Cuneo - Matteo Gagliasso, 30 anni di Savigliano, ingegnere, consulente immobiliare è il più giovane tra i consiglieri regionali, nella Lega. Dal 2012 è stato prima coordinatore cittadino poi provinciale e regionale del Movimento Giovani Padani. Nelle elezioni del 2019 è stato eletto per la prima volta in consiglio regionale con 2.429 voti di preferenza.
Gagliasso, è il più giovane tra i consiglieri regionali, come è stata l’esperienza di questi anni?
È stata istruttiva e mi fatto capire molti aspetti che non conoscevo e conoscere molte realtà. Tutte cose che porterò nel mio bagaglio e che potrebbero essere consigli utili per chi lavora per il proprio territorio. A livello personale mi ha dato tanto, ha tolto tempo a me e alla mia famiglia ma è stata una delle più belle esperienze della mia vita.
Non arriva da una gavetta amministrativa ma solo da incarichi interni della Lega, si sente un privilegiato?
Non mi sento privilegiato. Non avevo ricoperto altro ruoli, mi è stata data l’occasione di candidarmi e ringrazio, ma i voti sono andati a prenderli e le persone mi hanno dato fiducia. Nel primo anno non capivo molte cose ma mi facevo aiutare dai miei colleghi che avevano avuto esperienza. Se uno non sa basta studiare e ascoltare da chi ne sa di più.
Per questo ha fatto registrare il 100% delle presenze alle sedute del consiglio o è solo la buona volontà del neofita?
Sono l’unico della provincia ad avere il 100% delle presenze. È un dovere andare in consiglio regionale, è il mandato di chi ti ha eletto. Il consiglio è un giorno alla settimana e ci si può organizzare, così come per le commissioni. I cittadini ci hanno dato il voto per lavorare. Dal venerdì alla domenica uno può stare sul territorio.
Da consigliere di cosa va fiero in questa legislatura?
Tante cose e se abbiamo creato un problema in meno ai cuneesi abbiamo lavorato bene. Una cosa che ci tengo è aver ottenuto il nuovo ospedale territoriale a Savigliano con tempi e finanziamenti certi. 200 milioni sulla nostra area non si erano mai visti.
Che cosa invece non le è piaciuto?
Il dover trattare sempre tutte le cose anche se sono giuste. Nonostante avessimo numeri sufficienti per andare avanti, ho sentito come prassi faticosa il dover sempre trattare.
È la politica...
È vero ma non sempre si tratta per il più, spesso è un compromesso al meno e su certe cose si potrebbero evitare tante parole.
E cosa avrebbe voluto fare e non è riuscito?
Da fuori pensavo fosse più facile portare a casa dei progetti per il territorio. Come per esempio la Savigliano-Saluzzo-Cuneo e altri servizi. Invece non lo è affatto. Sarà l’impegno per la prossima legislatura se ci sarò.
La Lega ha 22 consiglieri regionali e stando ai sondaggi, forse voi e Fratelli d’Italia giocherete a parti invertite rispetto a 5 anni fa?
Lo capiremo il 10 giugno dopo le elezioni. La Lega nel 2019 ha fatto quel risultato perché lo aveva costruito in dieci anni di lavoro intenso sul territorio e con la gente, a partire dai piccoli Comuni per arrivare alle grandi città. Non so se Fratelli d’Italia ha fatto lo stesso o se gode oggi solo dell’ondata Meloni.
Al governo nazionale ci siete ma forse ad emergere sono soprattutto le esternazioni del vostro leader Salvini, e sul territorio tra abbandoni e cambi casacca state perdendo terreno?
A metà gennaio abbiamo fatto il punto su un anno di Lega in provincia e abbiamo visto che i tesserati sostenitori sono aumentati. La Lega rimane forte sul territorio e anche Salvini come ministro, grazie a Bergesio, ha ben presente tutti i dossier cari al territorio e li sta portando avanti, dal Tenda alla variante di Demonte. Al di là dei rumors e del gossip la gente continua a credere nel progetto della Lega. E l’autonomia al Senato è un bel risultato ottenuto perché noi siamo autonomisti e federalisti. Sappiamo che questa è una battaglia della e per la gente.
Sarà ancora Cirio a correre da governatore?
Il capitano di una squadra che lavora bene e che ottiene ottimi risultati non si tocca. Cirio ha portato il Piemonte tre le prime quattro regioni d’Italia per cui non bisogna cambiare.
La lista del presidente non rischia di penalizzare i partiti della coalizione e di sottrarvi possibili consiglieri, soprattutto a voi che eravate primo partito della coalizione?
La lista civica è un valore aggiunto per tutta la coalizione. È stata fatta dove ci sono i governatori della Lega in Lombardia, Veneto e Friuli, anche Toti in Liguria. Con la Lista Cirio, si possono avvicinare al centrodestra nuovi consensi e ampliare i voti. Per noi vincere 70 a 30 e non 51 a 49 cambia totalmente: perché c’è una differenza enorme che facilita i cinque anni di governo successivi. Con un consenso ampio puoi fare riforme più importanti e radicali perché sai che ti ha scelto la maggior parte dei piemontesi.
Si ricandida?
Non c’è ancora l’ufficialità, arriverà solo in aprile ma credo che sarò ricandidato, così come gli uscenti consiglieri leghisti cuneesi, Luigi Genesio Icardi e Paolo Demarchi, a cui si aggiungeranno due donne.
politica
Cuneo - Matteo Gagliasso, 30 anni di Savigliano, ingegnere, consulente immobiliare è il più giovane tra i consiglieri regionali, nella Lega. Dal 2012 è stato prima coordinatore cittadino poi provinciale e regionale del Movimento Giovani Padani. Nelle elezioni del 2019 è stato eletto per la prima volta in consiglio regionale con 2.429 voti di preferenza.
Gagliasso, è il più giovane tra i consiglieri regionali, come è stata l’esperienza di questi anni?
È stata istruttiva e mi fatto capire molti aspetti che non conoscevo e conoscere molte realtà. Tutte cose che porterò nel mio bagaglio e che potrebbero essere consigli utili per chi lavora per il proprio territorio. A livello personale mi ha dato tanto, ha tolto tempo a me e alla mia famiglia ma è stata una delle più belle esperienze della mia vita.
Non arriva da una gavetta amministrativa ma solo da incarichi interni della Lega, si sente un privilegiato?
Non mi sento privilegiato. Non avevo ricoperto altro ruoli, mi è stata data l’occasione di candidarmi e ringrazio, ma i voti sono andati a prenderli e le persone mi hanno dato fiducia. Nel primo anno non capivo molte cose ma mi facevo aiutare dai miei colleghi che avevano avuto esperienza. Se uno non sa basta studiare e ascoltare da chi ne sa di più.
Per questo ha fatto registrare il 100% delle presenze alle sedute del consiglio o è solo la buona volontà del neofita?
Sono l’unico della provincia ad avere il 100% delle presenze. È un dovere andare in consiglio regionale, è il mandato di chi ti ha eletto. Il consiglio è un giorno alla settimana e ci si può organizzare, così come per le commissioni. I cittadini ci hanno dato il voto per lavorare. Dal venerdì alla domenica uno può stare sul territorio.
Da consigliere di cosa va fiero in questa legislatura?
Tante cose e se abbiamo creato un problema in meno ai cuneesi abbiamo lavorato bene. Una cosa che ci tengo è aver ottenuto il nuovo ospedale territoriale a Savigliano con tempi e finanziamenti certi. 200 milioni sulla nostra area non si erano mai visti.
Che cosa invece non le è piaciuto?
Il dover trattare sempre tutte le cose anche se sono giuste. Nonostante avessimo numeri sufficienti per andare avanti, ho sentito come prassi faticosa il dover sempre trattare.
È la politica...
È vero ma non sempre si tratta per il più, spesso è un compromesso al meno e su certe cose si potrebbero evitare tante parole.
E cosa avrebbe voluto fare e non è riuscito?
Da fuori pensavo fosse più facile portare a casa dei progetti per il territorio. Come per esempio la Savigliano-Saluzzo-Cuneo e altri servizi. Invece non lo è affatto. Sarà l’impegno per la prossima legislatura se ci sarò.
La Lega ha 22 consiglieri regionali e stando ai sondaggi, forse voi e Fratelli d’Italia giocherete a parti invertite rispetto a 5 anni fa?
Lo capiremo il 10 giugno dopo le elezioni. La Lega nel 2019 ha fatto quel risultato perché lo aveva costruito in dieci anni di lavoro intenso sul territorio e con la gente, a partire dai piccoli Comuni per arrivare alle grandi città. Non so se Fratelli d’Italia ha fatto lo stesso o se gode oggi solo dell’ondata Meloni.
Al governo nazionale ci siete ma forse ad emergere sono soprattutto le esternazioni del vostro leader Salvini, e sul territorio tra abbandoni e cambi casacca state perdendo terreno?
A metà gennaio abbiamo fatto il punto su un anno di Lega in provincia e abbiamo visto che i tesserati sostenitori sono aumentati. La Lega rimane forte sul territorio e anche Salvini come ministro, grazie a Bergesio, ha ben presente tutti i dossier cari al territorio e li sta portando avanti, dal Tenda alla variante di Demonte. Al di là dei rumors e del gossip la gente continua a credere nel progetto della Lega. E l’autonomia al Senato è un bel risultato ottenuto perché noi siamo autonomisti e federalisti. Sappiamo che questa è una battaglia della e per la gente.
Sarà ancora Cirio a correre da governatore?
Il capitano di una squadra che lavora bene e che ottiene ottimi risultati non si tocca. Cirio ha portato il Piemonte tre le prime quattro regioni d’Italia per cui non bisogna cambiare.
La lista del presidente non rischia di penalizzare i partiti della coalizione e di sottrarvi possibili consiglieri, soprattutto a voi che eravate primo partito della coalizione?
La lista civica è un valore aggiunto per tutta la coalizione. È stata fatta dove ci sono i governatori della Lega in Lombardia, Veneto e Friuli, anche Toti in Liguria. Con la Lista Cirio, si possono avvicinare al centrodestra nuovi consensi e ampliare i voti. Per noi vincere 70 a 30 e non 51 a 49 cambia totalmente: perché c’è una differenza enorme che facilita i cinque anni di governo successivi. Con un consenso ampio puoi fare riforme più importanti e radicali perché sai che ti ha scelto la maggior parte dei piemontesi.
Si ricandida?
Non c’è ancora l’ufficialità, arriverà solo in aprile ma credo che sarò ricandidato, così come gli uscenti consiglieri leghisti cuneesi, Luigi Genesio Icardi e Paolo Demarchi, a cui si aggiungeranno due donne.
La Lega c’è e ha aumentato i suoi tesserati
11 febbraio 2024
Cuneo
Cuneo - Matteo Gagliasso, 30 anni di Savigliano, ingegnere, consulente immobiliare è il più giovane tra i consiglieri regionali, nella Lega. Dal 2012 è stato prima coordinatore cittadino poi provinciale e regionale del Movimento Giovani Padani. Nelle elezioni del 2019 è stato eletto per la prima volta in consiglio regionale con 2.429 voti di preferenza.
Gagliasso, è il più giovane tra i consiglieri regionali, come è stata l’esperienza di questi anni?
È stata istruttiva e mi fatto capire molti aspetti che non conoscevo e conoscere molte realtà. Tutte cose che porterò nel mio bagaglio e che potrebbero essere consigli utili per chi lavora per il proprio territorio. A livello personale mi ha dato tanto, ha tolto tempo a me e alla mia famiglia ma è stata una delle più belle esperienze della mia vita.
Non arriva da una gavetta amministrativa ma solo da incarichi interni della Lega, si sente un privilegiato?
Non mi sento privilegiato. Non avevo ricoperto altro ruoli, mi è stata data l’occasione di candidarmi e ringrazio, ma i voti sono andati a prenderli e le persone mi hanno dato fiducia. Nel primo anno non capivo molte cose ma mi facevo aiutare dai miei colleghi che avevano avuto esperienza. Se uno non sa basta studiare e ascoltare da chi ne sa di più.
Per questo ha fatto registrare il 100% delle presenze alle sedute del consiglio o è solo la buona volontà del neofita?
Sono l’unico della provincia ad avere il 100% delle presenze. È un dovere andare in consiglio regionale, è il mandato di chi ti ha eletto. Il consiglio è un giorno alla settimana e ci si può organizzare, così come per le commissioni. I cittadini ci hanno dato il voto per lavorare. Dal venerdì alla domenica uno può stare sul territorio.
Da consigliere di cosa va fiero in questa legislatura?
Tante cose e se abbiamo creato un problema in meno ai cuneesi abbiamo lavorato bene. Una cosa che ci tengo è aver ottenuto il nuovo ospedale territoriale a Savigliano con tempi e finanziamenti certi. 200 milioni sulla nostra area non si erano mai visti.
Che cosa invece non le è piaciuto?
Il dover trattare sempre tutte le cose anche se sono giuste. Nonostante avessimo numeri sufficienti per andare avanti, ho sentito come prassi faticosa il dover sempre trattare.
È la politica...
È vero ma non sempre si tratta per il più, spesso è un compromesso al meno e su certe cose si potrebbero evitare tante parole.
E cosa avrebbe voluto fare e non è riuscito?
Da fuori pensavo fosse più facile portare a casa dei progetti per il territorio. Come per esempio la Savigliano-Saluzzo-Cuneo e altri servizi. Invece non lo è affatto. Sarà l’impegno per la prossima legislatura se ci sarò.
La Lega ha 22 consiglieri regionali e stando ai sondaggi, forse voi e Fratelli d’Italia giocherete a parti invertite rispetto a 5 anni fa?
Lo capiremo il 10 giugno dopo le elezioni. La Lega nel 2019 ha fatto quel risultato perché lo aveva costruito in dieci anni di lavoro intenso sul territorio e con la gente, a partire dai piccoli Comuni per arrivare alle grandi città. Non so se Fratelli d’Italia ha fatto lo stesso o se gode oggi solo dell’ondata Meloni.
Al governo nazionale ci siete ma forse ad emergere sono soprattutto le esternazioni del vostro leader Salvini, e sul territorio tra abbandoni e cambi casacca state perdendo terreno?
A metà gennaio abbiamo fatto il punto su un anno di Lega in provincia e abbiamo visto che i tesserati sostenitori sono aumentati. La Lega rimane forte sul territorio e anche Salvini come ministro, grazie a Bergesio, ha ben presente tutti i dossier cari al territorio e li sta portando avanti, dal Tenda alla variante di Demonte. Al di là dei rumors e del gossip la gente continua a credere nel progetto della Lega. E l’autonomia al Senato è un bel risultato ottenuto perché noi siamo autonomisti e federalisti. Sappiamo che questa è una battaglia della e per la gente.
Sarà ancora Cirio a correre da governatore?
Il capitano di una squadra che lavora bene e che ottiene ottimi risultati non si tocca. Cirio ha portato il Piemonte tre le prime quattro regioni d’Italia per cui non bisogna cambiare.
La lista del presidente non rischia di penalizzare i partiti della coalizione e di sottrarvi possibili consiglieri, soprattutto a voi che eravate primo partito della coalizione?
La lista civica è un valore aggiunto per tutta la coalizione. È stata fatta dove ci sono i governatori della Lega in Lombardia, Veneto e Friuli, anche Toti in Liguria. Con la Lista Cirio, si possono avvicinare al centrodestra nuovi consensi e ampliare i voti. Per noi vincere 70 a 30 e non 51 a 49 cambia totalmente: perché c’è una differenza enorme che facilita i cinque anni di governo successivi. Con un consenso ampio puoi fare riforme più importanti e radicali perché sai che ti ha scelto la maggior parte dei piemontesi.
Si ricandida?
Non c’è ancora l’ufficialità, arriverà solo in aprile ma credo che sarò ricandidato, così come gli uscenti consiglieri leghisti cuneesi, Luigi Genesio Icardi e Paolo Demarchi, a cui si aggiungeranno due donne.