European Central Bank (Fotografo Dati Bendo. Copyright: Unione Europea, 2023. Fonte: EC - Audiovisual Service)
Appena entrati in un anno che si preannuncia ricco di novità per il mondo dei pagamenti in Europa, è legittima la curiosità di sapere chi deciderà le sorti di moneta e strumenti di pagamento nell’area euro.
Dal punto di vista istituzionale, il settore dei pagamenti non fa eccezione rispetto ad altri: Commissione europea, Parlamento europeo e Consiglio dell’Unione europea sono gli attori di riferimento. Anche in questo ambito, quando si legge di atti normativi dell’Unione Europea, ciò significa che vi è stata una proposta da parte della Commissione europea e che Parlamento europeo e Consiglio hanno approvato la proposta in questione secondo la procedura prevista dalle norme presenti nei trattati. Gli atti normativi possono assumere la forma di direttive o di regolamenti. Se si tratta di direttive, allora gli Stati membri dell’Unione dovranno recepirne il contenuto negli ordinamenti interni attraverso appositi atti, entro il termine indicato dalle direttive stesse. I regolamenti, invece, sono efficaci direttamente nei confronti dei cittadini dell’Unione dal momento della loro entrata in vigore. I provvedimenti in fase di preparazione sono sia una direttiva, sia un regolamento. Ciò significa che le disposizioni regolamentari saranno immediatamente efficaci una volta approvato il regolamento (salvo diverse, espresse, indicazioni), mentre quelle della direttiva lo saranno in futuro, molto probabilmente nel 2025.
Tra gli enti istituzionali in ambito monetario e dei sistemi e strumenti di pagamento vi sono, inoltre, la Banca Centrale Europea (BCE o ECB, da “European Central Bank”) e l’Autorità Bancaria Europea (anche “European Banking Authority” o EBA). La prima è conosciuta; tra le sue funzioni vi è anche quella del governo della circolazione della moneta al fine di assicurare la stabilità e la solidità monetaria, finanziaria ed economica di tutta l’area euro. Meno nota è l’EBA, sebbene si tratti di una autorità, fondata nel 2011, che riveste un ruolo fondamentale nella vigilanza dell’intero sistema bancario e finanziario europeo e produce documentazione tecnica e regolamentare in ambito bancario e finanziario. Lo scopo di questa documentazione è quello di fornire un complesso di norme prudenziali e di istruzioni operative armonizzato a livello europeo per le istituzioni bancarie e finanziarie, per la salvaguardia dell’intero sistema, a protezione di cittadini, correntisti, investitori e consumatori. La sede dell’EBA era a Londra e, con la Brexit, l’Italia aveva coltivato la speranza che venisse trasferita a Milano. Purtroppo per il nostro paese, non è andata in questo modo, e la nuova sede dell’EBA si trova a Parigi.
Al di fuori dell’ambito puramente istituzionale vi è, poi, lo European Payments Council (EPC), in italiano “Consiglio Europeo dei Pagamenti”. Si tratta di un organismo espressione dell’industria bancaria, nato nel 2002 con l’obiettivo di contribuire alla costruzione dell’Area Unica dei Pagamenti in Euro (in inglese Single Euro Payments Area o SEPA), in collaborazione con le istituzioni comunitarie e con la Banca Centrale Europea. La nascita dell’euro, infatti, ha richiesto un percorso di armonizzazione degli strumenti e dei sistemi di pagamento che ha coinvolto anche il sistema bancario nel suo complesso che, proprio attraverso l’EPC, ha interagito con il mondo istituzionale. L’importanza dell’EPC, inoltre, si è consolidata attraverso l’elaborazione di schemi di pagamento (descritti in documenti detti “Rulebook”) contenenti veri e propri standard ai quali ogni realtà bancaria in Europa ha dovuto, nei fatti, adeguarsi per poter far parte della comunità internazionale europea.
Se questo è il quadro, una semplice riflessione merita di essere formulata rispetto al corretto modo di relazionarsi rispetto a questi enti da parte dei cittadini dell’Unione Europea.
Data la complessità tecnica della materia e delle dinamiche che governano i processi decisionali e i rapporti tra i vari enti, la tentazione potrebbe essere quella del disinteresse o della attesa passiva di ciò che verrà. Si tratterebbe di un approccio sbagliato perché i meccanismi economici e finanziari hanno una valenza politica e civile non secondaria. Per una cittadinanza attiva e consapevole è necessario conoscere le autorità in ambito economico e i canali di dialogo possibili. Può essere faticoso, ma si tratta di un passo nella direzione della costruzione di una casa davvero comune.
editoriale
European Central Bank (Fotografo Dati Bendo. Copyright: Unione Europea, 2023. Fonte: EC - Audiovisual Service)
Appena entrati in un anno che si preannuncia ricco di novità per il mondo dei pagamenti in Europa, è legittima la curiosità di sapere chi deciderà le sorti di moneta e strumenti di pagamento nell’area euro.
Dal punto di vista istituzionale, il settore dei pagamenti non fa eccezione rispetto ad altri: Commissione europea, Parlamento europeo e Consiglio dell’Unione europea sono gli attori di riferimento. Anche in questo ambito, quando si legge di atti normativi dell’Unione Europea, ciò significa che vi è stata una proposta da parte della Commissione europea e che Parlamento europeo e Consiglio hanno approvato la proposta in questione secondo la procedura prevista dalle norme presenti nei trattati. Gli atti normativi possono assumere la forma di direttive o di regolamenti. Se si tratta di direttive, allora gli Stati membri dell’Unione dovranno recepirne il contenuto negli ordinamenti interni attraverso appositi atti, entro il termine indicato dalle direttive stesse. I regolamenti, invece, sono efficaci direttamente nei confronti dei cittadini dell’Unione dal momento della loro entrata in vigore. I provvedimenti in fase di preparazione sono sia una direttiva, sia un regolamento. Ciò significa che le disposizioni regolamentari saranno immediatamente efficaci una volta approvato il regolamento (salvo diverse, espresse, indicazioni), mentre quelle della direttiva lo saranno in futuro, molto probabilmente nel 2025.
Tra gli enti istituzionali in ambito monetario e dei sistemi e strumenti di pagamento vi sono, inoltre, la Banca Centrale Europea (BCE o ECB, da “European Central Bank”) e l’Autorità Bancaria Europea (anche “European Banking Authority” o EBA). La prima è conosciuta; tra le sue funzioni vi è anche quella del governo della circolazione della moneta al fine di assicurare la stabilità e la solidità monetaria, finanziaria ed economica di tutta l’area euro. Meno nota è l’EBA, sebbene si tratti di una autorità, fondata nel 2011, che riveste un ruolo fondamentale nella vigilanza dell’intero sistema bancario e finanziario europeo e produce documentazione tecnica e regolamentare in ambito bancario e finanziario. Lo scopo di questa documentazione è quello di fornire un complesso di norme prudenziali e di istruzioni operative armonizzato a livello europeo per le istituzioni bancarie e finanziarie, per la salvaguardia dell’intero sistema, a protezione di cittadini, correntisti, investitori e consumatori. La sede dell’EBA era a Londra e, con la Brexit, l’Italia aveva coltivato la speranza che venisse trasferita a Milano. Purtroppo per il nostro paese, non è andata in questo modo, e la nuova sede dell’EBA si trova a Parigi.
Al di fuori dell’ambito puramente istituzionale vi è, poi, lo European Payments Council (EPC), in italiano “Consiglio Europeo dei Pagamenti”. Si tratta di un organismo espressione dell’industria bancaria, nato nel 2002 con l’obiettivo di contribuire alla costruzione dell’Area Unica dei Pagamenti in Euro (in inglese Single Euro Payments Area o SEPA), in collaborazione con le istituzioni comunitarie e con la Banca Centrale Europea. La nascita dell’euro, infatti, ha richiesto un percorso di armonizzazione degli strumenti e dei sistemi di pagamento che ha coinvolto anche il sistema bancario nel suo complesso che, proprio attraverso l’EPC, ha interagito con il mondo istituzionale. L’importanza dell’EPC, inoltre, si è consolidata attraverso l’elaborazione di schemi di pagamento (descritti in documenti detti “Rulebook”) contenenti veri e propri standard ai quali ogni realtà bancaria in Europa ha dovuto, nei fatti, adeguarsi per poter far parte della comunità internazionale europea.
Se questo è il quadro, una semplice riflessione merita di essere formulata rispetto al corretto modo di relazionarsi rispetto a questi enti da parte dei cittadini dell’Unione Europea.
Data la complessità tecnica della materia e delle dinamiche che governano i processi decisionali e i rapporti tra i vari enti, la tentazione potrebbe essere quella del disinteresse o della attesa passiva di ciò che verrà. Si tratterebbe di un approccio sbagliato perché i meccanismi economici e finanziari hanno una valenza politica e civile non secondaria. Per una cittadinanza attiva e consapevole è necessario conoscere le autorità in ambito economico e i canali di dialogo possibili. Può essere faticoso, ma si tratta di un passo nella direzione della costruzione di una casa davvero comune.
Il governo della moneta e degli strumenti di pagamento in Europa
14 gennaio 2024
Cuneo
European Central Bank (Fotografo Dati Bendo. Copyright: Unione Europea, 2023. Fonte: EC - Audiovisual Service)
Appena entrati in un anno che si preannuncia ricco di novità per il mondo dei pagamenti in Europa, è legittima la curiosità di sapere chi deciderà le sorti di moneta e strumenti di pagamento nell’area euro.
Dal punto di vista istituzionale, il settore dei pagamenti non fa eccezione rispetto ad altri: Commissione europea, Parlamento europeo e Consiglio dell’Unione europea sono gli attori di riferimento. Anche in questo ambito, quando si legge di atti normativi dell’Unione Europea, ciò significa che vi è stata una proposta da parte della Commissione europea e che Parlamento europeo e Consiglio hanno approvato la proposta in questione secondo la procedura prevista dalle norme presenti nei trattati. Gli atti normativi possono assumere la forma di direttive o di regolamenti. Se si tratta di direttive, allora gli Stati membri dell’Unione dovranno recepirne il contenuto negli ordinamenti interni attraverso appositi atti, entro il termine indicato dalle direttive stesse. I regolamenti, invece, sono efficaci direttamente nei confronti dei cittadini dell’Unione dal momento della loro entrata in vigore. I provvedimenti in fase di preparazione sono sia una direttiva, sia un regolamento. Ciò significa che le disposizioni regolamentari saranno immediatamente efficaci una volta approvato il regolamento (salvo diverse, espresse, indicazioni), mentre quelle della direttiva lo saranno in futuro, molto probabilmente nel 2025.
Tra gli enti istituzionali in ambito monetario e dei sistemi e strumenti di pagamento vi sono, inoltre, la Banca Centrale Europea (BCE o ECB, da “European Central Bank”) e l’Autorità Bancaria Europea (anche “European Banking Authority” o EBA). La prima è conosciuta; tra le sue funzioni vi è anche quella del governo della circolazione della moneta al fine di assicurare la stabilità e la solidità monetaria, finanziaria ed economica di tutta l’area euro. Meno nota è l’EBA, sebbene si tratti di una autorità, fondata nel 2011, che riveste un ruolo fondamentale nella vigilanza dell’intero sistema bancario e finanziario europeo e produce documentazione tecnica e regolamentare in ambito bancario e finanziario. Lo scopo di questa documentazione è quello di fornire un complesso di norme prudenziali e di istruzioni operative armonizzato a livello europeo per le istituzioni bancarie e finanziarie, per la salvaguardia dell’intero sistema, a protezione di cittadini, correntisti, investitori e consumatori. La sede dell’EBA era a Londra e, con la Brexit, l’Italia aveva coltivato la speranza che venisse trasferita a Milano. Purtroppo per il nostro paese, non è andata in questo modo, e la nuova sede dell’EBA si trova a Parigi.
Al di fuori dell’ambito puramente istituzionale vi è, poi, lo European Payments Council (EPC), in italiano “Consiglio Europeo dei Pagamenti”. Si tratta di un organismo espressione dell’industria bancaria, nato nel 2002 con l’obiettivo di contribuire alla costruzione dell’Area Unica dei Pagamenti in Euro (in inglese Single Euro Payments Area o SEPA), in collaborazione con le istituzioni comunitarie e con la Banca Centrale Europea. La nascita dell’euro, infatti, ha richiesto un percorso di armonizzazione degli strumenti e dei sistemi di pagamento che ha coinvolto anche il sistema bancario nel suo complesso che, proprio attraverso l’EPC, ha interagito con il mondo istituzionale. L’importanza dell’EPC, inoltre, si è consolidata attraverso l’elaborazione di schemi di pagamento (descritti in documenti detti “Rulebook”) contenenti veri e propri standard ai quali ogni realtà bancaria in Europa ha dovuto, nei fatti, adeguarsi per poter far parte della comunità internazionale europea.
Se questo è il quadro, una semplice riflessione merita di essere formulata rispetto al corretto modo di relazionarsi rispetto a questi enti da parte dei cittadini dell’Unione Europea.
Data la complessità tecnica della materia e delle dinamiche che governano i processi decisionali e i rapporti tra i vari enti, la tentazione potrebbe essere quella del disinteresse o della attesa passiva di ciò che verrà. Si tratterebbe di un approccio sbagliato perché i meccanismi economici e finanziari hanno una valenza politica e civile non secondaria. Per una cittadinanza attiva e consapevole è necessario conoscere le autorità in ambito economico e i canali di dialogo possibili. Può essere faticoso, ma si tratta di un passo nella direzione della costruzione di una casa davvero comune.