai luoghi di produzione delle vallate.
La regolare distribuzione alla popolazione della poca legna già attualmente ammassata avrà inizio a mezzo di apposita “carta di assegnazione” recapitata direttamente dal Comune a domicilio.
Per la prima distribuzione sarà data la precedenza assoluta alle famiglie non abbienti con bambini, vecchi ed ammalati, in base agli elenchi che all’uopo sono già stati predisposti dal Comune. Non saranno ammesse deroghe al sistema indicato.
Si rivolge pertanto invito agli interessati di volersi astenere da richieste, solleciti o pressioni fatte direttamente agli uffici del Comune, avvertendo che ad esse non sarà in ogni caso dato corso.
Successivamente – in relazione alle disponibilità – sarà effettuata la distribuzione delle “Carte di assegnazione” alla rimanente popolazione che in base alle indagini risulterà sprovvista di combustibile.
Nelle “Carte” rilasciate dal Comune sarà indicato il magazzino presso il quale la legna dovrà essere ritirata e il prezzo di acquisto.
Gli assistiti dall’Ente Comunale di Assistenza potranno ottenere la consegna gratuita della legna mediante apposito visto da parte degli Uffici dell’Ente da apporsi sulle carte di assegnazione rilasciate dal Comune”.