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13 luglio 2026

economia

La desertificazione bancaria che giova solo agli azionisti dei grandi gruppi

18 gennaio 2025

Cuneo

Banca La riduzione del numero degli sportelli bancari è un processo sempre più evidente. Secondo quanto riportato dall’Osservatorio sulla desertificazione bancaria della FIRST (la Federazione Italiana Reti dei Servizi del Terziario) della Cisl, dati aggiornati al 30 settembre 2024, in Italia sono 4 milioni e 400 mila le persone che risiedono in Comuni dove non c’è neppure uno sportello bancario (121 mila in più negli ultimi dodici mesi) e sono 267 mila (8 mila in più nell’ultimo anno) le imprese aventi sede in Comuni senza presenza bancaria. Oltre sei milioni di persone e più di 400 mila imprese si trovano in Comuni con un solo sportello bancario a disposizione. Più della metà delle persone o delle impresesenza sportelli bancari in ambito comunale si trovano in Comuni dove l’ultimo sportello bancario ha chiuso dal 2015 a oggi. La popolazione che usa meno l’internet banking è quella che vive nelle zone con meno sportelli bancari. Contrariamente a quanto si potrebbe immaginare, dunque, la chiusura degli sportelli non porta all’utilizzo dell’home banking ma, evidentemente, induce a orientarsi verso altri Comuni maggiormente serviti oppure, si immagina, verso altri erogatori di servizi bancari (come le Poste). Per quello che riguarda il Piemonte, le persone e le imprese in Comuni senza sportelli bancari sono, rispettivamente, 605 mila e 42 mila. In analogia con quanto accaduto a livello nazionale, oltre la metà di esse ha visto chiudere l’ultimo sportello dal 2015 a oggi. Nella nostra regione, sono 38 gli sportelli bancari per 100.000 abitanti, a fronte di una media nazionale di 34, con picchi virtuosi di oltre 60 sportelli nelle province di Trento e Bolzano, oltre 50 in Valle d’Aosta, 48 in Friuli ed Emilia-Romagna. Chiudono la classifica la Calabria con 17, la Campania con 19 e la Sicilia con 22. In Piemonte, il 49% della superficie regionale è senza sportelli bancari e quasi il 20% del territorio piemontese (19,9 per la precisione) è composto da Comuni con un solo sportello bancario. Il 15% della superficie è rimasto senza sportelli bancari dal 2015 in avanti. Sul podio delle chiusure ci sono Intesa Sanpaolo (48 cessazioni dell’ultimo sportello dal 2015 a oggi), Unicredit (42) e Banco BPM (33). Secondo la ricerca, la provincia di Cuneo è quella in cui la desertificazione assoluta si è fatta meno sentire, probabilmente anche per la presenza delle Banche di credito cooperativo, che rappresentano una realtà consolidata e ramificata nel nostro territorio. Non si tratta di semplici dati statistici. Senza voler togliere nulla agli altri operatori, la presenza di operatori bancari sul territorio è un importante fattore di sviluppo.  La desertificazione bancaria, inoltre, non solo impoverisce il territorio, ma fa venire meno meccanismi e strumenti di legalità. Un recente studio della Banca d’Italia ha evidenziato come le segnalazioni di attività sospette dal punto di vista del riciclaggio sono aumentate con la riduzione degli sportelli bancari. Certo, si potrebbe affermare che la riduzione degli sportelli, con l’accentramento delle operazioni in filiali più strutturate, abbia favorito l’aumento delle segnalazioni grazie alla presenza di personale specializzato nel monitoraggio. Tuttavia, pare non azzardato affermare che l’esposizione del sistema bancario al riciclaggio del “denaro sporco” sia favorito dall’anonimato e dalla scarsa conoscenza, anche personale, dei clienti. Alcune attività illecite, infatti, evitano il controllo sociale dei piccoli centri, dove tutti si conoscono ed è più facile che venga notato ciò che è sospetto. Uno dei pilastri dell’attività bancaria, del resto, è la conoscenza del cliente (“know your customer” o “KYC”, cioè, “conosci il tuo cliente”). La concessione di mutui, l’apertura e la gestione di linee di credito e la consulenza sugli investimenti richiedono la conoscenza diretta del cliente e della realtà economica e sociale del territorio. Il taglio degli sportelli, invece, pare dettato dal solo scopo di tagliare i costi nel breve periodo, a tutto vantaggio del conto economico e dei dividendi da distribuire agli azionisti (peraltro, già consistenti, in questi anni), ma sempre nel breve periodo. Lo smantellamento della rete delle filiali, infatti, avrà come conseguenza la perdita di contatto con il tessuto vitale dell’economia locale, con relativa minore qualità del servizio e concreto rischio di perdita di clientela. La desertificazione bancaria, dunque, non giova a nessuno, se non agli azionisti dei grandi gruppi bancari. Nel medio e nel lungo periodo, tuttavia, anche le banche ne risentiranno, e non sarà semplice recuperare il terreno perduto.
Cena di sant'andrea Sportelli bancari desertificazione bancaria chiusura filiali