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Cinque anni difficili, per la sanità non sono annunci

05 aprile 2024

Cuneo

Alberto Cirio Cuneo - Alberto Cirio, 51 anni, albese, è il presidente della Regione Piemonte uscente. Si ricandida per il secondo mandato con il centrodestra. Fa politica da sempre. A 22 anni è vicesindaco di Alba, in forza alla Lega, e da allora ha ricoperto molti ruoli, tra cui presidente dell’Ente Fiera internazionale del Tartufo Bianco d’Alba per quasi 10 anni. Nel 2005 è stato eletto per la prima volta in consiglio regionale per Forza Italia a cui era intanto approdato, poi rieletto nel 2010, risultando il candidato più votato in Piemonte e nominato da Roberto Cota assessore regionale all’istruzione, turismo e sport. Nel 2014 viene eletto al Parlamento europeo dove rimane per un mandato fino all’elezione nel 2019 a governatore del Piemonte, vincendo su Sergio Chiamparino. Da 30 anni ha incarichi amministrativi, ma come è stato fare cinque anni da presidente di Regione? Essere il presidente del Piemonte è stata senza dubbio la cosa più bella e anche più difficile che ho affrontato. Ero presidente da pochi mesi quando è arrivata la pandemia che ha sconvolto le vite di tutti, messo in ginocchio l’economia e costretto gli ospedali e il sistema sanitario a uno sforzo senza precedenti. Sono stati momenti complicati. Per chi come me ama la propria terra, non c’è niente di più bello che potersene occupare.  È questa la cosa di cui va più fiero in questa legislatura? Il Piemonte è stata la Regione presa a modello per la campagna vaccinale. Siamo riusciti, grazie a un metodo scientifico, allo sforzo colossale del nostro sistema sanitario e alla disponibilità dei piemontesi, a somministrare oltre 11 milioni di vaccini. Un risultato straordinario che ci ha aiutato ad uscire prima di altri dalla pandemia e poter applicare prima di altri ciò che il Covid ci ha insegnato e cioè che la sanità deve essere il primo tema. Durante la pandemia abbiamo pagato i tagli degli ultimi 20 anni sulla sanità, che non hanno colore politico, hanno solo il colore dell’inconsistenza politica, perché per anni si è pensato che sulla sanità si potesse non investire. Il Covid ci ha tristemente aperto gli occhi e noi, appena abbiamo potuto, abbiamo cercato di invertire la tendenza per quanto riguarda l’edilizia sanitaria, il personale e i posti letto. Nel 2014 lavoravano in Piemonte 54.967 persone nella sanità. Dopo 5 anni di governo del centrosinistra erano oltre 400 in meno. A fine del 2023 il numero dei dipendenti in sanità è cresciuto a 56.609 unità, oltre 2 mila in più rispetto al 2019. Questo risultato è anche il primo frutto dell’accordo sottoscritto con i sindacati, e grazie allo stanziamento straordinario di 56 milioni di euro all’anno ha già permesso di assumere, al 31 dicembre 2023, 250 persone per arrivare a 2.000 entro dicembre 2024. Anche il dato sui posti letto certifica il cambio di passo. Nel 2014 in Piemonte c’erano 17.992 posti letto, nel 2019 erano scesi a 16.429. E oggi sono 17.810: 1.400 posti letto in più. Anche sul fronte delle infrastrutture abbiamo fatto molto, le tante che abbiamo trovate ferme e che abbiamo sbloccato, a partire dalla Tav e dall’Asti-Cuneo, oltre al lavoro che abbiamo fatto per riportare il Piemonte al centro delle politiche nazionali e internazionali. Quel senso di abbandono di cui il Piemonte ha spesso sofferto in passato, è finito: anche grazie ai rapporti con il governo che dimostra grande attenzione verso il nostro territorio, il Piemonte è tornato centrale. Che cosa invece non le è piaciuto o avrebbe voluto fare e non è riuscito? Il nostro è stato un mandato complicato, compromesso per i primi due anni e mezzo dalla pandemia. E quindi mi è spiaciuto non riuscire, in quei tanti mesi, a programmare, perché tutte le nostre energie e le nostre priorità sono state concentrate sulla pandemia. Per questo ho deciso di ricandidarmi e ringrazio la coalizione per il sostegno, perché avremo l’opportunità, se i piemontesi ci accorderanno ancora la loro fiducia, di portare a completamento le tante cose che abbiamo iniziato. Mi piace spesso ricordare il messaggio del fondatore degli scout, Baden Powell: Cercate di lasciare questo mondo un po’ migliore di come l’avete trovato. È partito dalla sanità. Ma è davvero sicuro di aver cambiato passo. Ogni settimana è un annuncio dal grattacielo di Torino, la nuova sede del governo regionale: ospedali nuovi, successi, fondi, aiuti, investimenti… eppure le liste di attesa sono sempre più lunghe, le prenotazioni non si possono neppure fare, e i medici lasciano il pubblico per il privato. C’è qualcosa che non va? Non sono annunci, sono tasselli che aggiungiamo, uno dopo l’altro, a un lavoro enorme che stiamo facendo per invertire la rotta dopo anni in cui in sanità ci sono stati solo tagli, zero assunzioni e zero investimenti. Sulle liste d’attesa, solo nel 2024, investiamo 50 milioni di euro, tra risorse regionali e nazionali, per dare un’ulteriore spinta al piano di recupero delle prestazioni e dei tempi di attesa, in particolare per le prestazioni P, ovvero programmabili, perché il recupero delle U,B e D, ovvero le visite e prestazioni più urgenti, è avvenuto ed è stato anche certificato dalla Corte dei Conti.  Il suo conterraneo Ivano Martinetti, che forse sarà il candidato presidente dei 5 Stelle, dice che sugli ospedali avete annunciato tanti progetti ma nessun cantiere: ha ragione? Forse Martinetti non è mai stato a Verduno, che abbiamo completato dopo che per anni i cantieri erano rimasti fermi. L’abbiamo sbloccato in piena pandemia e lì abbiamo curato i pazienti Covid di tutto il Piemonte. O forse non è stato ad Alessandria dove sono in corso i cantieri per l’ospedale pediatrico, per la messa in sicurezza, interventi antisismici e la realizzazione del nuovo blocco operatorio. Il Piemonte, dopo anni di immobilismo ha varato un piano di investimenti in edilizia sanitaria che vale oltre 4,3 miliardi di euro per ospedali, case di comunità, ambulatori, interventi di messa in sicurezza e rigenerazione. Si parte dai progetti e ci vuol del tempo per vedere i mattoni, ma il percorso è avviato. Basta citare le gare di progettazione dell’ospedale di Savigliano; il progetto che va avanti per l’ospedale di Cuneo; gli interventi di rigenerazione dei vecchi ospedali di Alba e Bra che sono finanziati e l’azienda sanitaria sta definendo i progetti di fattibilità tecnica e economica da mandare in gara. Per quanto riguarda il resto  E nel resto del Piemonte, abbiamo fatto ripartire la gara per il parco della Salute di Torino, sono in corso le progettazioni per gli ospedali di Torino nord, Cambiano, Ivrea, Verbania, Domodossola, per Alessandria stiamo analizzando il parere di Agenas, per capire quale sia la forma di finanziamento più adeguata. Per quanto riguarda le opere del Pnrr, la Corte dei Conti ha certificato l’avanzamento degli interventi che è più alto della media nazionale.  Tra lei e l’assessore alla sanità Icardi non è stato un idillio in questo cinque anni. Lui ha dato colpa al fatto che siete “due langhetti con poca pazienza”, ma ha sottolineato che è stata la Lega con 7 assessori su 11 a governare in questi anni. È così? Con l’assessore Icardi abbiamo vissuto i tempi durissimi della pandemia e come sempre quando si affrontano questioni difficili possono esserci diversità di vedute, ma all’interno della giunta abbiamo sempre collaborato, così come sono stati all’insegna della collaborazione e dell’unità anche i confronti tra i partiti della maggioranza. E ci tengo a sottolinearlo: la coalizione è stata forte, uniti perché crediamo nelle stesse cose, non sempre con lo stesso pensiero per fortuna ma con una matrice comune che ha permesso coesione e superamento di difficoltà.  L’ospedale di Cuneo si fa davvero? E con il PPP? Stiano lavorando e andando avanti. Si è svolta la Conferenza preliminare dei Servizi sul nuovo ospedale di Cuneo per recepire le osservazioni degli enti partecipanti. Sono operativi dei tavoli di lavoro, in primis sul tema viabilità e trasporti, proposta che ha trovato subito la massima convergenza. La prossima tappa, il 30 aprile, prevede il deposito del progetto definitivo, con il Piano di Fattibilità Tecnico Economica aggiornato che sarà sottoposto ai soggetti che stanno supportando l’azienda sanitaria in modo che entro il mese di maggio tutti i documenti possano essere inoltrati alla Regione per il prosieguo dell’iter di approvazione.   Ma il Piemonte è Torinocentrico, nonostante il suo presidente arrivi dalla provincia? Sono convinto che il Piemonte non possa fare a meno di Torino, ma nemmeno Torino può fare a meno delle altre Provice. Il Piemonte ha la sua forza nell’essere un tutt’uno. In questi anni abbiamo lavorato per ricucire la distanza tra città e aree interne, per garantire accessibilità, presidi sanitari, servizi e infrastrutture sia a chi abita in centro a Torino, sia a chi vive in un’area montana. Ad esempio, abbiamo finanziato con oltre 3 milioni di euro le botteghe dei servizi, ovvero esercizi commerciali nei comuni di montagna con meno di 5 mila abitanti che diventano punti di servizi per i turisti e per la popolazione. Questa amministrazione con presidente, assessore alla sanità, consiglieri, non è stata molto sbilanciata in ambito provinciale sulla sua Langa, basti pensare a Verduno o all’Alba-Asti? No, perché prima di essere di Langa io sono un cuneese, orgogliosamente cuneese. La somma degli investimenti in Granda, mi creda, pende sul resto della provincia più che sulla Langa: ospedali di Cuneo e Savigliano, tangenziale di Mondovì, ferrovia Cuneo-Saluzzo. L’altro grande tema in provincia sono i trasporti e infrastrutture. In cinque anni è stata riaperta solo la Alba-Asti, nella sua Alba, ma sul raddoppio Cuneo-Fossano non ci sono novità, su Cuneo-Mondovì e Cuneo-Saluzzo neppure per non parlare della Ferrovia delle Meraviglie?  Le novità sono di questi giorni. La Alba-Asti era chiusa da 12 anni e l’abbiamo riaperta con un investimento da 3 milioni di euro all’anno, con soddisfazione dell’utenza che è in crescita mese dopo mese. Abbiamo prolungato le linee da Alba e Bra e da Fossano fino all’aeroporto di Caselle e questo significa che un turista oggi parte da Londra, atterra all’aeroporto di Torino e poi con un treno diretto arriva nei nostri Comuni dei territori Unesco: è una rivoluzione epocale, a servizio del turismo, ma anche delle attività economiche e dei pendolari che possono contare su un collegamento diretto verso l’aeroporto. La settimana scorsa, Regione e Agenzia per la mobilità regionale hanno firmato la pre-assegnazione del servizio di linea sulle linee Cuneo-Savigliano e Ceva-Ormea per cui è arrivata una proposta di riattivazione da parte della società Longitude. Tra Cuneo e Savigliano i treni torneranno a partire da gennaio 2025. Infine, per la Cuneo-Ventimiglia, il 2 aprile sarà attivata la quarta coppia di treni, finanziata dalla Regione, per garantire i collegamenti con la Francia e con la Liguria in attesa che sia ripristinato il collegamento stradale con il completamento dei lavori del tunnel. Sul Tenda non ci sono più parole, è stato fatto, detto tutto e il contrario di tutto? Ma non è colpa nostra. È noto che l’iter di realizzazione del tunnel di Tenda ha avuto molte vicissitudini, alcune anche di rilievo penali. La Regione, insieme alla Provincia e ai Comuni ha voluto istituire un Comitato di monitoraggio per vigilare sul rispetto dei tempi del cantiere che non vede coinvolti gli enti locali perché è in capo ad Anas. Proprio su sollecitazione delle amministrazioni piemontesi nelle scorse settimane, durante una riunione, Anas ha spiegato che l’azienda ha chiesto una proroga della scadenza entro cui concludere i lavori. Come Piemonte abbiamo chiesto a gran voce che non sia accordate proroghe e che le penali che dovessero scattare per il mancato rispetto dei tempi siano assegnate come ristoro al territorio, per i tanti disagi subiti in questi anni. L’autostrada Asti-Cuneo, si finisce? Un altro suo conterraneo Maurizio Marello, l’accusa di millantare meriti che non ha? Siamo obiettivi. L’Asti-Cuneo è un’altra opera che abbiamo trovato ferma e che abbiamo sbloccato. Abbiamo lavorato con i ministeri per mesi per ottenere tutte le autorizzazioni e ora ci sono i mezzi al lavoro con l’obiettivo di concludere i cantieri a fine anno. Sulla Fondazionne Crc, è sceso in campo direttamente: il pericolo SuperFondazione con l’unificazione di Compagnia e Crc crede sia solo una fantasia o c’è del vero? I passaggi da un cda all’altro sembra portino proprio lì?  Non c’è nessun pericolo superfondazione: è fantascienza, non esiste. La Fondazione Cassa di risparmio di Cuneo rimane autonoma e indipendente. È un patrimonio dei cuneesi e così deve rimanere. È la cassaforte di un patrimonio costruito dai nostri nonni e padri e deve rimanere tale.  Elezioni regionali… le piace vincere facile con il fronte avverso diviso? Mi piace dedicare passione, lavoro e impegno e quando si lavora per questo nulla è facile. Ho molto rispetto degli avversari e anche del percorso che ha portato all’individuazione di un candidato, mi auguro che la competizione elettorale sia all’insegno del rispetto e del bene del Piemonte. Sono noti i suoi buoni rapporti con Lo Russo a Torino, e nel primo incontro pubblico con la Pentenero ha dichiarato stima, amicizia, collaborazione. Lei va davvero d’accordo con tutti?  Sono convinto, e anche il sindaco Lo Russo lo è, che quando si lavora per il bene di un territorio, come facciamo per Torino e per il Piemonte, si debba remare tutti nella stessa direzione. E così facciamo. Questo non annulla le diversità e non evita le divergenze di opinione, che sono legittime e anche sane, direi, ma c’è un bene supremo, per chi amministra, che è quello di lavorare per il futuro del territorio.  La lista del presidente non rischia di penalizzare i partiti della sua coalizione e in particolare il suo, Forza Italia, togliendo voti e riducendone il “peso” politico? La lista del presidente si fa in tutte le Regioni in cui si va al voto con un obiettivo preciso: intercettare la partecipazione di chi non è iscritto a un partito per raccogliere consensi anche al di fuori del tradizionale perimetro della coalizione. Con questo spirito nasce anche la civica in Piemonte su cui c’è piena intesa con gli alleati.  La sua lista cuneese? Ho letto molti nomi sui giornali, quando sarà chiusa, tra pochi giorni, la presenteremo ufficialmente. E il listino blindato del presidente? Il listino, come è noto, è oggetto di confronto tra i partiti della coalizione, non dipende dal presidente. Ha appena assunto il ruolo di vice segretario nazionale di Forza Italia, un suo lancio per la scena nazionale? La vedremo ancora in Piemonte? È stato un onore potermi candidare ed essere eletto per la vicesegreteria di Forza Italia. Berlusconi è stato un grande leader, un padre per tutti noi: finché c’è stato lui, devo essere sincero su questo, molti in Forza Italia hanno pensato che fosse sufficiente. La sua scomparsa, che ci ha lasciato tutti un po’ orfani, è stata però una spinta a un impegno più attivo. E infatti chi ci dava per morti ha dovuto ricredersi: Forza Italia è perfettamente in salute, grazie al segretario Antonio Tajani che guida il partito con grande determinazione e visione, come dimostrano i dati delle ultime elezioni, in Sardegna e in Abruzzo.
Alberto Cirio Centrodestra Trasporti Tenda bis Ferrovie Regione Piemonte Sanità Ospedali Elezioni regionali