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“Spero sempre di portare un piccolo raggio di luce nel buio, anche solo con un sorriso!”

30 marzo 2024

Cuneo

Lucia Griglio “I gesti solidali sono importanti, perchè mi fanno sentire viva: per me non esiste nulla al mondo che mi dia soddisfazione come il vedere un sorriso di gratitudine, che mi riempia di gioia il cuore come il sapere che ciò che hai donato è stato veramente utile, e che ha migliorato lo stato di salute (e non solo) di una persona! Io amo molto di più il donare che il ricevere!”: la farmacista Lucia Griglio è  nata a Barge il 13 agosto 1971 (“Di corsa! La mia mamma era arrivata in ospedale per un pelo...”)  e vive a Cavour. Ha un ricordo indelebile della ‘nonna Fafa’: "Praticamente mi ha allevata. Mia mamma a causa di un forte esaurimento le aveva chiesto aiuto appena era nato mio fratello e nonna Efisia, rimasta da poco vedova, era venuta ad abitare con noi. Una donna sarda di poche parole, con principi saldi e valori radicati: io le devo tutto e se oggi sono quella che sono, lo devo a tutto quello che con semplicità e coerenza lei mi ha trasmesso!": Cosa voleva fare da bambina? Sognavo di fare il medico e di andare nelle missioni. Poi al momento di decidere quale ramo universitario prendere, mio padre mi consigliò di fare Farmacia: ma ci sono voluti anni prima di comprendere in pieno le mie inclinazioni. Appena laureata (in tempi brevissimi) mi sono resa conto che volevo capire meglio come dare consigli mirati sulla salute delle persone, per cui mi sono iscritta alla scuola di Naturopatia, Omeopatia, Floriterapia, Medicina Funzionale… insomma ancora una vita a studiare! Essere madre oggi è difficile? Sono mamma di due splendide fanciulle, Giulia e Francesca, di 24 e 23 anni. Oggi essere genitori è più che mai la grande sfida: perché capisci che non sai mai qual’è la cosa più giusta da fare! Con mio marito Gianfranco condivido la vita da 32 anni, ne abbiamo passate tante insieme (e litighiamo come la Sandra Mondaini e Raimondo Vianello!)  Il suo lavoro a Cavour? Siamo in un paese di 5.000 anime, ci si conosce tutti, una bella realtà a dimensione umana! All’inizio ero dipendente a Torino e di umano non c’era proprio nulla. E io e mio fratello Domenico abbiamo costruito una farmacia decisamente alternativa, per ruotare intorno alle persone, alle loro esigenze, per essere un supporto autentico! Come è cambiato il vostro lavoro negli anni? Purtroppo la burocrazia ormai è diventata insostenibile, il mio lavoro non è più poter stare al banco a dispensare consigli per migliorare la salute, ma bisogna lottare con una montagna di scartoffie! La Sanità pubblica sta perdendo di credibilità e tutto ciò non aiuta né i cittadini, né chi ci lavora. Per fortuna, a causa di una malattia di una mia figlia, ho studiato l’uso dell’alimentazione funzionale per la salute e oggi questo progetto mi porta a viaggiare per aiutare sempre più persone, ovunque: questa è una mia grande soddisfazione! E ho capito che anche le avversità possono portare cose buone. Come mai frequenta Pra ‘d Mill? Una volta ero a Messa a Pra ‘d Mill e dopo la funzione sento un monaco che si lamenta per un problema complesso alle gambe: detto e fatto! In un quarto d’ora avevo già recuperato in farmacia calze e cerotti speciali e li avevo portati a questo monaco, scoprendo e facendo poi la conoscenza che era padre Casare Faletti (il fondatore con fratel Paolo Mezzo del Monastero): un uomo speciale! Ed è successo più volte che nei momenti di bisogno di padre Cesare, a me veniva in mente di sentirlo, senza che lui mi dicesse nulla. Lo chiamavo e poi riuscivo ad aiutarlo! Io mi stupisco di tutto questo, ma lui sorride: ‘È la Divina Provvidenza’.  Il luogo che lei ama di più? Ho capito con il tempo che è importante prendersi degli spazi di meditazione personale e il mio luogo preferito è il ‘Monastero Dominus Tecum di Pra ‘d Mill’, dove vige la pace più assoluta. E lassù vivo ogni volta stati di grazia. Eppure non sono una fervida praticante, ma amo tantissimo la preghiera e i luoghi sacri. Un aneddoto curioso? Padre Cesare un giorno ha mandato da me in farmacia Maria Loredana, religiosa di clausura, che io sono riuscita ad aiutare per alcuni suoi problemi di salute. Questo dimostra anche che non sono tanto io a cercare questo mondo di persone illuminate, ma sono loro che arrivano a me! La fatica più grande per lei? È l’accettare che tante persone non regalano neanche un sorriso: ma cosa costerebbe farlo? La vita per me è condivisione. Fino a quando ho lavorato solo in farmacia (in  questa magnifica gabbia dorata), non avevo compreso quante persone, con i loro mondi, puoi incontrare (e condividere le loro esistenze, e imparare da ognuno di loro!). Grazie al mio progetto di alimentazione funzionale entro nelle case, nelle attività e nel cuore di tante persone: ed è un grandissimo privilegio! In cosa crede? Credo nel potere illimitato dell’Amore (si può chiamare Dio, se uno vuole): per me è Amore e basta, e ogni volta che porto un sorriso lo faccio crescere, ma ogni volta che tolgo un sorriso, lo faccio spegnere. Il mondo di oggi? Mi piace moltissimo, perché grazie al Covid le persone si sono rivelate (nel bene e nel male) e oggi credo che ci sia molta più consapevolezza riguardo a valori importanti come la salute. Ci siamo dovuti fermare e pensare: due cose che non si facevano da un po’ di tempo! Un bel privilegio.  Cosa mette al primo posto nella sua esistenza? Al primo posto metto la gioia. Odio fare qualsiasi cosa senza gioia nel cuore, odio le persone che fanno di tutto per inglobarti nel loro mondo triste. Ho visto persone che non avevano più nulla, neanche la salute, ma portavano gioia e luce a persone che avevano tutto, ma non vedevano nulla nel loro buio! Per questo donare è il mio mantra, perché spero sempre di portare un piccolo raggio di luce nel buio…  a volte anche solo con un sorriso! Padre Cesare Faletti sottolinea: “Lucia è gentile, gioiosa e pronta ad aiutarti. Trova sempre dei rimedi straordinari in tutti i sensi: roba sconosciuta che fa benissimo! È attenta ai bisogni degli altri e senza dire nulla ti sorprende con i suoi rimedi. A me è simpatica per la sua allegria e penso che sia una donna che sa entusiasmarsi: il che non è piccola cosa”.  
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