cuneo
Sono passati 400 giorni dall’arrivo di Livio Tranchida, dalla direzione dell’Amos a quella del Santa Croce e Carle di Cuneo, prima come commissario poi come direttore generale.
In un anno sono cambiate tante cose, due su tutte: la procedura per il nuovo ospedale è andata avanti ed è in un momento cruciale e il Pnrr altrettanto con la differenza che per il secondo si colgono da subito i frutti, nuova strumentazione, nuovi progetti e dal 1° ottobre i nuovi lavori nella parte storica del Carle di Confreria che comportano traslochi e riorganizzazione e pianificazione di servizi. Ma intanto ci sono altri cambiamenti da una parte e dall’altra i dati incontrovertibili dei numeri. Al Santa Croce arriva il nuovo direttore sanitario dalla Città della Salute di Torino, Lorenzo Angelone, (come anticipato da La Guida, ndr) e alla guida della sanità un nuovo assessore, Federico Riboldi. I numeri invece parlano del Santa Croce di Cuneo come l’unica azienda ospedaliera del Piemonte con un bilancio in attivo.
Tranchida, è passato un anno ma sul personale è cambiato qualcosa?
Direi tanto, abbiamo terminato il fabbisogno di direttori di struttura complessa, ben 10 (di cui 1 per struttura semplice dipartimentale) e, dopo aver trovato una situazione difficile. Nel 2022 diverse selezioni erano andate deserte a differenza di quest’anno segno in cui abbiamo avuto partecipazioni da tutto il Piemonte e da fuori regione. Questo significa che è cambiato il clima, è ritornata la fiducia nell’azienda e si sente anche dall’esterno. 34 concorsi attivati per il personale medico 7 per il profilo sanitario del comparto, 4 per il personale amministrativo e tecnico. Sugli ostetrici abbiamo messo a disposizione la graduatoria per tutta la Regione. Rimangono problemi per alcuni specialisti medici ma sono difficoltà di sistema e il problema infermieri.
E il caso di Arianna Vitale che se ne è andata da direttore di presidio dopo nemmeno sei mesi?
La dottoressa Vitale ha lasciato per motivi personali. Ha lavorato bene portando avanti cambiamenti e riscostruendo una bella équipe. Oggi Gianluigi Guano, che oltre a indiscutibili conoscenze e competenze ha anche due caratteristiche fondamentali cioè sa ascoltare e comunicare, ha accettato la mia proposta di prenderne le funzioni e accompagnare il passaggio verso la selezione di un nuovo direttore per l’autunno.
Il grande concorso degli infermieri di Azienda Zero, siete arrivati a una soluzione?
Sul concorso, il Tar ha ritenuto di anticipare a novembre la discussione di merito circa quanto lamentato dai ricorrenti. Non c’è sospensiva. Siamo in contatto con Azienda Zero e ci stiamo attivando per avviare la procedura di assunzioni con modalità uniformi con le altre Aziende sanitarie piemontesi. Abbiamo aggiornato anche il fabbisogno interno che è salito, sono 34 unità in più oltre il turn over ordinario (pensionamenti, mobilità, dimissioni). È un lavoro di coordinamento con le altre aziende per evitare di metterci in difficoltà reciprocamente e con i sindacati informati passo dopo passo.
Cuneo sarà anche più attrattiva ma tanti se ne vanno, perché?
Sia chiaro, essere attrattivi non vuol dire che si possano bloccare le mobilità di alcune figure da Cuneo ad altri ospedali soprattutto del territorio. Perché ci sono figure che, volendo giustamente puntare a percorsi di carriera manageriale e gestionale, partecipano a selezioni al di fuori del Santa Croce. Non è un caso che quasi sempre vincano e per noi è positivo, perché significa che formiamo ottimi professionisti e riusciamo ad esportare figure cresciute, mi piace spesso dire, “a pane e Santa Croce”. In questo modo contribuiamo a rafforzare gli altri presidi ospedalieri presenti sul territorio, potenziandone la rete. Anzi è un processo che dobbiamo sempre più implementare per migliorare la qualità delle risposte ai bisogni di salute del territorio.
Non sarebbe meglio un’unica azienda sanitaria della provincia?
Non spetta a me dirlo, in quanto competenza esclusiva della Regione. Noi abbiamo il dovere di possiamo parlare e lavorare in modo integrato con le altre Aziende sanitarie, al fine di rendere maggiormente “efficace ed efficiente” la risposta ai crescenti bisogni di salute della popolazione, coerentemente con la nostra mission di hub provinciale, il cui focus sono gli interventi di alta complessità a basso flusso.
Non mi sembra che l’hub di Cuneo abbia un basso flusso stando ai numeri?
La nostra produzione, cioè il complesso delle attività messe in campo per rispondere alle esigenze di salute, è molto alta. Un parametro fondamentale indicato dalla Regione è la produzione “pre-pandemica”, cioè nel 2019. Il nostro ospedale già nel 2023 ha superato la produzione registrata nel 2019; il trend positivo prosegue anche quest’anno: nei primi cinque mesi la produzione è pari al 105,7% rispetto ai volumi pre-pandemici. Non siamo al picco ma siamo ai massimi regimi con le macchine. Tutto è reso possibile grazie a medici, infermieri e a un clima aziendale cambiato. Proprio per questo, ho scelto di spostare il mio ufficio principale al primo piano dell’ospedale Santa Croce per garantire una più tangibile prossimità e vicinanza con medici, infermieri, tecnici sanitari e tutto il personale che opera all’interno dell’Azienda. Anche l’iniziativa della “colazione con il commissario”, che ho proseguito come direttore generale, costituisce una manifestazione di vicinanza, che mi ha permesso, girando quotidianamente in tutti i reparti, l’ascolto e il confronto, in un clima informale, con gli operatori sanitari. Questa modalità consente di individuare soluzioni adeguate a problemi puntuali.
Bisogna anche dire che, se da una parte il Santa Croce è l’hub di riferimento provinciale, dall’altra è anche storicamente considerato l’ospedale di Cuneo. Per questo motivo, il nostro ospedale risponde a bisogni di salute di bassa complessità. La chirurgia ambulatoriale complessa è cresciuta in modo esponenziale negli ultimi anni: per questo motivo, studiando un modello organizzativo diverso, che individui flussi e percorsi diversi tra day hospital ed elezione a beneficio dell’utenza.
Ci può dare dei numeri?
I ricoveri nel 2023 sono stati 28.895, di cui 7.686 in day surgery, in forte crescita. Gli interventi chirurgici sono stati 33.625, di cui 3.560 di alta complessità (+8% rispetto al 2019). Siamo il secondo punto nascita del Piemonte, dopo il Sant’Anna di Torino, con 1.707 parti, la metà delle nascite di tutta la Provincia. Siamo attrattivi per la sicurezza e la professionalità messi in campo e gli unici sul territorio a praticare la partoanalgesia 24 ore su 24. La percentuale dei cesarei rispetto al numero dei parti e ben a di sotto della media nazionale. All’ospedale di Cuneo la “glaciazione demografica” non si sente. La radiologia conta 38.806 esami in un anno: 19.636 Tac, 10.937 ecografie, 7.390 risonanze. Dati incredibili, uno sforzo immane. Gli accessi al Dea, unico di secondo livello, sono 64.254, di cui il 54% con codice bianco o codice verde. Volumi da città metropolitana, che a volte creano disagi e lunghe attese per i pazienti: tuttavia, il dottor Giuseppe Lauria e la sua equipe rispondono a tutti grazie a un modello organizzativo performante e a un clima lavorativo di coesione e collaborazione.
Ma sulle liste di attesa? Qualche risposta l’avete data anche a noi pazienti?
Le iniziative messe in campo hanno contribuito ad alleggerire le liste di attesa, incrementando gli slot, ovvero le disponibilità di esami e ambulatori, del 20-30% soprattutto in aree molto critiche come la radiodiagnostica. Dall’anno scorso siamo stati i primi a lavorare fino alle 23 del venerdì e anche il sabato mattina, grazie alla disponibilità del personale sanitario e a una revisione del modello organizzativo.
Non sarebbe necessaria una riorganizzazione per tutti. Se il Santa Croce aumenta la disponibilità ma gli altri ospedali chiudono i servizi e riducono gli orari, a perderci è sempre il paziente?
Il sistema sanitario ha una grande criticità sistemica: la sanità italiana è infatti la meno finanziata tra quelle relative ai paesi più evoluti. Basta ricordare che il sistema sanitario anglossassone, molto simile al nostro, ha a disposizione risorse finanziarie pari al 9% del Pil nazionale. L’Italia destina alla sanità soltanto il 6,3% del suo Pil. Per questo motivo, la leva organizzativa è uno strumento necessario.
E il Pnrr non è una bella opportunità, ma a che punto siamo?
La nostra Azienda ha ottenuto oltre 8 milioni di euro per il rinnovo delle grandi apparecchiature: buona parte di queste sono già state installate e in funzione, mentre le altre sono in linea con il cronoprogramma o addirittura in anticipo. è il caso del secondo acceleratore lineare per radioterapia ed entrerà in funzione non a ottobre ma a luglio; la Tesla 3 è già al collaudo e si procede alla formazione del personale; tanti macchinari sono già stati attivati e la Pet regalataci dalla Fondazione Ospedale è in fase di completamento. Tutte le nuove grandi apparecchiature saranno funzionanti entro la fine dell’anno.
Garantisce che non ci saranno chiusure di servizi con i lavori al Carle che inizieranno il 1° ottobre per l’antisismica nella parte storica del nosocomio?
Certamente il trasloco dal Carle è un lavoro enorme ma un impegno fondamentale. Iniziano i lavori del Pnrr per 5,6 milioni di euro e vuol dire liberare tutti quegli spazi e trasferirli (neuropsichiatrica infantile, ambulatori, uffici, libera professione, mammografia). Un’operazione enorme possibile solo se si pensa a un nuovo modello organizzativo in un ospedale degli anni Sessanta con nuovi percorsi e spazi. Che porterà anche alla riunificazione della medicina al 5° piano da settembre secondo gli indirizzi forniti dal direttore della struttura dottor Fenoglio. Questa è la dimostrazione che un’organizzazione complessa come un ospedale deve saper cogliere da una criticità organizzativa un’opportunità di cambiamento.
Avete consegnato un bilancio con segno più, gli unici in tutta la Regione?
Il bilancio 2023 è stato adottato, con parere favorevole del Collegio sindacale, con un utile di 286.779 euro con un accantonamento di 1.617.690 euro per interventi di manutenzione straordinaria che il Santa Croce ha bisogno. Al lordo di tale accantonamento, l’utile avrebbe sfiorato i 2 milioni.
Cuneo è l’eccezione ma se il bilancio della sanità regionale va a rotoli, compreso i bilanci con segno meno delle due Asl del territorio?
Guardo alla nostra azienda non posso rispondere per altri. Posso solo dire che le modalità di finanziamento delle aziende ospedaliere e delle aziende sanitarie locali (Asl) è diverso. Il nostro è un trend positivo anche per questo inizio 2024. Ribadisco ancora una volta che la qualità delle prestazioni di un ospedale non si misura esclusivamente in ragione del risultato di bilancio: certamente, avere i conti in ordine è uno strumento indispensabile per raggiungere il vero obiettivo, che è dare risposte ai bisogni di salute della popolazione. Il Santa Croce risponde meglio ai bisogni di salute: sono quadruplicati interventi di tumori della donna (all’ovaio e utero passati da 64 a 218 casi), una crescita che è diffusa. Sull’attenzione alla donna abbiamo deciso di investire in tempo e personale (l’arrivo di Bonomi non è un caso con un grande professionista che ha scelto Cuneo dall’Inghilterra). La percezione si professionalità e sicurezza è positiva nella gente: gli accessi al Cas sono passati da uno a settimana a 8/9.
Quale rapporto c’è oggi tra l’azienda e la Fondazione Ospedale?
Grazie alla Fondazione avremo preso una seconda Pet, che raddoppierà gli interventi da 3 a circa 6 mila l’anno. Ringrazio la Fondazione e la sua presidente Silvia Merlo, perché i tempi di raccolta dei fondi sono stati eccezionali. Ma con questa Fondazione oggi è evidente un cambia-mento di parametri e di rapporti: non è più un bancomat per noi, ma un ente con il quale si affrontano in maniera sinergica tematiche che vanno dalla formazione e divulgazione del sapere all’acquisizione di nuove tecnologie e, un domani, chissà, anche di ricerca. Grazie alla Fondazione, nel prossimo futuro il nostro ospedale e più in generale la città avrà un campus per gli specializzandi che oggi in Azienda sono circa 100.
Arriva il nuovo direttore sanitario?
È di martedì la pubblicazione della delibera (anticipata da La Guida la scorsa settimana, ndr): Lorenzo Angelone, che conosco da anni, è un professionista con grande esperienza, viene dalla più grande azienda ospedaliera pubblica italiana che è la Città della Salute di Torino ed è l’uomo giusto per accompagnare una trasformazione che Cuneo ha in atto. Ha accettato la sfida e il progetto. Un ringraziamento va al collega Giovanni La Valle, che ha facilitato e accelerato questo passaggio. Ringrazio Giuseppe Coletta per questo anno in cui ha fatto tanto: è stato fondamentale avere accanto un professionista che, con le sue capacità e l’esperienza maturata in questa azienda da quasi 40 anni, ha saputo accompagnarmi sia nella fase commissariale, sia dopo l’incarico da direttore generale.
Dunque Tranchida rimane a Cuneo?
Certo, mai messo in dubbio il mio impegno.
Tra le nuove sfide di Angelone ci sarà anche quella del nuovo ospedale di cui, causa tregua elettorale, non si sa più nulla. Si fa o non si fa?
Il procedimento va avanti regolarmente: abbiamo acquisito entro il 30 aprile dal proponente il nuovo Piano economico finanziario e il nuovo Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica, aggiornati secondo quanto previsto dal nuovo codice degli appalti pubblici e nel mese di maggio l’advisor Bocconi, il gruppo di lavoro interno e l’Ausl Emilia Romagna hanno ultimato le valutazioni. Tutto è stato trasmesso alla Regione, alla quale sono stati illustrati gli esiti dell’istruttoria nell’incontro avvenuto il 12 giugno scorso. L’istruttoria procede dunque secondo il cronoprogramma definito a ottobre dello scorso anno.
Il Santa Croce e Carle tra record, traslochi ed attese
29 giugno 2024
Cuneo
Sono passati 400 giorni dall’arrivo di Livio Tranchida, dalla direzione dell’Amos a quella del Santa Croce e Carle di Cuneo, prima come commissario poi come direttore generale.
In un anno sono cambiate tante cose, due su tutte: la procedura per il nuovo ospedale è andata avanti ed è in un momento cruciale e il Pnrr altrettanto con la differenza che per il secondo si colgono da subito i frutti, nuova strumentazione, nuovi progetti e dal 1° ottobre i nuovi lavori nella parte storica del Carle di Confreria che comportano traslochi e riorganizzazione e pianificazione di servizi. Ma intanto ci sono altri cambiamenti da una parte e dall’altra i dati incontrovertibili dei numeri. Al Santa Croce arriva il nuovo direttore sanitario dalla Città della Salute di Torino, Lorenzo Angelone, (come anticipato da La Guida, ndr) e alla guida della sanità un nuovo assessore, Federico Riboldi. I numeri invece parlano del Santa Croce di Cuneo come l’unica azienda ospedaliera del Piemonte con un bilancio in attivo.
Tranchida, è passato un anno ma sul personale è cambiato qualcosa?
Direi tanto, abbiamo terminato il fabbisogno di direttori di struttura complessa, ben 10 (di cui 1 per struttura semplice dipartimentale) e, dopo aver trovato una situazione difficile. Nel 2022 diverse selezioni erano andate deserte a differenza di quest’anno segno in cui abbiamo avuto partecipazioni da tutto il Piemonte e da fuori regione. Questo significa che è cambiato il clima, è ritornata la fiducia nell’azienda e si sente anche dall’esterno. 34 concorsi attivati per il personale medico 7 per il profilo sanitario del comparto, 4 per il personale amministrativo e tecnico. Sugli ostetrici abbiamo messo a disposizione la graduatoria per tutta la Regione. Rimangono problemi per alcuni specialisti medici ma sono difficoltà di sistema e il problema infermieri.
E il caso di Arianna Vitale che se ne è andata da direttore di presidio dopo nemmeno sei mesi?
La dottoressa Vitale ha lasciato per motivi personali. Ha lavorato bene portando avanti cambiamenti e riscostruendo una bella équipe. Oggi Gianluigi Guano, che oltre a indiscutibili conoscenze e competenze ha anche due caratteristiche fondamentali cioè sa ascoltare e comunicare, ha accettato la mia proposta di prenderne le funzioni e accompagnare il passaggio verso la selezione di un nuovo direttore per l’autunno.
Il grande concorso degli infermieri di Azienda Zero, siete arrivati a una soluzione?
Sul concorso, il Tar ha ritenuto di anticipare a novembre la discussione di merito circa quanto lamentato dai ricorrenti. Non c’è sospensiva. Siamo in contatto con Azienda Zero e ci stiamo attivando per avviare la procedura di assunzioni con modalità uniformi con le altre Aziende sanitarie piemontesi. Abbiamo aggiornato anche il fabbisogno interno che è salito, sono 34 unità in più oltre il turn over ordinario (pensionamenti, mobilità, dimissioni). È un lavoro di coordinamento con le altre aziende per evitare di metterci in difficoltà reciprocamente e con i sindacati informati passo dopo passo.
Cuneo sarà anche più attrattiva ma tanti se ne vanno, perché?
Sia chiaro, essere attrattivi non vuol dire che si possano bloccare le mobilità di alcune figure da Cuneo ad altri ospedali soprattutto del territorio. Perché ci sono figure che, volendo giustamente puntare a percorsi di carriera manageriale e gestionale, partecipano a selezioni al di fuori del Santa Croce. Non è un caso che quasi sempre vincano e per noi è positivo, perché significa che formiamo ottimi professionisti e riusciamo ad esportare figure cresciute, mi piace spesso dire, “a pane e Santa Croce”. In questo modo contribuiamo a rafforzare gli altri presidi ospedalieri presenti sul territorio, potenziandone la rete. Anzi è un processo che dobbiamo sempre più implementare per migliorare la qualità delle risposte ai bisogni di salute del territorio.
Non sarebbe meglio un’unica azienda sanitaria della provincia?
Non spetta a me dirlo, in quanto competenza esclusiva della Regione. Noi abbiamo il dovere di possiamo parlare e lavorare in modo integrato con le altre Aziende sanitarie, al fine di rendere maggiormente “efficace ed efficiente” la risposta ai crescenti bisogni di salute della popolazione, coerentemente con la nostra mission di hub provinciale, il cui focus sono gli interventi di alta complessità a basso flusso.
Non mi sembra che l’hub di Cuneo abbia un basso flusso stando ai numeri?
La nostra produzione, cioè il complesso delle attività messe in campo per rispondere alle esigenze di salute, è molto alta. Un parametro fondamentale indicato dalla Regione è la produzione “pre-pandemica”, cioè nel 2019. Il nostro ospedale già nel 2023 ha superato la produzione registrata nel 2019; il trend positivo prosegue anche quest’anno: nei primi cinque mesi la produzione è pari al 105,7% rispetto ai volumi pre-pandemici. Non siamo al picco ma siamo ai massimi regimi con le macchine. Tutto è reso possibile grazie a medici, infermieri e a un clima aziendale cambiato. Proprio per questo, ho scelto di spostare il mio ufficio principale al primo piano dell’ospedale Santa Croce per garantire una più tangibile prossimità e vicinanza con medici, infermieri, tecnici sanitari e tutto il personale che opera all’interno dell’Azienda. Anche l’iniziativa della “colazione con il commissario”, che ho proseguito come direttore generale, costituisce una manifestazione di vicinanza, che mi ha permesso, girando quotidianamente in tutti i reparti, l’ascolto e il confronto, in un clima informale, con gli operatori sanitari. Questa modalità consente di individuare soluzioni adeguate a problemi puntuali.
Bisogna anche dire che, se da una parte il Santa Croce è l’hub di riferimento provinciale, dall’altra è anche storicamente considerato l’ospedale di Cuneo. Per questo motivo, il nostro ospedale risponde a bisogni di salute di bassa complessità. La chirurgia ambulatoriale complessa è cresciuta in modo esponenziale negli ultimi anni: per questo motivo, studiando un modello organizzativo diverso, che individui flussi e percorsi diversi tra day hospital ed elezione a beneficio dell’utenza.
Ci può dare dei numeri?
I ricoveri nel 2023 sono stati 28.895, di cui 7.686 in day surgery, in forte crescita. Gli interventi chirurgici sono stati 33.625, di cui 3.560 di alta complessità (+8% rispetto al 2019). Siamo il secondo punto nascita del Piemonte, dopo il Sant’Anna di Torino, con 1.707 parti, la metà delle nascite di tutta la Provincia. Siamo attrattivi per la sicurezza e la professionalità messi in campo e gli unici sul territorio a praticare la partoanalgesia 24 ore su 24. La percentuale dei cesarei rispetto al numero dei parti e ben a di sotto della media nazionale. All’ospedale di Cuneo la “glaciazione demografica” non si sente. La radiologia conta 38.806 esami in un anno: 19.636 Tac, 10.937 ecografie, 7.390 risonanze. Dati incredibili, uno sforzo immane. Gli accessi al Dea, unico di secondo livello, sono 64.254, di cui il 54% con codice bianco o codice verde. Volumi da città metropolitana, che a volte creano disagi e lunghe attese per i pazienti: tuttavia, il dottor Giuseppe Lauria e la sua equipe rispondono a tutti grazie a un modello organizzativo performante e a un clima lavorativo di coesione e collaborazione.
Ma sulle liste di attesa? Qualche risposta l’avete data anche a noi pazienti?
Le iniziative messe in campo hanno contribuito ad alleggerire le liste di attesa, incrementando gli slot, ovvero le disponibilità di esami e ambulatori, del 20-30% soprattutto in aree molto critiche come la radiodiagnostica. Dall’anno scorso siamo stati i primi a lavorare fino alle 23 del venerdì e anche il sabato mattina, grazie alla disponibilità del personale sanitario e a una revisione del modello organizzativo.
Non sarebbe necessaria una riorganizzazione per tutti. Se il Santa Croce aumenta la disponibilità ma gli altri ospedali chiudono i servizi e riducono gli orari, a perderci è sempre il paziente?
Il sistema sanitario ha una grande criticità sistemica: la sanità italiana è infatti la meno finanziata tra quelle relative ai paesi più evoluti. Basta ricordare che il sistema sanitario anglossassone, molto simile al nostro, ha a disposizione risorse finanziarie pari al 9% del Pil nazionale. L’Italia destina alla sanità soltanto il 6,3% del suo Pil. Per questo motivo, la leva organizzativa è uno strumento necessario.
E il Pnrr non è una bella opportunità, ma a che punto siamo?
La nostra Azienda ha ottenuto oltre 8 milioni di euro per il rinnovo delle grandi apparecchiature: buona parte di queste sono già state installate e in funzione, mentre le altre sono in linea con il cronoprogramma o addirittura in anticipo. è il caso del secondo acceleratore lineare per radioterapia ed entrerà in funzione non a ottobre ma a luglio; la Tesla 3 è già al collaudo e si procede alla formazione del personale; tanti macchinari sono già stati attivati e la Pet regalataci dalla Fondazione Ospedale è in fase di completamento. Tutte le nuove grandi apparecchiature saranno funzionanti entro la fine dell’anno.
Garantisce che non ci saranno chiusure di servizi con i lavori al Carle che inizieranno il 1° ottobre per l’antisismica nella parte storica del nosocomio?
Certamente il trasloco dal Carle è un lavoro enorme ma un impegno fondamentale. Iniziano i lavori del Pnrr per 5,6 milioni di euro e vuol dire liberare tutti quegli spazi e trasferirli (neuropsichiatrica infantile, ambulatori, uffici, libera professione, mammografia). Un’operazione enorme possibile solo se si pensa a un nuovo modello organizzativo in un ospedale degli anni Sessanta con nuovi percorsi e spazi. Che porterà anche alla riunificazione della medicina al 5° piano da settembre secondo gli indirizzi forniti dal direttore della struttura dottor Fenoglio. Questa è la dimostrazione che un’organizzazione complessa come un ospedale deve saper cogliere da una criticità organizzativa un’opportunità di cambiamento.
Avete consegnato un bilancio con segno più, gli unici in tutta la Regione?
Il bilancio 2023 è stato adottato, con parere favorevole del Collegio sindacale, con un utile di 286.779 euro con un accantonamento di 1.617.690 euro per interventi di manutenzione straordinaria che il Santa Croce ha bisogno. Al lordo di tale accantonamento, l’utile avrebbe sfiorato i 2 milioni.
Cuneo è l’eccezione ma se il bilancio della sanità regionale va a rotoli, compreso i bilanci con segno meno delle due Asl del territorio?
Guardo alla nostra azienda non posso rispondere per altri. Posso solo dire che le modalità di finanziamento delle aziende ospedaliere e delle aziende sanitarie locali (Asl) è diverso. Il nostro è un trend positivo anche per questo inizio 2024. Ribadisco ancora una volta che la qualità delle prestazioni di un ospedale non si misura esclusivamente in ragione del risultato di bilancio: certamente, avere i conti in ordine è uno strumento indispensabile per raggiungere il vero obiettivo, che è dare risposte ai bisogni di salute della popolazione. Il Santa Croce risponde meglio ai bisogni di salute: sono quadruplicati interventi di tumori della donna (all’ovaio e utero passati da 64 a 218 casi), una crescita che è diffusa. Sull’attenzione alla donna abbiamo deciso di investire in tempo e personale (l’arrivo di Bonomi non è un caso con un grande professionista che ha scelto Cuneo dall’Inghilterra). La percezione si professionalità e sicurezza è positiva nella gente: gli accessi al Cas sono passati da uno a settimana a 8/9.
Quale rapporto c’è oggi tra l’azienda e la Fondazione Ospedale?
Grazie alla Fondazione avremo preso una seconda Pet, che raddoppierà gli interventi da 3 a circa 6 mila l’anno. Ringrazio la Fondazione e la sua presidente Silvia Merlo, perché i tempi di raccolta dei fondi sono stati eccezionali. Ma con questa Fondazione oggi è evidente un cambia-mento di parametri e di rapporti: non è più un bancomat per noi, ma un ente con il quale si affrontano in maniera sinergica tematiche che vanno dalla formazione e divulgazione del sapere all’acquisizione di nuove tecnologie e, un domani, chissà, anche di ricerca. Grazie alla Fondazione, nel prossimo futuro il nostro ospedale e più in generale la città avrà un campus per gli specializzandi che oggi in Azienda sono circa 100.
Arriva il nuovo direttore sanitario?
È di martedì la pubblicazione della delibera (anticipata da La Guida la scorsa settimana, ndr): Lorenzo Angelone, che conosco da anni, è un professionista con grande esperienza, viene dalla più grande azienda ospedaliera pubblica italiana che è la Città della Salute di Torino ed è l’uomo giusto per accompagnare una trasformazione che Cuneo ha in atto. Ha accettato la sfida e il progetto. Un ringraziamento va al collega Giovanni La Valle, che ha facilitato e accelerato questo passaggio. Ringrazio Giuseppe Coletta per questo anno in cui ha fatto tanto: è stato fondamentale avere accanto un professionista che, con le sue capacità e l’esperienza maturata in questa azienda da quasi 40 anni, ha saputo accompagnarmi sia nella fase commissariale, sia dopo l’incarico da direttore generale.
Dunque Tranchida rimane a Cuneo?
Certo, mai messo in dubbio il mio impegno.
Tra le nuove sfide di Angelone ci sarà anche quella del nuovo ospedale di cui, causa tregua elettorale, non si sa più nulla. Si fa o non si fa?
Il procedimento va avanti regolarmente: abbiamo acquisito entro il 30 aprile dal proponente il nuovo Piano economico finanziario e il nuovo Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica, aggiornati secondo quanto previsto dal nuovo codice degli appalti pubblici e nel mese di maggio l’advisor Bocconi, il gruppo di lavoro interno e l’Ausl Emilia Romagna hanno ultimato le valutazioni. Tutto è stato trasmesso alla Regione, alla quale sono stati illustrati gli esiti dell’istruttoria nell’incontro avvenuto il 12 giugno scorso. L’istruttoria procede dunque secondo il cronoprogramma definito a ottobre dello scorso anno.