Cuneo - Paolo Demarchi, 40 anni, saluzzese, è consigliere regionale della Lega. Titolare di un’azienda agricola del settore zootecnico e frutticolo fa parte di vari consorzi di produttori agricoli della provincia di Cuneo. La sua esperienza politica è iniziata nel 2009: nel consiglio direttivo della Lega di Saluzzo e Cuneo e dal 2016 componente del consiglio direttivo piemontese del partito di Salvini. Consigliere provinciale prima, dal 2019 è sia consigliere comunale a Saluzzo in minoranza che consigliere regionale, il secondo più votato della Lega in provincia.
Arriva solo da un mandato nell’amministrazione provinciale come è stata l’esperienza di questi anni in Regione?
La Regione è un ente di area vasta che richiede una certa esperienza amministrativa. È un ente legislativo e dunque si incide e si ha la possibilità di incidere nella vita di tutti i giorni dei cittadini. E in questo mandato grazie alla Lega forte abbiamo avuto la possibilità di incidere ancora di più. È stata un bella esperienza, che mi ha arricchito e spero di rifare anche se è molto impegnativa, non c’è più limite tra vita privata e quella pubblica.
Ma come ha fatto a fare il consigliere comunale e il consigliere regionale insieme?
Si può fare. A Saluzzo sono consigliere comunale di opposizione e quindi di fatto non conti quasi nulla e non incidi, mentre in Regione in maggioranza hai la possibilità di poter far contare il tuo voto.
Saluzzo è da anni un’anomalia nel panorama provinciale: il centrodestra fa il 70% dei voti a livello nazionale e regionale e a governare in città c’è da 20 anni il centrosinistra. Come lo spiega?
Troppe divisioni e mancanza di un uomo giusto. La destra non ha mai trovato un uomo rappresentativo e poi a Saluzzo come in provincia il centro è l’area politica maggiore e che conta davvero e da 20 anni a Saluzzo ha sempre appoggiato la sinistra, per scelte politiche e così sono sempre al governo della città.
Succederà di nuovo?
Mi auguro di no ma per ora non siamo arrivati ancora a una sintesi.
Da consigliere di cosa va fiero in questa legislatura?
Per vari aspetti, soprattutto all’inizio del mandato con l’assessore al lavoro Chiorino e Cirio abbiamo affrontato e gestito una delle crisi aziendali più difficili del territorio, ma ne siamo usciti bene con l’ex Mahle di Saluzzo e La Loggia. A Saluzzo siamo riusciti a salvare quasi tutti i lavoratori, assorbiti dalla nuova proprietà. E finalmente questa è stata la legislatura meno Torinocentrica di sempre e centrata verso i comuni piccoli e le altre province, Cuneo in particolare.
Che cosa invece non le è piaciuto?
Le troppe carte. Più si sale di grado come ente, da Comune, a Provincia a Regione più aumenta il livello di burocratizzazione e di apparato statale.
Ma la semplificazione non era un vostro cavallo di battaglia?
Neppure la Lega ha scompaginato questa situazione. Ci vuole molto più di una legislatura.
E cosa avrebbe voluto fare e non è riuscito?
Sperando di essere ancora in consiglio vorrò oppormi alle imposizioni dell’Unione Europea alle Regioni. Prendiamo gli obblighi comunitari ambientali come il divieto di abbruciamento e le limitazioni del piano di qualità dell’aria.
Lei è imprenditore agricolo e allo stesso tempo politico, con chi sta nella protesta dei trattori?
Tutti quanti hanno una parte di ragione. Le politiche green dell’Unione Europea che ricadono in ambito agricolo si dimostrano non solo inefficaci ma anche enormi costi per agricoltori che in molti circostanze non hanno ricavi necessari per far fronte agli obblighi richiesti. La protesta è giusta anche se è contro la politica.
C’è qualcosa da cambiare nella politica agricola?
C’è un bisogno assoluto di rivedere la politica europea. Nelle proteste hanno visto tutti trattori costosissimi ma sono strumento di lavoro necessario che siamo obbligati ad avere. Ci sono moltissimi contributi, troppi, ma negli agricoltori non c’è la percezione né l’aiuto vero perché è difficile accedervi soprattutto per i piccoli. Solo un decimo degli agricoltori riesce a rientrare dei suoi investimenti.
La Lega ha 22 consiglieri regionali e stando ai sondaggi non si replicherà una situazione del genere, chi sarà della partita ancora?
I consiglieri uscenti verranno ricandidati non solo a Cuneo ma in tutto il Piemonte, Qui (insieme a Demarchi, anche Icardi e Gagliasso, ndr)verranno aggiunte due donne per coprire il territorio cuneese.
Oggi ad emergere della Lega sono soprattutto le esternazioni del vostro leader Salvini, ma sul territorio state perdendo terreno?
Lasciamo stare la politica nazionale di Salvini di cui non mi occupo. La Lega è ben radicata in provincia anche con tanti amministratori nei Comuni e la nostra azione è stata buona in questi anni. Lo dimostrano i cittadini quando siamo presenti sul territorio. Sono convinto che nelle prossime elezioni la Lega farà un bel risultato.
Sarà ancora Cirio a correre da governatore?
È certamente ricandidato. Governerà cambiando necessariamente gli equilibri interni.
La lista del presidente non rischia di penalizzare i partiti della coalizione e di ridurre il “peso” politico di quello che era il primo partito della coalizione?
Come Lega non temiamo nessun competitore interno. C’è una competizione interna tra partiti e anche tra candidati, ma la squadra è coesa.
Quando l’ufficialità delle candidature?
Tanti cuneesi mi hanno chiesto di ricandidarmi. Arriverà l’ufficialità ma la campagna elettorale è lunga. Oggi in questo sistema, purtroppo, la campagna elettorale parte il giorno dopo che sei eletto. Con Bergesio e Gianna Gancia faremo incontri sul territorio, partendo da Barge e dal Roero ma girando tutta la provincia.
politica
Cuneo - Paolo Demarchi, 40 anni, saluzzese, è consigliere regionale della Lega. Titolare di un’azienda agricola del settore zootecnico e frutticolo fa parte di vari consorzi di produttori agricoli della provincia di Cuneo. La sua esperienza politica è iniziata nel 2009: nel consiglio direttivo della Lega di Saluzzo e Cuneo e dal 2016 componente del consiglio direttivo piemontese del partito di Salvini. Consigliere provinciale prima, dal 2019 è sia consigliere comunale a Saluzzo in minoranza che consigliere regionale, il secondo più votato della Lega in provincia.
Arriva solo da un mandato nell’amministrazione provinciale come è stata l’esperienza di questi anni in Regione?
La Regione è un ente di area vasta che richiede una certa esperienza amministrativa. È un ente legislativo e dunque si incide e si ha la possibilità di incidere nella vita di tutti i giorni dei cittadini. E in questo mandato grazie alla Lega forte abbiamo avuto la possibilità di incidere ancora di più. È stata un bella esperienza, che mi ha arricchito e spero di rifare anche se è molto impegnativa, non c’è più limite tra vita privata e quella pubblica.
Ma come ha fatto a fare il consigliere comunale e il consigliere regionale insieme?
Si può fare. A Saluzzo sono consigliere comunale di opposizione e quindi di fatto non conti quasi nulla e non incidi, mentre in Regione in maggioranza hai la possibilità di poter far contare il tuo voto.
Saluzzo è da anni un’anomalia nel panorama provinciale: il centrodestra fa il 70% dei voti a livello nazionale e regionale e a governare in città c’è da 20 anni il centrosinistra. Come lo spiega?
Troppe divisioni e mancanza di un uomo giusto. La destra non ha mai trovato un uomo rappresentativo e poi a Saluzzo come in provincia il centro è l’area politica maggiore e che conta davvero e da 20 anni a Saluzzo ha sempre appoggiato la sinistra, per scelte politiche e così sono sempre al governo della città.
Succederà di nuovo?
Mi auguro di no ma per ora non siamo arrivati ancora a una sintesi.
Da consigliere di cosa va fiero in questa legislatura?
Per vari aspetti, soprattutto all’inizio del mandato con l’assessore al lavoro Chiorino e Cirio abbiamo affrontato e gestito una delle crisi aziendali più difficili del territorio, ma ne siamo usciti bene con l’ex Mahle di Saluzzo e La Loggia. A Saluzzo siamo riusciti a salvare quasi tutti i lavoratori, assorbiti dalla nuova proprietà. E finalmente questa è stata la legislatura meno Torinocentrica di sempre e centrata verso i comuni piccoli e le altre province, Cuneo in particolare.
Che cosa invece non le è piaciuto?
Le troppe carte. Più si sale di grado come ente, da Comune, a Provincia a Regione più aumenta il livello di burocratizzazione e di apparato statale.
Ma la semplificazione non era un vostro cavallo di battaglia?
Neppure la Lega ha scompaginato questa situazione. Ci vuole molto più di una legislatura.
E cosa avrebbe voluto fare e non è riuscito?
Sperando di essere ancora in consiglio vorrò oppormi alle imposizioni dell’Unione Europea alle Regioni. Prendiamo gli obblighi comunitari ambientali come il divieto di abbruciamento e le limitazioni del piano di qualità dell’aria.
Lei è imprenditore agricolo e allo stesso tempo politico, con chi sta nella protesta dei trattori?
Tutti quanti hanno una parte di ragione. Le politiche green dell’Unione Europea che ricadono in ambito agricolo si dimostrano non solo inefficaci ma anche enormi costi per agricoltori che in molti circostanze non hanno ricavi necessari per far fronte agli obblighi richiesti. La protesta è giusta anche se è contro la politica.
C’è qualcosa da cambiare nella politica agricola?
C’è un bisogno assoluto di rivedere la politica europea. Nelle proteste hanno visto tutti trattori costosissimi ma sono strumento di lavoro necessario che siamo obbligati ad avere. Ci sono moltissimi contributi, troppi, ma negli agricoltori non c’è la percezione né l’aiuto vero perché è difficile accedervi soprattutto per i piccoli. Solo un decimo degli agricoltori riesce a rientrare dei suoi investimenti.
La Lega ha 22 consiglieri regionali e stando ai sondaggi non si replicherà una situazione del genere, chi sarà della partita ancora?
I consiglieri uscenti verranno ricandidati non solo a Cuneo ma in tutto il Piemonte, Qui (insieme a Demarchi, anche Icardi e Gagliasso, ndr)verranno aggiunte due donne per coprire il territorio cuneese.
Oggi ad emergere della Lega sono soprattutto le esternazioni del vostro leader Salvini, ma sul territorio state perdendo terreno?
Lasciamo stare la politica nazionale di Salvini di cui non mi occupo. La Lega è ben radicata in provincia anche con tanti amministratori nei Comuni e la nostra azione è stata buona in questi anni. Lo dimostrano i cittadini quando siamo presenti sul territorio. Sono convinto che nelle prossime elezioni la Lega farà un bel risultato.
Sarà ancora Cirio a correre da governatore?
È certamente ricandidato. Governerà cambiando necessariamente gli equilibri interni.
La lista del presidente non rischia di penalizzare i partiti della coalizione e di ridurre il “peso” politico di quello che era il primo partito della coalizione?
Come Lega non temiamo nessun competitore interno. C’è una competizione interna tra partiti e anche tra candidati, ma la squadra è coesa.
Quando l’ufficialità delle candidature?
Tanti cuneesi mi hanno chiesto di ricandidarmi. Arriverà l’ufficialità ma la campagna elettorale è lunga. Oggi in questo sistema, purtroppo, la campagna elettorale parte il giorno dopo che sei eletto. Con Bergesio e Gianna Gancia faremo incontri sul territorio, partendo da Barge e dal Roero ma girando tutta la provincia.
Politica agricola: troppi contributi ma per pochi
25 febbraio 2024
Cuneo
Cuneo - Paolo Demarchi, 40 anni, saluzzese, è consigliere regionale della Lega. Titolare di un’azienda agricola del settore zootecnico e frutticolo fa parte di vari consorzi di produttori agricoli della provincia di Cuneo. La sua esperienza politica è iniziata nel 2009: nel consiglio direttivo della Lega di Saluzzo e Cuneo e dal 2016 componente del consiglio direttivo piemontese del partito di Salvini. Consigliere provinciale prima, dal 2019 è sia consigliere comunale a Saluzzo in minoranza che consigliere regionale, il secondo più votato della Lega in provincia.
Arriva solo da un mandato nell’amministrazione provinciale come è stata l’esperienza di questi anni in Regione?
La Regione è un ente di area vasta che richiede una certa esperienza amministrativa. È un ente legislativo e dunque si incide e si ha la possibilità di incidere nella vita di tutti i giorni dei cittadini. E in questo mandato grazie alla Lega forte abbiamo avuto la possibilità di incidere ancora di più. È stata un bella esperienza, che mi ha arricchito e spero di rifare anche se è molto impegnativa, non c’è più limite tra vita privata e quella pubblica.
Ma come ha fatto a fare il consigliere comunale e il consigliere regionale insieme?
Si può fare. A Saluzzo sono consigliere comunale di opposizione e quindi di fatto non conti quasi nulla e non incidi, mentre in Regione in maggioranza hai la possibilità di poter far contare il tuo voto.
Saluzzo è da anni un’anomalia nel panorama provinciale: il centrodestra fa il 70% dei voti a livello nazionale e regionale e a governare in città c’è da 20 anni il centrosinistra. Come lo spiega?
Troppe divisioni e mancanza di un uomo giusto. La destra non ha mai trovato un uomo rappresentativo e poi a Saluzzo come in provincia il centro è l’area politica maggiore e che conta davvero e da 20 anni a Saluzzo ha sempre appoggiato la sinistra, per scelte politiche e così sono sempre al governo della città.
Succederà di nuovo?
Mi auguro di no ma per ora non siamo arrivati ancora a una sintesi.
Da consigliere di cosa va fiero in questa legislatura?
Per vari aspetti, soprattutto all’inizio del mandato con l’assessore al lavoro Chiorino e Cirio abbiamo affrontato e gestito una delle crisi aziendali più difficili del territorio, ma ne siamo usciti bene con l’ex Mahle di Saluzzo e La Loggia. A Saluzzo siamo riusciti a salvare quasi tutti i lavoratori, assorbiti dalla nuova proprietà. E finalmente questa è stata la legislatura meno Torinocentrica di sempre e centrata verso i comuni piccoli e le altre province, Cuneo in particolare.
Che cosa invece non le è piaciuto?
Le troppe carte. Più si sale di grado come ente, da Comune, a Provincia a Regione più aumenta il livello di burocratizzazione e di apparato statale.
Ma la semplificazione non era un vostro cavallo di battaglia?
Neppure la Lega ha scompaginato questa situazione. Ci vuole molto più di una legislatura.
E cosa avrebbe voluto fare e non è riuscito?
Sperando di essere ancora in consiglio vorrò oppormi alle imposizioni dell’Unione Europea alle Regioni. Prendiamo gli obblighi comunitari ambientali come il divieto di abbruciamento e le limitazioni del piano di qualità dell’aria.
Lei è imprenditore agricolo e allo stesso tempo politico, con chi sta nella protesta dei trattori?
Tutti quanti hanno una parte di ragione. Le politiche green dell’Unione Europea che ricadono in ambito agricolo si dimostrano non solo inefficaci ma anche enormi costi per agricoltori che in molti circostanze non hanno ricavi necessari per far fronte agli obblighi richiesti. La protesta è giusta anche se è contro la politica.
C’è qualcosa da cambiare nella politica agricola?
C’è un bisogno assoluto di rivedere la politica europea. Nelle proteste hanno visto tutti trattori costosissimi ma sono strumento di lavoro necessario che siamo obbligati ad avere. Ci sono moltissimi contributi, troppi, ma negli agricoltori non c’è la percezione né l’aiuto vero perché è difficile accedervi soprattutto per i piccoli. Solo un decimo degli agricoltori riesce a rientrare dei suoi investimenti.
La Lega ha 22 consiglieri regionali e stando ai sondaggi non si replicherà una situazione del genere, chi sarà della partita ancora?
I consiglieri uscenti verranno ricandidati non solo a Cuneo ma in tutto il Piemonte, Qui (insieme a Demarchi, anche Icardi e Gagliasso, ndr)verranno aggiunte due donne per coprire il territorio cuneese.
Oggi ad emergere della Lega sono soprattutto le esternazioni del vostro leader Salvini, ma sul territorio state perdendo terreno?
Lasciamo stare la politica nazionale di Salvini di cui non mi occupo. La Lega è ben radicata in provincia anche con tanti amministratori nei Comuni e la nostra azione è stata buona in questi anni. Lo dimostrano i cittadini quando siamo presenti sul territorio. Sono convinto che nelle prossime elezioni la Lega farà un bel risultato.
Sarà ancora Cirio a correre da governatore?
È certamente ricandidato. Governerà cambiando necessariamente gli equilibri interni.
La lista del presidente non rischia di penalizzare i partiti della coalizione e di ridurre il “peso” politico di quello che era il primo partito della coalizione?
Come Lega non temiamo nessun competitore interno. C’è una competizione interna tra partiti e anche tra candidati, ma la squadra è coesa.
Quando l’ufficialità delle candidature?
Tanti cuneesi mi hanno chiesto di ricandidarmi. Arriverà l’ufficialità ma la campagna elettorale è lunga. Oggi in questo sistema, purtroppo, la campagna elettorale parte il giorno dopo che sei eletto. Con Bergesio e Gianna Gancia faremo incontri sul territorio, partendo da Barge e dal Roero ma girando tutta la provincia.