editoriale

Coltivare

09 giugno 2024

Cuneo

pianta che cresce (foto Pixabay) (foto Pixabay) Si dice “coltivare le relazioni”. Perché si coltivano: come l’orto, i frutti, i fiori e le piante. Fioriscono, fruttificano, prosperano, se ci sono condizioni, dedizione, capacità di proteggerle. L’etimologia ci viene in aiuto. In latino coltivare si dice “colere” che ha anche il significato di “onorare, prendersi cura, trattare con riguardo”. Le relazioni di cui parliamo non sono quelle dell’interesse economico, politico, professionale, ma quelle che diventano spazi dell’essere e del crescere. Richiedonosintonia - il risuonare alla stessa frequenza - confidenza, vale a dire il fidarsi vicendevole e ben riposto, accoglienza, consapevolezza del dono. Si impara a riconoscerle, dando credito al proprio sistema percettivo e all’esperienza accumulata, legittimando il fatto che le relazioni non sono tutte uguali, che occorre imparare a distinguere l’essere dall’apparire, facendo tesoro di errori di valutazione, cadute, delusioni. A chi non è capitato di consegnare la propria sensibilità a qualcuno che se n’è servito per procurarsi un vantaggio personale? A chi non è capitato di deludere? Conta imparare a riconoscere quello che ci corrisponde da quello che invece no.  Avere in rubrica almeno due numeri da chiamare per ricevere e offrire un confronto e un conforto necessari, nutriti di parole in libertà e a cuore aperto, e dell’attesa fiduciosa che quanto arriverà dall’interlocutore sarà buono e adatto, fosse anche solo un ascolto rispettoso, fa parte del kit di sopravvivenza, da non considerare un optional. Relazioni così sono fattori di protezione dal male di vivere, dal profondo senso di solitudine, che è la vera malattia di questo momento storico segnato da competizione, narcisismo, aridità affettiva, ricerca dell’utile. Puoi essere l’uomo più potente del mondo, ma fragilissimo nella tua solitudine esistenziale, se hai dimenticato che il tesoro è là dove sta il tuo cuore. Il navigatore satellitare di cui abbiamo bisogno è quello che ci aiuta a mappare i percorsi del cuore, per sapere dove si trova il nostro e prima ancora per ricordarci di averne uno.
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