Cuneo - La Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo martedì 23 gennaio alle 16,30 al Teatro Toselli traccia il bilancio di mandato 2020/2024, e sarà un saluto al cda guidato dal monregalese Ezio Raviola. Un mandato che termina ad aprile con l’approvazione del bilancio che chiude l’operatività di questo consiglio di amministrazione e questo consiglio generale. A giorni partiranno le lettere indirizzate ad enti e associazioni che dovranno designare i propri rappresentanti nel consiglio generale, venti nomi che non devono aver compiuto, al momento della designazione, i 75 anni di età, che a loro volta dovranno scegliere, non necessariamente al loro interno, il consiglio di amministrazione (presidente, due vice e quattro consiglieri) e il presidente, con il limite dei 70 anni di età.

E la corsa a quella che viene considerata la “cassaforte della provincia” è iniziata da tempo. Raviola, che prima ha tentato, con altri presidenti di fondazioni italiane, di sostenere l’ipotesi di una proroga extra-statuto per chi non avesse avuto mandati completi (una proroga che il ministero non avrebbe però mai concesso), ha proceduto a una serie di cambi nello statuto, riportando in mano al consiglio uscente più forza, con l’introduzione di ben cinque nomine con terne. In sostanza alcuni enti (ospedale, sindacati, cooperazione, volontariato e Università) non indicheranno più direttamente un nome ma una terna di nomi entro cui sceglierà il consiglio generale uscente e il consiglio di amministrazione che avranno dunque più “potere” di scelta rispetto a prima. Le cinque terne si aggiungono ai due bandi di candidature su sport e rappresentante braidese. Un terzo dei designati, sette nomi su venti, sono dunque “in mano” al consiglio uscente.

Candidati presidenza Fondazione Crc 2024
Sulla presidenza il primo a non nascondere le proprie ambizioni è stato il presidente della Camera di Commercio, ed ex presidente dell’Unione Industriali, Mauro Gola. È un nome che arriva dal mondo dell’imprenditoria, sembra goda della fiducia e dell’appoggio dell’attuale governatore Alberto Cirio (con la sorella Giuliana Cirio, Gola è stato alla guida dell’Unione Industriale per sei anni). Ma proprio la presidenza dell’ente camerale potrebbe essere per lui più che un trampolino di lancio, un ostacolo in più, in quanto la Camera di Commercio con le sue associazioni di categoria è chiamata alla nomina di ben quattro consiglieri (in questa tornata tocca alla Confartigianato con un nome di Alba, alla Confcommercio con Cuneo, alla Coldiretti con Alba, e all’Unione industriale con Mondovì) e dunque Gola dovrebbe diventare allo stesso tempo designato e designante.
Altro nome in corsa è quello dell’ex sindaco di Cuneo ed ex presidente della Provincia, Federico Borgna. Uscito di scena dopo le elezioni del giugno 2022, rifiutato candidature nazionali e regionali, ha maturato l’anno di stop necessario, da statuto della Fondazione, dalle cariche politiche. Borgna potrebbe essere designato in consiglio generale dal Comune di Cuneo, che ha due nomine (uomo e donna), e da lì giocarsi la candidatura alla presidenza puntando sulla sua conoscenza del territorio e sull’esperienza provinciale dove ha governato tenendo insieme tutto l’arco costituzionale: otto sono le nomine fatte dai Comuni (Cuneo e Mondovì due nomi a testa, Alba, e in questa tornata tocca a Dronero, Canale e Villanova Mondovì).
Nel corso delle ultime settimane sono comparsi poi altri tre nomi nella corsa alla presidenza. C’è un “tecnico” come il cuneese Massimo Gramondi, storico commercialista molto conosciuto nel mondo bancario e imprenditoriale. C’è un ex politico come Mariano Rabino, albese, già consigliere e poi assessore comunale ad Alba, poi consigliere regionale e deputato di Scelta Civica, oggi è presidente dell’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero. E c’è l’unico rinnovabile per il secondo mandato, dell’attuale consiglio di amministrazione di Fondazione, l’attuale vice presidente Francesco Capello, albese, commercialista, presidente di Filiera Futura, liquidatore e curatore fallimentare di numerose realtà imprenditoriali del Piemonte, anche con incarichi dal Ministero dello Sviluppo Economico.
Saranno settimane intense per arrivare alle nomine dei prossimi consigli di Fondazione che saranno probabilmente rivoluzionati in buona parte dei suoi elementi: 13 su 27 non possono essere rieletti perché al termine del secondo mandato, altri non rientreranno in consiglio per motivi di età e altri per rappresentanza e rotazione del territorio.