Cuneo -Da gennaio 2024
gli stipendi dei sindaci aumentano ulteriormente arrivando così in alcuni casi, come quello del sindaco di Cuneo, a più che raddoppiare rispetto allo stipendio del 2021. Gli aumenti di sindaco, vicesindaco e assessori sono frutto della legge di bilancio 2022, approvata dal governo Draghi con il parere positivo tanto della maggioranza che della minoranza di allora.
Già negli ultimi due anni le indennità erano cresciute gradualmente, rispettivamente del 45% nel 2022 e del 68% nel 2023, ma dal 1º gennaio 2024 i nuovi stipendi andranno pienamente a regime.
Lo Stato sborsa 220 milioni di euro l’anno per sostenere questi aumenti, dopo quasi vent’anni di stipendi invariati. L’obiettivo era di rendere più attrattivo il ruolo di sindaco nei Comuni più piccoli, dove spesso per le elezioni è difficile ottenere anche una sola candidatura, per poi arrivare a migliori condizioni di lavoro ma soprattutto di servizi delle amministrazioni pubbliche. Il tema dell’indennità riconosciuta ai sindaci, amministratori locali che hanno responsabilità penale ed erariale, incompatibilità e incandidabilità, fa parte di una batta- glia intrapresa dall’Anci, l’associazione dei comuni italiani, ed accolta positivamente dal Governo. Per Anci “alzare l’indennità agli amministratori locali riconosce, finalmente, un giusto emolumento a chi nei territori è chiamato ad assumersi grandi responsabilità senza un giusto riconoscimento economico che è particolarmente esiguo nei piccoli Comuni”.
Ma c’è chi, proprio nei piccoli Comuni, oltre a lavorare e a prendersi responsabilità, ha anche deciso in questi anni di difficoltà dei bilancio, di rinunciare all’indennità a beneficio del suo comune.
I nuovi stipendi sono “parametrati al trattamento economico complessivo dei presidenti delle regioni” e “in relazione alla popolazione risultante dall’ultimo censimento ufficiale”. Questo significa che gli emolumenti sono calcolati sulla base dello stipendio massimo lordo che un governatore può ottenere, cioè 13.800 euro al mese, e degli abitanti del comune ma anche dal tipo di città amministrata: capoluogo di Regione, di Provincia o semplice Comune. I sindaci delle città metropolitane guadagneranno come i presidenti di Regione, l’80% per i sindaci delle grandi città e il 70% per i sindaci, come quello di Cuneo, dei comuni capoluogo di provincia con popolazione fino a 100.000 abitanti. L’aumento delle indennità dei sindaci trascina anche quello dei vice sindaci, degli assessori e dei presidenti dei consigli comunali.
L’indennità degli amministratori viene poi dimezzata per gli assessori che svolgono attività di lavoro dipendente.
Le cifre indicate si intendono come lorde.
Il sindaco di Cuneo
Cuneo con i suoi 56.000 abitanti rientrerebbe nei comuni con un’indennità dei propri amministratori pari al 45% dello stipendio del governatore ma essendo capoluogo di provincia l’indennità sale al 70%. Così l’attuale sindaca Patrizia Manassero da gennaio 2024 guadagnerà 9.660 euro mensili, mentre a dicembre scorso il suo stipendio è stato di 8.011,57 e a inizio del suo mandato era di 6.826,27 euro, contro i 4.508,67 dei suoi predecessori. L’aumento dal 2021 è di 5.151,33, il 114% in più.
Il vice sindaco Luca Serale passa dai 6.008,68 ai 7.245 euro, ma nel 2021 il vice sindaco (che era Manassero prendeva 3.381,5 euro). Gli assessori salgono a 5.796 euro lordi al mese dai 4.806,91 del 2023, e dai 2.705,2 del 2021 così come il presidente del consiglio Marco Vernetti.
Per i consiglieri comunali il gettone di presenza è di 35,53 euro e il compenso mensile dei gettoni non può andare oltre i 1.552,5, cifra mai raggiunta perché richiederebbe almeno due sedute al giorno. I gettoni di presenza sono l’unica voce che nel corso degli ultimi anni è diminuita, con un meno 10% rispetto a quanto previsto nel decreto ministeriale del 2000.
Le altre “sorelle” più Borgo e Busca
In provincia l’indennità del sindaco di Alba (oltre a Cuneo è l’unica con più di 30 mila abitanti) sale a 4.830 euro dai 4.280 del 2023 e dai 3.114 del 2021, pari al 35% dell’indennità dei governatori. Il suo vice sindaco prende 2.656,5 euro, i suoi assessori e il presidente del consiglio 2.713,5. Il gettone dei consiglieri è di 32,53 euro e non può andare oltre i 1.207,5 euro mensili.
Per i sindaci delle città con oltre 10.000 abitanti,
Bra, Fossano, Mondovì, Savigliano, Saluzzo, Borgo San Dalmazzo e Busca, l’aumento calcolato sul 30% dell’indennità del governatore ed è a 4.140 euro dai 3.707,64 attuali e i 2.788,87 del 2021. I vice sindaci incassano 2.277 euro, gli assessori e i presidenti del consiglio delle cinque sorelle 1.863 euro, mentre l’indennità dei presidenti di Borgo e Busca scende a 400,2 euro. Il gettone dei consiglieri è di 19,99 euro e non può andare oltre i 1.035 euro mensili.
I Comuni sopra i 5.000 abitanti
L’indennità sale a 4.002 euro al mese (il 29% dell’indennità) dagli attuali 3.524,55 euro e i 2.509,98 del 2021, per i sindaci di
Racconigi, Boves, Cherasco, Barge, Dronero, Centallo, Caraglio, Verzuolo, Sommariva Bosco, Bagnolo, Villanova Mondovì, Ceva, Canale, Peveragno, Cavallermaggiore e Cervasca che sono 1 16 Comuni che contano da 5.001 a 10 mila abitanti. I vice sindaci incassano 2.001 euro, gli assessori 1.800,9 euro, i presidenti del consiglio 400,2 euro e il gettone dei consiglieri è di 16,27 euro e il compenso mensile non può andare oltre i 1.000,5 euro.
I Comuni sopra i 3.000 abitanti
Ventun Comuni cuneesi che sono
Montà, Dogliani, Carrù, Bernezzo, Revello, Moretta, Santo Stefano Belbo, Manta, Bene Vagienna, Diano d’Alba, Chiusa Pesio, Guarene, Narzole, Beinette, Costigliole Saluzzo, Neive, Pocapaglia, Marene, Vicoforte, Caramagna Piemonte e Sanfrè, tutti con popolazione da 3.001 a 5.000 abitanti vedono aumentare lo stipendio ai propri sindaci, sulla base del 22% dell’indennità del presidente di Regione, a 3.036 euro dagli attuali 2.689 e i 1.952 di tre anni fa. I vice sindaci portano a casa 607,2 euro al mese, gli assessori 455,4 euro e i presidenti del consiglio 303,6 euro. Il gettone dei consiglieri è di 16,27 euro e non può andare oltre i 759 euro al mese.
I 201 piccoli Comuni
Per tutti gli altri 201 sindaci dei Comuni più piccoli della provincia che vanno da
Santa Vittoria d’Alba, Villafalletto e Garessio che sono alla soglia dei tremila abitanti fino ai più piccoli
Briga Alta nell’alta Val Tanaro ai confini con la Liguria e
Macra in valle Maira con 42 abitanti, l’indennità dei sindaci sale a 2.208 euro (il 16% dell’indennità regionale) rispetto ai 2.032 attuali e ai 1.659 del 2021.
Le indennità si differenziano poi a seconda della popolazione per le altre cariche. I vice sindaci dei 61 Comuni dai 1.001 ai 3.000 abitanti hanno un’indennità di 441,6 euro al mese, gli assessori 331,2 euro e i presidenti del consiglio comunale 220,8 con i gettoni per i consiglieri di 16,27 euro a seduta e un compenso che non può andare oltre i 552 euro.
Per i 140 piccoli Comuni sotto i mille abitanti, i vice sindaci incassano 331,2 euro al mese, gli assessori 220,8, il doppio dei presidenti dei piccoli consigli comunali, 110,4 euro. I gettoni di presenza per i consiglieri sono fissati a 15,34 euro a seduta fino a un massimo di compenso mensile di 552 euro.
La spesa totale
La spesa totale per le indennità degli amministratori locali dei 247 Comuni della provincia Granda si aggira intorno al milione e 300 mila euro al mese, oltre i 15 milioni di euro all’anno, divisi a metà: 7 milioni e mezzo per i sindaci, 1.750.000 per i vice sindaci, 3.400.000 per gli assessori, 700.000 per i presidenti del consiglio e circa un milione e mezzo per i gettoni di presenza dei consiglieri comunali che sono in provincia, esclusi i sindaci, 2.556.
Gli altri stipendi
Lo stipendio dei sindaci rimane comunque lontano da quello delle altre cariche politiche. In media un parlamentare guadagna 14 mila euro netti al mese tra stipendio di base, diaria e rimborsi, 15 mila i senatori. Il governatore del Piemonte Alberto Cirio arriva ai 10.200 euro lordi (7.680 euro netti), e lo stipendio dei consiglieri regionali è più o meno lo stesso dai 13 ai 14.000 euro lordi (da 7.000 ai 7.500 euro netti).