L'informazione quotidiana in Cuneo e provincia

13 luglio 2026

editoriale

La contraddizione tra i servizi pubblici in declino e i servizi privati che si moltiplicano

17 novembre 2024

Cuneo

Alcuni versi di una poesia di Jorge Luis Borges dal titolo “Istanti” (ma, secondo alcuni, di un autore ignoto e solamente attribuita allo scrittore e poeta argentino) recitano: “Se io potessi vivere un’altra volta la mia vita nella prossima cercherei di fare più errori, non cercherei di essere tanto perfetto, mi negherei di più, sarei meno serio di quanto sono stato, …, avrei più problemi reali e meno immaginari”. Tra le provocazioni e le suggestioni del genio poetico di Borges, l’antitesi tra i problemi reali e quelli immaginari pare particolarmente attuale. Leggendo le notizie, ascoltando alcuni commenti o esaminando proposte e programmi politici o economici pare, qualche volta, che la distinzione tra reale e immaginario tenda a essere piuttosto sfumata. In alcuni casi, addirittura, l’attenzione per ciò che è irrilevante sembra soppiantare quella per i problemi reali. Non si spiega altrimenti il risalto dato alle vicende personali di personaggi del mondo dello spettacolo, per non parlare dello spazio e dei toni che, usualmente, accompagnano le alterne fortune delle squadre di calcio, oppure la “fondamentale” decisione circa l’assegnazione del Pallone d’Oro, il più ambito trofeo calcistico individuale a livello europeo. Tutto questo, però, non rappresenta il vero problema, che si manifesta, invece, quando a non affrontare i problemi seri è la classe politica e dirigente, soprattutto se l’inerzia è la manifestazione dell’incapacità di identificarli come tali. Più in generale, quello che preoccupa cittadini ed elettori, pare essere una certa difficoltà in chi deve prendere le decisioni a ragionare per priorità. Lo stato in cui si trovano sanità, scuola, infrastrutture e trasporto pubblico sono la tangibile conseguenza della perdurante disattenzione per ciò che avrebbe dovuto rappresentare il vertice delle preoccupazioni e delle priorità di chi ha governato. I tempi di percorrenza ferroviaria Cuneo – Torino sono praticamente gli stessi di trent’anni fa, la condizione delle strade della nostra provincia, i collegamenti autostradali, lo stato di non pochi edifici scolastici, ponti e cavalcavia è semplicemente inaccettabile. Più che la sterile ricerca dei responsabili, parrebbe necessario comprendere quali meccanismi si sono inceppati, quali sono le cause e come è possibile ripartire. Volendo dare un contributo a una riflessione indubbiamente complessa, si potrebbe evidenziare un tratto comune tra scuola, sanità, infrastrutture e rete stradale, che consiste nel loro essere tutti beni e servizi pubblici. Non è un dettaglio. Nei decenni del declino dei servizi pubblici, quelli privati sono migliorati in modo sensibile oppure ne sono nati di nuovi. Un esempio lampante è quello della sanità privata, ma se si pensa ai servizi bancari innovativi o a quelli legati agli investimenti e alle nuove tecnologie, il divario suscita una certa impressione. Negli anni Novanta, Satispay, l’home banking, i social network e Google Maps non esistevano neppure. Non si riesce nemmeno a immaginare che cosa potrebbe essere la nostra quotidianità se il salto qualitativo e quantitativo nei servizi pubblici essenziali fosse anche solo paragonabile a quello che c’è stato tra una cabina del telefono a gettoni e uno smartphone dei nostri giorni. Se, dunque, il declino si concentra nell’ambito pubblico, forse, l’ingranaggio che si è bloccato ha a che fare con il senso di appartenenza a una collettività e il desiderio di dare importanza a quello che è di tutti e che è accessibile a tutti. Senza, con ciò, voler negare le molte responsabilità di una classe politica che, negli ultimi decenni, a molti livelli è parsa “distratta”, se si vuole ripartire, forse bisogna farlo dalla ricostruzione di una coscienza civica che sia autenticamente consapevole. Solo per sfiorare due temi delicati ma urgenti, non si possono non menzionare le sempre più necessarie legalità ed equità fiscali e il superamento di una certa indulgenza verso l’intramontabile figura del “furbetto”, in molti ambiti. Si tratta di temi che devono essere affrontati da entrambe le prospettive di governanti e governati. Se è vero, infatti, che i cittadini devono fare la loro parte, è altrettanto vero che una certa classe politica dovrebbe smetterla di assecondare istanze, comportamenti e interessi che nulla hanno a che fare con il bene pubblico ma che, al contrario, sono alla radice del crescente divario tra la qualità offerta dal servizio pubblico e quella dei servizi riservati a chi se lo può permettere.
servizi privati servizi pubblici