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Trasformare le lastre di rame in arte

02 novembre 2024

Cuneo

Cristiana Addis Cristiana Addis è insegnante di arte e immagine presso l’Istituto comprensivo di Chiusa di Pesio - Peveragno e dal 1999 è insegnante di Anatomia Artistica all’Accademia di Belle Arti di Cuneo e dal 2003 titolare del corso di Tecniche Pittoriche. Diplomata al Liceo Artistico Ego Bianchi di Cuneo, si iscrive poi al corso di Pittura del Maestro artista Antonio Carena presso l’Accademia di Belle Arti di Cuneo e nel 1998 ottiene il diploma di laurea con il massimo dei voti.  La sua ricerca artistica è legata ad un uso originale delle lastre di rame che diventano delle vere e proprie tele da cui nascono le sue opere.  Come è iniziato il suo percorso artistico? Nel 1994, quando mi iscrissi all’Accademia di Belle Arti di Cuneo. Nel 1998 mi laureai con lode, e la giunta comunale selezionò un mio progetto per la celebrazione degli 800 anni della città, che mi portò a realizzare un affresco nella sala Vinaj di Palazzo San Giovanni. Fu un’esperienza unica che consolidò il mio legame con la città e con l’arte pubblica. Ha partecipato a diverse mostre, sia in Italia che all’estero. Quali sono state le tappe più significative della sua carriera? Una delle esperienze più importanti è stata sicuramente la partecipazione al progetto “QualItaly” nel 2003, che mi portò a esporre in Australia, a Melbourne, e poi a Torino, al Museo delle Scienze Naturali. Anche quest’anno, il 13 settembre, ho avuto l’onore di esporre un’opera alla Promotrice delle Belle Arti di Torino, un traguardo di cui sono molto fiera. L’utilizzo del rame come supporto principale per le sue opere, una scelta piuttosto originale. La scelta del rame è nata durante le lezioni di Incisione all’università. Mi dispiaceva mettere da parte la lastra di metallo dopo averla usata solo per stampare le incisioni su carta. Così, ho iniziato a trattarla come una tela: la lastra viene lasciata all’esterno, esposta agli elementi naturali, e gli agenti atmosferici creano ossidazioni uniche. A quel punto intervengo io con tecniche miste, in un processo alchemico. Mi piace giocare con gli ossimori visivi: il verde-turchese del rame che si contrappone ai toni caldi del metallo e i segni fluttuanti dell’incisione che trovano armonia. È anche docente: come ha iniziato a insegnare, e cosa la motiva a lavorare con i giovani? Ho iniziato a insegnare grazie alla fiducia che mi ha dato il Direttore dell’Accademia di Belle Arti di Cuneo, Alberto Lucchini, e sua moglie. Mi appassionai subito a questa professione e l’anno seguente vinsi il concorso per l’abilitazione all’insegnamento. Lavorare con gli adolescenti è una sfida, ma è anche un’opportunità incredibile: è l’età migliore per stimolare la creatività. L’arte non solo migliora le prestazioni scolastiche, ma aiuta anche i ragazzi a esprimere emozioni e pensieri difficili da verbalizzare. Come si collega la creatività all’apprendimento nelle scuole? Credo fortemente che l’arte abbia il potere di sviluppare il problem solving, le tecniche utili a risolvere i problemi seguendo delle fasi ben precise, e l’apprendimento visivo. Quando crei, impari a correggere i tuoi errori e ad avere fiducia in te stesso. È un linguaggio universale che permette di esplorare il proprio io interiore. Ecco perché, oltre alle lezioni scolastiche, tengo corsi di tecniche pittoriche per la comunità della mia cittadina. Come diceva Picasso, “l’arte scuote dall’anima la polvere accumulata di tutti i giorni”. Cosa spera di trasmettere attraverso le sue opere e l’insegnamento? Spero di riuscire a trasmettere armonia, bellezza e la capacità di vedere il mondo con occhi diversi, sia attraverso i miei quadri che attraverso il lavoro in classe. L’arte è un linguaggio potente e può fare molto per migliorare il nostro rapporto con noi stessi e con gli altri.
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