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L’incontro con Papa Francesco del salesiano don Albino Ronco

29 giugno 2024

Cuneo

don albino ronco e il papa 2024 L'incontro tra Don Albino Ronco e Papa Francesco in un'immagine trasmessa dal Tg3 “Mi scusi, don Albino Ronco. Ma l’altra sera l’ho vista in televisione, tutto elegante e seduto sulla carrozzella: ma chi era quell’uomo vestito di bianco che si è fermato a parlare con lei?”. Don Albino, con una sonora risata: “Barba Bertu, sei terribile e hai sempre voglia di scherzare! Il nostro è stato un incontro molto casuale. Il Papa veniva nel grande salone dell’Ateneo salesiano (dove vivo) per incontrare i parroci della zona. Lui ha difficoltà nel camminare, è risaputo. Ma c’è un passaggio che dà l’accesso al palco di quella sala, senza barriere architettoniche. La direttrice aveva detto a noi (sei  salesiani con problemi di salute): ‘Chi di voi vuole vedere il Papa, vada sulla strada che Francesco percorrerà con la carrozzella’. E così è stato!”. Come sono stati quei momenti? “Molto belli! Il nostro superiore mi ha presentato, e Papa Francesco gli ha detto: ‘Ma io don Albino lo conosco già!’ ”. Che ha detto al Papa? “Sua Santità, io sono un povero prete e prego per lei. E Francesco mi ha donato una corona del Rosario. Sono stati momenti di tranquilla commozione e sono felice di averlo potuto incontrare da vicino! Papa Francesco mi ha anche dato la sua benedizione”. Oggi don Albino Ronco ha 96 anni di età e non sale più al Santuario mariano di Valmala, dove per 20 anni ha accolto centinaia di pellegrini (“Prendo 15 pillole al giorno!”). Don Albino è molto noto nella ‘Granda’. Anche perché lui si toglie gli occhiali, chiude gli occhi e si concentra: e poi dopo individua i problemi di salute della persona che ha davanti, se il fegato, il cuore o i reni vanno bene. Don Ronco, quando si è accorto di avere dei poteri particolari?   È successo 60 anni fa, per caso. Ho spalmato sulle spalle di un mio confratello malato una pomata, e ho subito individuato dove aveva male: e sono stato un po’ sorpreso di questo.  Qualche episodio curioso? A Roma c’era un seminarista straniero. Aveva mal di pancia: lo guardo e mi accordo che ha una brutta appendicite. Il 20 dicembre va al Gemelli, ma i medici non si accorgono di nulla. Continua ad aver male e torna d’urgenza in ospedale, il 2 gennaio: ‘Ho l’appendicite’ racconta ai sanitari. I medici gli trovano, alla fine, un’appendicite retroflessa, che non dà i sintomi abituali. Avevo fatto la diagnosi giusta!  Lei si considera una persona con poteri particolari? No, molto più semplicemente è un dono che il Signore mi ha fatto. Un dono naturale, così come lo sono l’intelligenza ed il cuore buono. Io sono un pover’uomo e non ho carismi. Spero che il Signore mi prenda così! Ha conosciuto la povertà?   Come era normale per le famiglie povere, anche noi per molti anni siamo vissuti come affittavoli, in varie sistemazioni. I miei si adattavano a fare più lavori.  Il suo cammino?  A 12 anni ho chiesto di poter iniziare la via che mi avrebbe portato ad essere salesiano e sacerdote. Al termine degli studi di Teologia, il 14 luglio 1957 sono stato ordinato sacerdote a Roma, e ho celebrato la mia prima Messa in San Pietro. In quegli anni si progettava di trasferire da Torino a Roma il ‘Pontificio Ateneo Salesiano’ (futura ‘Università Pontificia Salesiana’). I responsabili dell’Ente cercavano tra i giovani laureati chi potesse essere inserito, dopo opportuna preparazione, nel corpo insegnante, e pensarono anche a me. Dal febbraio 1963 al giugno del 2003 sono stato docente di Psicologia generale e di vari altri corsi.   Lei ama il computer? Per circa trenta anni sono stato  il gestore dell’unico computer esistente all’Università Salesiana.  E gli altri impegni, don Albino?  Non ho mai dimenticato che sono principalmente sacerdote salesiano. Ho predicato vari corsi di esercizi spirituali e ho partecipato con dedizione al ministero festivo e al sacramento delle confessioni. Durante le vacanze estive per circa 20 anni ho esercitato una intensa consulenza spirituale a Valmala, un luogo che amo profondamente. Molte volte, sono colpito dalle croci pesanti che tanti uomini e tante donne devono sopportare. E noi preti, se vogliamo avvicinare le persone a Dio, dobbiamo crescere in umanità!. Alla sua età, oggi come si sente?  Ho 96 anni e sono racchiuso in infermeria, ma ricevo tre telefonate al giorno da persone che mi vogliono parlare. Guardando indietro per tutto quanto sono stato ed ho fatto di bene, ringrazio il Signore, la mia famiglia, i tanti santi (salesiani e non) che ho incontrato. Per il male che ho fatto (e soprattutto se ho dato qualche scandalo) chiedo perdono al Signore e ai fratelli, e tutto affido al Padre, che è  amore. E la genzianella di Barba Bertu? È ottima! Così come è ottima la ‘bagna cauda’, che a Roma non conoscono, purtroppo. La genzianella la nascondevo nel mobile della sacrestia del Santuario... perché a don Paolo Gerardi piace molto! Con don Paolo, uomo profondamente buono, ho passato tanti momenti indimenticabili: e non posso che ringraziare lui e il buon Dio, per questo! don albino ronco 2020 Don Albino Ronco
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